Festeggiato il 13 gennaio (e 1° ottobre)

Remigio di Reims (Laon437 circa – Reims13 gennaio 533) è stato un arcivescovo franco.

È venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Egli fu consigliere e un referendario del re.

San Remigio, vescovo di Reims, dopo che il re Clodoveo nel Natale 498 fu iniziato al sacro fonte battesimale ed ai sacramenti della fede, convertì i Franchi a Cristo e, dopo oltre sessant’anni di episcopato, lasciò questa vita ragguardevole per santità. L’ultima edizione del Martirologio Romano (2001) ricorda San Remigio il 13 gennaio, suo dies natalis, mentre la sua memoria liturgica facoltativa in Francia è celebrata il 15 gennaio, giorno della sua sepoltura. Il calendario della forma extra-ordinaria del Rito Romano pone la sua commemorazione al 1° ottobre, anniversario della traslazione solenne dei suoi resti nella basilica a lui dedicata, traslazione autorizzata dal pontefice San Leone IX il 1° ottobre 1049. Un tempo anche il Martirologio lo ricordava il 1° ottobre ed ancora oggi in tanti luoghi è festeggiato in tale data.

Etimologia: Remigio = che sta al remo, rematore, dal latino

Emblema: Bastone pastorale, Fiala d’olio

Martirologio Romano: A Reims sempre nella Gallia belgica, ora in Francia, deposizione di san Remigio, vescovo: dopo che il re Clodoveo fu iniziato al sacro fonte battesimale e ai sacramenti della fede, egli convertì i Franchi a Cristo e, dopo oltre sessant’anni di episcopato, lasciò questa vita ragguardevole per santità.

Nato cittadino romano, Remigio vede crollare nel 476 l’Impero di Occidente e sparire il dominio di Roma nella sua Gallia, che passa in mano alle tribù barbariche di Burgundi, Alamanni e Visigoti. Sul finire del V secolo, il popolo germanico dei Franchi occupa via via il Paese, al quale darà infine anche il proprio nome: Francia. Remigio appartiene al ceto dei gallo romani, legati da generazioni alla cultura latina, da cui ora provengono molti uomini di Chiesa. Viene acclamato vescovo di Reims prima di compiere i trent’anni, e un suo fratello di nome Principio sarà vescovo di Soissons.
All’epoca, la Gallia è un arcipelago di isole e isolette cattoliche, in un mare formato da Burgundi e Visigoti di fede ariana, mentre le campagne sono ancora pagane, come a loro modo pagani sono anche i Franchi, condotti in Gallia dal re Childerico. Meno evoluti degli altri popoli, i Franchi sono però dei grandi combattenti (non portano elmo né corazza) e hanno reso buoni servizi militari a Roma in passato.
Morto nel 482 Childerico, gli succede il figlio Clodoveo quindicenne. A lui Remigio, vescovo cattolico in territorio franco, scrive lettere rispettose e insieme autorevoli. Una di esse dice: “Vegliate a che il Signore non distolga lo sguardo da voi. Consigliatevi con i vostri vescovi. Divertitevi con i giovani, ma deliberate coi vecchi”. Da un lato lo ammonisce, dall’altro riconosce la sua sovranità: un muoversi anche da politico, che è inevitabile per Remigio, “evangelizzatore a vita” tra i Franchi.
E’ un aiuto prezioso per Clodoveo, perché favorisce l’adesione degli altri vescovi e dei gruppi galloromani. Così il re giungerà a essere padrone del Paese, dopo la vittoria del 507 a Vouillé sui Visigoti, dando così l’inizio alla dinastia dei Merovingi. Ma non c’è soltanto la politica. Su di lui influisce fortemente in senso religioso la moglie Clotilde, che è già cattolica; influisce Remigio, che lo istruisce personalmente nella fede. E molti atti successivi del re Clodoveo rivelano una religiosità personale autentica. Si arriva così al suo battesimo, per opera del vescovo, a Reims, in un giorno di Natale di un anno incerto. Alcuni sostengono fosse il 497. In un’iscrizione della fine del XV secolo a Reims si legge: “L’an de grace cinq cent le roy Clovis – receut a Reims par saint Remy baptesme”. Saremmo allora al 500.
Ma dopo quel Natale, quale che sia, riprende il lungo, feriale lavoro di Remigio per annunciare il Vangelo a chi non è re né principe; senza poeti e cronisti al seguito. Una fatica durata quasi settant’anni, secondo una tradizione. Un’immersione totale nei suoi doveri, oscuramente portata avanti, e di cui si parlerà soltanto dopo la sua morte, quando Remigio sarà acclamato santo direttamente dalla voce popolare.

L’ultima edizione del Martirologio Romano (2001) ricorda San Remigio il 13 gennaio, suo dies natalis, mentre la sua memoria liturgica facoltativa in Francia è celebrata il 15 gennaio, giorno della sua sepoltura. Il calendario della forma extra-ordinaria del Rito Romano pone la sua commemorazione al 1° ottobre, anniversario della traslazione solenne dei suoi resti nella basilica a lui dedicata, traslazione autorizzata dal pontefice San Leone IX il 1° ottobre 1049. Un tempo anche il Martirologio lo ricordava il 1° ottobre ed ancora oggi in tanti luoghi è festeggiato in tale data.

Chiese dedicate a San Remigio:

  • Italia
  • Chiesa Parrocchiale di San Remigio, Fosdinovo (Massa e Carrara), ove sono presenti le reliquie del Santo portate ivi nel 1701 da Lucca, oltre che una statua risalente alla seconda metà del XIV secolo, un busto posto sulla sommità del portale d’ingresso e altri numerosissimi riferimenti al Santo francese.
  • Chiesa di San Remigio, Carignano (Torino).
  • Chiesa di San Remigio, Firenze.
  • Duomo dei SS. Giovanni Battista e Remigio, Carignano (Torino).
  • Chiesa di San Remigio, Cavasso Nuovo (Pordenone).
  • Chiesa di San Remigio, Villadeati (Alessandria).
  • Chiesa di San Remigio, Goido (Pavia).
  • Oratorio di San Remigio, Verbania-Pallanza.
  • Parrocchia di San Remigio, Colleverde, Guidonia Montecelio (Roma).
  • Parrocchia di San Remigio, Vione (Brescia).
  • Parrocchia Assunzione di Maria Vergine e San Remigio, Arignano (Torino).
  • Parrocchia di San Remigio Vimodrone, (Milano).
  • Chiesa dei Santi Ilario e Remigio, Figliaro, Beregazzo con Figliaro, (Como).
  • Chiesa di San Remigio, Endine Gaiano (Bergamo). Nella parrocchia di Endine è conservata un’autentica reliquia del Santo Vescovo di Reims, così pure una statua lignea, che lo raffigura mentre battezza il Re Clodoveo, risalente al 1867 e fatta realizzare come “Ex voto” dalla popolazione.
  • Chiesa San Remigio a Sedriano (Milano).
  • Oratorio di San Remigio, Busto Garolfo (Milano).
  • L’ex Abbazia di San Remigio di Parodi Ligure appartiene ad un antico insediamento benedettino a meno di 4 km da Gavi.
  • Chiesa parrocchiale Santi Maria e Remigio, di Pecetto di Valenza (Alessandria).

Francia
Basilica di San Remigio a Reims.


San Remigio è patrono di:

  • Arignano (Torino)
  • Carignano (Torino)
  • Cavasso Nuovo (Pordenone)
  • Fosdinovo (Massa e Carrara)
  • Colleverde (Guidonia Montecelio)
  • Saint-Rhémy borgo di Saint-Rhémy-en-Bosses (Valle d’Aosta)
  • Sedriano (Milano)
  • Villadeati (Alessandria)
  • Pecetto di Valenza (Alessandria)
  • Vimodrone (Milano)
  • Vione (Brescia)

Onomastico
L’onomastico si festeggia in genere il 13 gennaio in onore di san Remigio, arcivescovo di Reims.
Si ricordano con questo nome anche, alle date seguenti:

19 gennaio, san Remigio, arcivescovo di Rouen
20 marzo, san Remigio, vescovo di Strasburgo
19 giugno, san Remigio Isoré, sacerdote gesuita, uno dei martiri cinesi
28 ottobre, san Remigio, arcivescovo di Lione

fonti © Famiglia Cristiana | Wikipedia

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