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I poveri salveranno il mondo

commento al Vangelo di oggi di Lc 16,19-31, a cura di Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani

La povertà più grande che c’è nel mondo non è la mancanza di cibo ma quella d’amore.

Madre Teresa di Calcutta
Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa di Calcutta, nata Anjezë Gonxhe Bojaxhiu [aˈɲɛzə ˈɡɔnʒɛ bɔjaˈdʒiu], per la Chiesa cattolica Santa Teresa di Calcutta per il culto tributatole, e spesso nota semplicemente come Madre Teresa (Skopje, 26 agosto 1910 – Calcutta, 5 settembre 1997), è stata una religiosa albanese …Visualizza altro

Entro nel testo (Lc 16,19-31)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti.

Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo.

Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.

Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.

E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”.

E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Mi lascio ispirare

Un ricco senza nome, vestito con abiti pregiati, indifferente a ciò che accade attorno a lui, lascia ciò che lo disturba e lo inquieta fuori dalla sua porta.

Un uomo poverissimo, si chiama Lazzaro, nessuno si accorge di lui eccetto i cani. Lazzaro è l’unico ad avere un nome, un nome che significa “Dio ha soccorso”. In questo nome porta tutte le domande e le inquietudini che la sua condizione suscita in noi.

Come può Dio aver soccorso ed essere accanto proprio a questo poveretto, reietto dal mondo?

Questo nome è anche una promessa che non riguarda tanto o solo la vita dopo la morte ma ci richiama a cercare il volto di Dio anche in quelli più sfigurati o nei luoghi in cui proprio non penseremmo di trovarlo.

Gesù compie questa promessa, è quella sorpresa che paradossalmente contraddice anche le parole attribuite ad Abramo in questo racconto. Lui ha colmato quell’abisso che separa i tormentati dai beati, Lui è tornato dal regno dei morti per annunciare la gioia di un Dio vicino.

Lui è quel Lazzaro a cui spesso chiudiamo la porta ma che non aspetta altro di poter esclamare con noi: “Dio ha soccorso”.

Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani

fonte © GET UP AND WALK

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