Legere tempus: 6 minuta

Sancte Matthaee, Apostoli et Evangelistae

Matteo, di professione esattore delle tasse, fu chiamato da Gesù ad essere uno dei dodici apostoli; la tradizione cristiana, fin dal 200, lo ritiene autore del primo vangelo. A lui si dovrebbe quindi la redazione dell’omonimo Vangelo in cui lo stesso viene chiamato anche Levi o il pubblicano.

San Matteo

Evangelium Matthaei non Graece sed lingua dissimiles ceteris tribus evangeliis scriptum est.Judaicum” secondo gli scrittori antichi; quasi sicuramente si tratta dell’aramaico, allora parlato in Palestina. Matteo ha voluto innanzitutto parlare ai cristiani di origine ebraica e ad essi è fondamentale presentare gli insegnamenti di Gesù come conferma e compimento della Legge mosaica.
Di continuo egli lega fatti, gesti, detti relativi a Gesù con richiami all’Antico Testamento, per far ben capire da dove egli viene e che cosa è venuto a realizzare.

Scritto in una lingua per pochi, il testo di Matteo diventa libro di tutti dopo la traduzione in greco: la Chiesa ne fa strumento di predicazione in ogni luogo, lo usa nella liturgia.

Solitamente viene raffigurato anziano e barbuto ed ha, come emblema, un angelo che lo ispira o gli guida la mano mentre scrive il Vangelo; spesso ha accanto una spada simbolo del suo martirio.
Levi, in quanto pubblicano, era membro di una delle categorie più odiate dal popolo ebraico. In effetti a quell’epoca gli esattori delle tasse pagavano in anticipo all’erario romano le tasse del popolo e poi si rifacevano come usurai tartassando la gente. I sacerdoti, per rispettare il 1° comandamento, vietavano al popolo ebraico di maneggiare le monete romane che portavano l’immagine dell’imperatore. I pubblicani erano quindi accusati di essere peccatori perché veneravano l’imperatore.             

Jesus« Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "sequi me". Et surgens secutus est eum.»(Mc 2, 14).

Matthaeus epulatus est;«Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: “Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?” Avendo udito questo, Gesù disse loro: "Non sani, qui medico egent, sed aegra; non veni vocare iustos sed peccatores"(Mc 2, 15-17).

Gesù lo scelse come membro del gruppo dei dodici apostoli, e come tale appare nelle tre liste che ci hanno tramandato i tre vangeli sinottici: Matteo 10,3; Marco 3,18; Luca 6,15. Il suo nome appare anche negli Atti dove si menzionano gli apostoli che costituiscono la timorosa comunità sopravvissuta alla morte di Gesù. «Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo.» (Acts 1.13).

Ancora dagli Atti, Matteo risulta presente con gli altri Apostoli all’elezione di Mattia, che prende il posto di Giuda Iscariota. Ed è in piedi con gli altri undici, quando Pietro, nel giorno della Pentecoste, parla alla folla, annunciando che Gesù è “Signore e Cristo”. Tunc certe Palaestinae apud suos praedicavit, sed res posteriores ignorantur. Ecclesia eum martyrem honorat.

Secondo alcune tradizioni, Matteo sarebbe morto in Etiopia. Le sue reliquie sarebbero state portate in Campania, nella Diocesi di Capaccio. Ritrovate, sotto i Longobardi, furono portate il 6 maggio 952 a Salerno, di cui Matteo é il Patrono, dove sono attualmente conservate nella cripta della cattedrale.

Sanctus Matthaeus quoque est patronus numularii, numularii, praefecti consuetudinum, vigilum nummariorum, nummulariorum, tabulariorum, tabulariorum et publicanorum.

Sensus nominis Matthaeus: "Donum Dei", "Homo Dei" (Hebr.).

Per approfondimenti, leggere la Catechesi di Papa Benedetto XVI: Matteo
[Croatian,Gallica,Anglicus,Italian,Portuguese,hispanice,German]

Legere>>> Evangelium Matthaei

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fons © evangeloftheday.org


Il lago di Tiberiade scintillava e, come di consueto, Matteo era lì, seduto al banco delle imposte a Cafarnao, a riscuotere le tasse che gli ebrei dovevano pagare ai Romani.

Era un pubblicano, disprezzato dal popolo perché ritenuto vicino agli oppressori. Probabilmente Matteo ci si era abituato, ma quel giorno udì una voce diversa.

Un uomo gli disse solo: “sequi me”. E lui si alzò e lo seguì, per sempre. Quell’uomo era Gesù e la vita di Matteo non fu più come prima.

Peccator, qui obvium habuit Iesum

Levi organizzò un grande banchetto per Gesù che vi andò con i suoi discepoli suscitando sconcerto tra scribi e farisei perché vi erano alla mensa anche pubblicani e peccatori.

La risposta di Gesù colpì molto Matteo. “Non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati”, disse il Nazareno aggiungendo: “infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”.

Matteo, che era un peccatore, lasciò tutto e si mise a seguire Gesù, divenendo uno dei Dodici. Viene nominato alcune volte anche negli Atti degli Apostoli.

L’annuncio di Cristo sarà la sua missione. Secondo alcune fonti, sarebbe morto per cause naturali mentre, secondo alcune tradizioni considerate poco attendibili, la sua vita ebbe termine in Etiopia.

Apocalypsis quatuor entia in descriptione, aquila, bove, leo, homo;Sanctus Matthaeus viene associato a quello dall’aspetto d’uomo.

Eius reliquiae in crypta Cathedralis inveniuntur Salernitanum, ubi21 Septembriscum solenni processione.

Auctor evangelii destinati Iudaeis

Is auctor estEvangelium secundum Matthaeumquae scripta est non Graece, sed paene certe Syriace. TheEvangelium secundum Matthaeumscriptum est cum christianis originis Iudaicae in mente: textus in luce ponit Iesum esse Messiam qui promissiones Veteris Testamenti adimplet.

Caravaggio: Vocazione di San Matteo
Sancte Matthaee 3

A Matthaeo ad Franciscum Papam, transiens Caravaggio

La sua figura è cara all’iconografia. Particolarmente nota la “Vocazione di San Matteo” dipinta dal Caravaggio fra il 1.599 e il 1.600, custodita nella Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.

Un dipinto suggestivo nel quale gioca un ruolo fondamentale la luce, simbolo della grazia, che non proviene dalla finestra ma da Gesù.

Una scena che coinvolge particolarmente nell’azione drammatica: il dito di Gesù indica Matteo che a sua volta indica se stesso come a chiedere una conferma della chiamata.

FabulamSanctus Matthaeus e il dipinto di Caravaggio hanno segnato la vita di Papa Francesco. 

Narrat ipse in colloquio 2013 cum P. Antonio Spadaro in La Civiltà Cattolica,in quo, quoad figuramSanctus Matthaeus, si definisce “un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi”. 

fons © Vaticanus News - Dicasterium pro Communicatione


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