La purezza dell’intenzione davanti al Padre: elemosina, preghiera e digiuno vissuti nel segreto nel Vangelo del giorno 17 Giugno 2026.
«E il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà»: Gesù mette in guardia dall'ipocrisia di apparire agli uomini e invita alla vera intimità con Dio nel Vangelo del giorno 17 Giugno 2026.
Mercoledì della XI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- B. Joseph-Marie Cassant sacerdote trappista (1878-1903)
- SS. Nicandro e Marciano soldati romani e martiri († 304)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Apparve un carro di fuoco ed Elìa salì verso il cielo.
Dal secondo libro dei Re
2Re 2,1.6-14
In quei giorni, quando il Signore stava per far salire al cielo in un turbine Elìa, questi partì da Gàlgala con Elisèo. [Giunti a Gerico,] Elìa disse ad Elisèo: «Rimani qui, perché il Signore mi manda al Giordano». Egli rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò». E procedettero insieme.
Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono di fronte, a distanza; loro due si fermarono al Giordano. Elìa prese il suo mantello, l’arrotolò e percosse le acque, che si divisero di qua e di là; loro due passarono sull’asciutto. Appena furono passati, Elìa disse a Elisèo: «Domanda che cosa io debba fare per te, prima che sia portato via da te». Elisèo rispose: «Due terzi del tuo spirito siano in me». Egli soggiunse: «Tu pretendi una cosa difficile! Sia per te così, se mi vedrai quando sarò portato via da te; altrimenti non avverrà».
Mentre continuavano a camminare conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elìa salì nel turbine verso il cielo. Elisèo guardava e gridava: «Padre mio, padre mio, carro d’Israele e suoi destrieri!». E non lo vide più. Allora afferrò le proprie vesti e le lacerò in due pezzi. Quindi raccolse il mantello, che era caduto a Elìa, e tornò indietro, fermandosi sulla riva del Giordano. Prese il mantello, che era caduto a Elìa, e percosse le acque, dicendo: «Dove è il Signore, Dio di Elìa?». Quando anch’egli ebbe percosso le acque, queste si divisero di qua e di là, ed Elisèo le attraversò.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 30 (31)
R. Rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore.
Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
la dispensi, davanti ai figli dell’uomo,
a chi in te si rifugia. R.
Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda,
lontano dai litigi delle lingue. R.
Amate il Signore, voi tutti suoi fedeli;
il Signore protegge chi ha fiducia in lui
e ripaga in abbondanza chi opera con superbia. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. (Gv 14,23)
Alleluia.
Vangelo di oggi 17 giugno 2026
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,1-6.16-18
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Nel cuore del Discorso della Montagna (Mt 6,1-6.16-18), Gesù affronta l’interiorità della vita spirituale, analizzando le tre colonne della pietà giudaica: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. L’insegnamento si apre con un severo monito metodologico: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli». Il pericolo non risiede nelle opere in sé, che sono buone e doverose, ma nell’intenzione del cuore e nella ricerca del palcoscenico umano.
Gesù applica questo principio fondamentale alle tre pratiche:
- L’elemosina: «Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti… per essere lodati dagli uomini». Chi cerca l’applauso ha già ricevuto la sua ricompensa, che si esaurisce nella vanità di un momento. La vera carità richiede discrezione assoluta: «Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra».
- La preghiera: Gesù condanna l’atteggiamento di chi ama pregare stando ritto nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze per farsi vedere. La preghiera cristiana non è una performance sociale, ma un dialogo d’amore. L’invito è radicale: «Quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto». La camera interna (tameion) evoca lo spazio più intimo e nascosto dell’anima, dove non ci sono maschere.
- Il Digiuno: «E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli uomini che digiunano». Gesù chiede di ribaltare questa logica: profumarsi la testa e lavarsi il volto, affinché il digiuno rimanga un segreto tra l’anima e Dio.
Il filo conduttore che unisce queste tre dimensioni è la certezza che Dio abita il segreto della nostra esistenza. Il Padre non ha bisogno di grandi manifestazioni esterne per accorgersi di noi; Egli scruta le intenzioni profonde e risponde con una ricompensa che non è materiale o legata al merito, ma consiste nella pienezza della comunione con Lui.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «Gesù ci invita a purificare la nostra fede da ogni forma di trucco spirituale. La tentazione dell’apparire, di voler essere lodati per le nostre buone azioni, è sempre in agguato e rischia di trasformare la religione in uno spettacolo. Il Vangelo di oggi ci dice che la vera ricompensa non viene dagli altri, ma dal Padre che vede nel segreto. Curiamo la nostra vita nascosta, quella dello spirito, dove non ci sono spettatori ma solo lo sguardo d’amore di Dio. È lì, nel silenzio e nella verità del cuore, che rinasce la vera libertà.»
- Papa Benedetto XVI: «L’elemosina, la preghiera e il digiuno sono i rimedi contro l’egoismo che abita il cuore umano, ma mantengono la loro efficacia terapeutica solo se vissuti sotto lo sguardo di Dio. Entrare nella propria camera e chiudere la porta significa sottrarsi al giudizio del mondo per mettersi davanti all’unico Assoluto. La ricompensa che il Padre dona a chi agisce nel segreto non è un premio di tipo mondano, ma è il dono stesso della Sua presenza, la certezza profonda di essere amati, che sola può saziare il desiderio di infinito dell’uomo.»
- Papa Giovanni Paolo II: «Le parole di Cristo sulla purificazione delle intenzioni sono un forte richiamo all’autenticità della vita cristiana. In una società che spesso esalta solo ciò che si vede e ciò che produce successo, il Vangelo ci richiama al valore del primato interiore. Non lasciatevi ingannare dalla ricompensa immediata degli applausi umani. L’elemosina silenziosa, la preghiera nascosta e il digiuno gioioso costruiscono dentro di noi l’uomo nuovo, capace di amare gratuitamente e di testimoniare la giustizia del Regno con la trasparenza della propria vita.»





