Sono fatto così: appena sento un fruscio di foglie, un battere d’ali anche del più piccolo moscerino, o figuriamoci, il respiro di mio figlio che diventa anche un po’ più affannato del solito o del normale, mi sveglio!

Alle 5.45 sono in piedi: metto sul fuoco la caffettiera, una fetta biscottata con confettura, e un pochino di latte.

Vado al pc, controllo email, check ai miei siti web (compreso questo), toilette.

Sbircio in cameretta, Eugenio dorme beato. Giro un po’ per casa, tutti dormono ancora.

Controllo aggiornamenti smartphone: popup dei social. Sono le 7.

Esco sul balcone per abbassare le tende da sole, svuoto gli innaffiatoi pieni di acqua demineralizzata provenienti dai climatizzatori, così innaffio le piante.

Il tutto sarà durato non più di 5 minuti.

Torno in cucina e, tra lo sgomento, sono spaventato, sorpreso, emozionato, euforico e…. calmo, tranquillo: c’è Eugenio comodamente seduto in poltrona!

E’ arrivato da solo, dalla cameretta fino alla cucina!

Ci sono delle perplessità: la telecamera della cameretta non ha registrato il movimento di Eugenio; inoltre Eugenio ancora non ha la forza fisica per alzarsi da solo, nè tantomeno camminare da solo. Giuseppina ancora dorme profondamente.

Ergo: come ci è arrivato da solo in cucina?

Adesso sonnecchia, sempre nella sua beatitudine. Continuo a guardarlo, ammirato!

Avverte la mia presenza e si sveglia: “ciao papino!” mi dice.

Verifico l’orologio e segna le 7.15

“Ciao amore mio, buongiorno”, e facciamo il segno della croce, ringraziando Dio per questo dono, per tutti i doni. Accendo la TV per seguire la santa messa sul canale tv2000, ovviamente è già iniziata, ma la seguiamo con piacere.

“Cosa preparo al signorino? solito toast?”, mi risponde “ottima idea papino, ho tanta fame!”

Così gli preparo il suo amato toast con sottiletta e pancetta, e gli verso un dito di latte nella sua tazzona di Saetta McQueen.

Lo preparo anche per me, per fargli compagnia a colazione e anche perchè ormai è passata più di un’ora dalla mia piccola fetta biscottata e confettura.

Imbracato nel suo pannolone, gli riesce scomodo fare una colazione da signore: così gli tolgo il fluff ormai zuppo di pipì, e gli rimetto le sue classiche e comode mutande.

Cin cin coi tazzoni da latte, e vai con la colazione Ruberto’s !

Mi chiede ancor una volta: “dopo colazione posso rimettermi a dormire?”, ed io ancora una volta, ma mai stufo di rispondergli: “certo amore mio, puoi dormire tutto il tempo che vuoi!”

Così, da perfetto “frequent flyer” dei voli a bordo del divano in salone, si rimette a dormire.

Che bel buon giorno, oggi è davvero un giorno buono!

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