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La Festa della Luce invisibile

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Leggi e ascolta la favola sulla festa della Luce invisibile

C’era una volta, in un piccolo villaggio tra le montagne, un bambino di nome Tobia.
Tobia era curioso e vivace, ma aveva un piccolo difetto: non riusciva a capire perché si dovessero festeggiare i Santi.

“Sono passati tanto tempo fa! Perché non festeggiamo le persone che conosciamo davvero?”
chiese una sera alla nonna, mentre le ombre della sera si allungavano sulla valle.

La nonna sorrise, accese una candela e disse:

“Perché, caro mio, i Santi sono come le stelle: anche se non li vediamo sempre, continuano a brillare e a guidarci.”

Quella notte, Tobia fece un sogno.
Si trovava in un grande prato pieno di luce, e davanti a lui c’era un sentiero fatto di stelle.
Dal cielo scendevano figure luminose, ognuna diversa: un giovane con una rosa in mano, una donna con un mantello azzurro, un vecchio con un libro dorato, una bambina che suonava l’arpa.

Erano i Santi.

Uno di loro si avvicinò, una ragazza dai capelli dorati che si chiamava Chiara.

“Sai perché siamo qui, Tobia?” chiese con un sorriso.
“Per ricordarti che anche tu puoi essere luce. Ogni volta che fai del bene, che perdoni, che aiuti, una piccola stella si accende nel cielo.”

Poi arrivò un uomo dal volto gentile, Francesco, con un uccellino sulla spalla.

“Essere santo non vuol dire essere perfetto,” disse, “ma amare senza paura, ogni giorno, nelle cose piccole.”

Tobia guardò intorno: c’erano centinaia, migliaia di luci che brillavano come un grande arcobaleno nel cielo.
Ognuna rappresentava qualcuno che, con la sua vita, aveva portato amore e speranza nel mondo.

Quando Tobia si svegliò, era il 1° novembre, la Festa di Tutti i Santi.
Corse fuori e vide che tutta la piazza era piena di candele accese.
Ogni fiamma danzava dolcemente, proprio come le stelle del suo sogno.

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Tobia sorrise e sussurrò:

“Ora capisco, nonna. I Santi sono la luce invisibile che illumina il mondo.
E io voglio accendere la mia piccola stella, ogni giorno.”

Da quel giorno, Tobia aiutò chi era solo, consolò chi piangeva e imparò a dire grazie per ogni sorriso ricevuto.
E, anche se nessuno lo vedeva, nel cielo una nuova stella brillava più forte di tutte.


🌠 Morale della favola

Essere santi non significa essere perfetti, ma scegliere di amare, anche quando è difficile.
Ogni gesto buono accende una luce nel cielo: e nella festa di Tutti i Santi, quelle luci si uniscono in un’unica, immensa festa di luce e amore.

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