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San Francesco d’Assisi: patrono d’Italia (1182-1226)

Francesco d’Assisi è il personaggio più celebre di tutta l’agiografia cristiana del medioevo e non solo: noto, ammirato ed amato in tutto il mondo, anche in ambienti assai lontani dalla Chiesa cattolica, dalla stessa cultura cristiana e occidentale: per esempio nel lontano Oriente.

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A lui si sono ispirati letterati di tutte le tendenze, artisti di tutte le scuole, storici di qualsiasi impostazione; uomini politici e addirittura rivoluzionari, che hanno visto in lui un apostolo della contestazione non violenta e un precursore dell’opposizione contro il materialismo e il consumismo.

Francesco, “il poverello di Assisi”, in effetti era figlio di ricchi, nasce ad Assisi nei primi del 1182 da Pietro Bernardone dei Moriconi e dalla nobile  Giovanna Bourlemont detta “la Pica”, in una famiglia della borghesia emergente della città di Assisi, che, grazie all’attività commerciale, aveva raggiunto ricchezza e benessere.

In omaggio alla nascita di Gesù, la religiosissima madonna Pica, volle partorire il bambino in una stalla improvvisata al pianterreno della casa paterna e, in assenza del marito Pietro, impegnato in un viaggio di affari in Provenza (F), lo battezzò con il nome di Giovanni, in onore del Battista; ma ritornato il padre, questi volle aggiungergli il nome di Francesco che prevarrà poi sul primo.

Dopo la scuola presso i canonici della cattedrale, che si teneva nella chiesa di S. Giorgio (dove, a partire dal 1257, venne costruita l’attuale basilica di S. Chiara), a 14 anni Francesco si dedicò a pieno titolo all’attività del commercio.

Condusse da giovane una vita spensierata e mondana; partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, e venne tenuto prigioniero per più di un anno, durante il quale patì per una grave malattia che lo avrebbe indotto a mutare radicalmente lo stile di vita: tornato ad Assisi nel 1205, Francesco si dedicò infatti ad opere di carità tra i lebbrosi e cominciò a impegnarsi nel restauro di edifici di culto in rovina, dopo aver avuto una visione di S. Damiano d’Assisi che gli ordinava di restaurare la chiesa a lui dedicata.

Il padre di Francesco, adirato per i mutamenti nella personalità del figlio e per le sue cospicue offerte, lo diseredò; Francesco si spogliò allora dei suoi ricchi abiti dinanzi al vescovo di Assisi, eletto da Francesco arbitro della loro controversia. Dedicò i tre anni seguenti alla cura dei poveri e dei lebbrosi nei boschi del monte Subasio.

Nella cappella di S. Maria degli Angeli, nel 1208, un giorno, durante la Messa, ricevette l’invito a uscire nel mondo e, secondo il testo del Vangelo di Matteo (10,5-14), a privarsi di tutto per fare del bene ovunque. Tornato ad Assisi l’anno stesso, Francesco iniziò la sua predicazione, raggruppando intorno a sé dodici seguaci che divennero i primi confratelli del suo ordine (poi denominato primo ordine) ed elessero Francesco loro superiore, scegliendo la loro prima sede nella chiesetta della Porziuncola.

Nel 1210 l’ordine venne riconosciuto da Pp Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni, 1198-1216); nel 1212 anche Chiara d’Assisi prese l’abito monastico, istituendo il secondo ordine francescano, detto delle Clarisse.

Intorno al 1212, dopo aver predicato in varie regioni italiane, Francesco partì per la Terra Santa, ma un naufragio lo costrinse a tornare, ed altri problemi gli impedirono di diffondere la sua opera missionaria in Spagna, dove intendeva fare proseliti tra i mori.

Nel 1219 si recò in Egitto, dove predicò davanti al sultano, senza però riuscire a convertirlo, poi si recò in Terra Santa, rimanendovi fino al 1220; al suo ritorno, trovò dissenso tra i frati e si dimise dall’incarico di superiore, dedicandosi a quello che sarebbe stato il terzo ordine dei francescani, i terziari.

Ritiratosi sul monte della Verna nel settembre 1224, dopo 40 giorni di digiuno e sofferenza affrontati con gioia, ricevette le stigmate, i segni della crocifissione, sul cui aspetto, tuttavia, le fonti non concordano.

Francesco venne portato ad Assisi, dove rimase per anni segnato dalla sofferenza fisica e da una cecità quasi totale, che non indebolì tuttavia quell’amore per Dio e per la creazione espresso nel Cantico di frate Sole, probabilmente composto ad Assisi nel 1225; in esso il Sole e la natura sono lodati come fratelli e sorelle, ed è contenuto l’episodio in cui il santo predica agli uccelli.

Nel settembre 1226 Francesco si trovava ad Assisi, nel palazzo del vescovo, dove era stato portato per essere meglio curato. Egli, però, chiese ed ottenne di voler morire nel suo “luogo santo” preferito: la Porziuncola. Qui  “sora nostra Morte corporale” lo coglie, in serena letizia, all’età di 44 anni, la sera del 3 ottobre 1226.

Il suo corpo, dopo aver attraversato Assisi ed essere stato portato perfino in S. Damiano, per essere mostrato un’ultima volta a Chiara ed alle sue consorelle, venne sepolto nella chiesa di S. Giorgio. Da qui la sua salma venne trasferita nell’attuale basilica nel 1230 (quattro anni dopo la sua morte, due anni dopo la canonizzazione).

Nel suo Testamento scritto poco prima di morire, Francesco annotò: « Nessuno mi insegnava quel che io dovevo fare; ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo il Santo Vangelo ». E Francesco, avendo messo in chiara luce con la sua vita i principi universali del Vangelo, con una semplicità e amabilità stupefacenti, senza imporre mai nulla a nessuno, ebbe un influsso straordinario, che dura tuttora, non solo nel mondo cristiano ma anche al di fuori di esso.

Il 16 luglio 1228, a meno di due anni dalla sua morte, Francesco venne canonizzato da Pp Gregorio IX (Ugolino dei Conti di Segni, 1227-1241).

Il 4 ottobre viene celebrata la memoria liturgica in tutta la chiesa cattolica; festa in Italia; solennità per la Famiglia francescana.

L’Ordine francescano comprende anche il ramo femminile, le Clarisse e il Terz’Ordine dei laici o Terziari francescani, fondati dallo stesso S. Francesco nel 1221, per raccogliere i numerosi seguaci già sposati e di ogni ordine sociale. L’Ordine, ai cui membri dei diversi rami, Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903), nel 1897, ingiunse di prendere il nome comune di Frati Minori, è tra i più importanti della Chiesa. Oltre alle pratiche religiose e ascetiche, essi furono e sono dediti alla predicazione, ad un apostolato di tipo sociale in luoghi di cura, e soprattutto all’opera missionaria.

Significato del nome Francesco : uomo libero (antico tedesco).

Per approfondimenti, leggere la Catechesi di Papa Benedetto XVI:
>>> San Francesco d’Assisi
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fonte vangelodelgiorno.org

Un giovane con grandi aspirazioni

Piccolo di statura, dal carattere estroverso, Francesco aveva sempre avuto nel cuore il desiderio di compiere grandi imprese; questo lo mosse quando ventenne partì, prima per la guerra tra Assisi e Perugia e poi per la crociata.

Figlio del ricco mercante di stoffe Pietro di Bernardone e della nobildonna provenzale Pica, era nato nel 1182 e cresciuto tra gli agi della famiglia e la vita mondana. Al ritorno dalla dura esperienza bellica, malato e scosso, apparve irriconoscibile a tutti.

Qualcosa, oltre l’esperienza del conflitto, aveva solcato profondamente il suo animo.

Un incontro sconvolgente e la domanda: servire il servo o il Padrone?

Mai avrebbe dimenticato le parole ricevute in sogno a Spoleto: “Perché ti affanni a cercare il servo invece del Padrone?”.

La sua esistenza prese una nuova strada, guidata dal costante desiderio di sapere a cosa Dio lo chiamasse. Preghiera e contemplazione nel silenzio della campagna umbra lo condussero ad abbracciare come fratelli lebbrosi e derelitti, verso i quali aveva sempre provato disgusto e repulsione.

San Damiano. “Francesco, va e ripara la mia chiesa in rovina”

La voce udita a Spoleto tornò a irrompere nel silenzio dell’orazione davanti ad un crocifisso bizantino nella chiesetta abbandonata di San Damiano: “Francesco, va’ e ripara la mia chiesa, che come vedi cade tutta in rovina”.

Quel richiamo, dapprima inteso come un invito a ricostruire pietra su pietra il rudere della cappellina, negli anni svelerà al giovane il suo pieno significato. Era chiamato a “cose grandi”: “rinnovare”, in spirito di obbedienza, la Chiesa al suo tempo attraversata da divisioni ed eresie.

Sposo di madonna Povertà

L’incontenibile gioia scaturita dal sentirsi amato e chiamato dal Padre accrebbe nel giovane il desiderio di vivere di Provvidenza e, in ossequio al Vangelo, decise di cedere ogni bene ai poveri. Era ormai incolmabile il divario creatosi con papà Pietro di Bernardone.

Questi lo denunciò pubblicamente e il figlio dichiarò allora l’intimo desiderio di sposare madonna Povertà, spogliandosi dei vestiti davanti al vescovo Guido.

La prima comunità di frati. Il Papa approva la Regola

A Francesco si unirono numerosi compagni che, come lui, desideravano vivere il Vangelo alla lettera in povertà, castità e obbedienza.

Nel 1209 il primo nucleo di “frati” si recò a Roma da papa Innocenzo III che, colpito da “quel giovane piccolo dagli occhi ardenti”, approvò la Regola, poi confermata definitivamente nel 1223 da Onorio III. 

Le clarisse e il Terzo Ordine

Attratta dal carisma di Francesco fu anche Chiara, una nobile di Assisi. Francesco la accolse e diede inizio al secondo ordine francescano, “le povere dame”, poi note come Clarisse; quindi fondò un terzo ordine per i laici.

Francesco, Alter Christus

L’ardente amore per Cristo, espresso teneramente nella rappresentazione del primo presepe vivente a Greccio nel Natale 1223, portò il poverello a conformarsi a Gesù e a ricevere, primo santo nella storia, il sigillo delle stimmate. “Giullare di Dio”, fu testimone della gioia della fede avvicinando al Vangelo anche i non credenti e catturando persino l’interesse del sultano che lo accolse con onore in Terra Santa. 

La vita di Francesco, lode al Creatore

La vita di Francesco fu una costante lode al Creatore. Il “Cantico di Frate Sole”, primo capolavoro poetico della letteratura italiana, scritto quando era ormai prostrato dalla malattia, è espressione della libertà di un’anima riconciliata con Dio in Cristo.

A Gesù, il santo va incontro con gioia quando “sorella morte” lo viene a visitare: è la sera del 3 ottobre 1226.

Lo spirito di Assisi, ispiratore di fede e fraternità

Muore, a 44 anni sulla nuda terra della Porziuncola, luogo in cui ricevette in dono l’indulgenza del Perdono.

La canonizzazione avvenne due anni dopo. Lo spirito di Francesco continua ad ispirare tanti nell’obbedienza alla Chiesa, nella costruzione del dialogo tra tutti nella verità e nella carità e nella tutela del creato.

fonte © Vatican News – Dicasterium pro Communicatione


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