Mt 8,28-34 - Gesù e due indemoniati nel sepolcro

Vangelo del giorno 1 Luglio 2026

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Santo del giorno: Santi Simone e Giuda Taddeo
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«Che c'è tra noi e te, Figlio di Dio?»: gli spiriti impuri tremano davanti alla santità di Cristo, che libera l'uomo dalle catene dell'isolamento e della distruzione nel Vangelo del giorno 1 Luglio 2026.

La liberazione dei due indemoniati gadareni, il potere assoluto di Gesù sulle forze del male e il rifiuto della città nel Vangelo del giorno 1 Luglio 2026.

Mercoledì della XIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Lontano da me il frastuono dei vostri canti; piuttosto scorra la giustizia come un torrente perenne.

Dal libro del profeta Amos
Am 5,14-15.21-24

Cercate il bene e non il male,
se volete vivere,
e solo così il Signore, Dio degli eserciti,
sarà con voi, come voi dite.
Odiate il male e amate il bene
e ristabilite nei tribunali il diritto; 
forse il Signore, Dio degli eserciti, 
avrà pietà del resto di Giuseppe.
«Io detesto, respingo le vostre feste solenni 
e non gradisco le vostre riunioni sacre; 
anche se voi mi offrite olocausti,
io non gradisco le vostre offerte,
e le vittime grasse come pacificazione
io non le guardo.
Lontano da me il frastuono dei vostri canti: 
il suono delle vostre arpe non posso sentirlo! 
Piuttosto come le acque scorra il diritto
e la giustizia come un torrente perenne». 

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Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 49 (50)

R. A chi cammina per la retta via 
     mostrerò la salvezza di Dio.

Ascolta, popolo mio, voglio parlare, 
testimonierò contro di te, Israele! 
Io sono Dio, il tuo Dio! R.

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. 
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili. R.

Sono mie tutte le bestie della foresta, 
animali a migliaia sui monti.
Conosco tutti gli uccelli del cielo,
è mio ciò che si muove nella campagna. R.

Se avessi fame, non te lo direi: 
mio è il mondo e quanto contiene. 
Mangerò forse la carne dei tori? 
Berrò forse il sangue dei capri? R.

Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza, 
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle? R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Per sua volontà il Padre ci ha generati
per mezzo della parola di verità,
affinché noi siamo come una primizia delle sue creature. (Gc 1,18)

Alleluia.

Vangelo di oggi 1 luglio 2026

Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8,28-34

In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».

A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.

Parola del Signore.

Meditazione e Riflessione

Il brano del Vangelo secondo Matteo di questa giornata (Mt 8,28-34) ci porta sull’altra sponda del lago di Galilea, nella terra dei Gadarèni, un territorio prevalentemente pagano. Appena sceso dalla barca dopo aver sedato la tempesta, Gesù si trova di fronte a una nuova e altrettanto violenta manifestazione del caos, questa volta non legata agli elementi della natura, ma al mondo spirituale: «Due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada». I sepolcri, luoghi di morte e di impurità per eccellenza, sono la dimora di questi uomini, ridotti a un’esistenza disumana, violenta e isolata.

La reazione dei demoni alla presenza di Gesù è un grido di terrore e, al tempo stesso, una professione di fede forzata: «Ed ecco, si misero a gridare: “Che c’è tra noi e te, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?”». Il male riconosce immediatamente l’identità divina di Gesù e sa che la Sua venuta segna la fine del suo dominio oppressivo sull’umanità. I demoni implorano allora di non essere distrutti, ma di poter entrare in una grande mandria di porci (animale impuro per la legge ebraica, segno del contesto pagano) che pascolava in lontananza.

Gesù acconsente con una sola, potente parola: «”Andate!”. Ed essi uscirono e entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque». Questo dettaglio drammatico mostra la natura intrinsecamente distruttiva del male, che porta sempre alla morte e al precipizio.

Ma il testo si chiude con una nota amara da parte degli abitanti della zona. I mandriani fuggono in città a raccontare l’accaduto e l’intera popolazione, anziché rallegrarsi per la liberazione dei due concittadini, esce incontro a Gesù con un atteggiamento di chiusura: «Tutta la città uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio». Davanti al miracolo e alla perdita economica dei porci, preferiscono le loro sicurezze materiali e il vecchio equilibrio, allontanando Colui che porta la vera libertà.

Pensieri dei Papi

  • Papa Francesco: «Il Vangelo di oggi ci mostra il dramma di una comunità che preferisce i propri guadagni materiali e la propria tranquillità, simboleggiata dalla mandria di porci, alla salvezza e alla dignità di due persone umane. Gesù libera quegli uomini da una schiavitù terribile, ma la città si spaventa e gli chiede di andarsene. Quante volte anche noi, di fronte alla novità del Vangelo che scuote le nostre abitudini e ci chiede di cambiare logica, preferiamo dire a Gesù: “Allontanati, non disturbare i miei affari”? Chiediamo la grazia di accogliere sempre la Sua forza liberatrice, anche quando ci costa sacrifici terreni.»
  • Papa Benedetto XVI: «Nell’episodio dei demoni di Gadara, la Parola di Dio ci rivela la signoria assoluta di Cristo sul mondo invisibile del male. I demoni sanno di non poter resistere alla santità del “Figlio di Dio”. Tuttavia, la libertà umana conserva il tragico potere di rifiutare la grazia. La preghiera degli abitanti di Gadara, che supplicano Gesù di lasciare i loro confini, è l’espressione di una cecità spirituale che antepone l’ordine economico e sociale alla presenza del Salvatore. Cristo non si impone, rispetta il nostro rifiuto, ma allontanarsi da Lui significa rimanere prigionieri delle proprie ombre e delle proprie paure.»
  • Papa Giovanni Paolo II: «La liberazione degli indemoniati gadareni è un luminoso segno della missione redentrice di Cristo, venuto a spezzare le catene del peccato e della morte che opprimono l’uomo. Egli restituisce dignità a chi era confinato tra i sepolcri, rigettato dalla società. L’atteggiamento della folla che chiede a Gesù di andarsene ci ammonisce sul rischio del materialismo e dell’indifferenza. Quando una società mette al centro il profitto a scapito del valore trascendente della persona, finisce per allontanare Dio dalla propria storia. Accogliamo con coraggio la Parola di Cristo, unica forza capace di guarire le ferite profonde dell’anima e della società.»
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