Il soffio dell'amore: Il Vento e la Rosa di Roccia
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Le favole della buonanotte
Il soffio dell'amore
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2 Aprile 2026
Lasciati cullare da questa favola per stasera, dolce e romantica, dove il vento impara che il vero amore non è volare via, ma abbassarsi con umiltà per proteggere ciò che si ama.
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Il soffio dell’amore: Il Vento e la Rosa di Roccia

C’era una volta, in un regno dove le montagne toccavano il cielo, un giovane spirito di nome Aliseo. Aliseo non era un uomo comune; era un soffio di vento leggero, una brezza che portava con sé il profumo della libertà e il canto dei boschi. Poteva volare oltre le vette più alte e danzare tra le nuvole, senza mai fermarsi, senza mai toccare terra.

Un giorno, mentre sfiorava una scogliera d’argento, i suoi occhi invisibili si posarono su Elina. Lei era una giovane fanciulla che viveva in una piccola casa di pietra, curando con dedizione un minuscolo giardino strappato alla roccia. Elina era bellissima, ma la sua bellezza era fatta di pazienza e di schiena curva sulla terra arida.

Aliseo s’innamorò perdutamente. Per giorni la circondò con i suoi refoli più dolci, rinfrescandole la fronte durante il lavoro e portandole i petali dei fiori dai paesi lontani. Ma il cuore di un vento è inquieto per natura, e quello di una ragazza è fatto di radici. Aliseo capì presto che il loro amore era diviso da una barriera insormontabile: lui era fatto per l’altezza e la velocità, lei per la cura e la stasi.

Venne un inverno terribile. Un gelo nero calò sulle montagne e una siccità spietata minacciò di uccidere l’unica cosa che Elina amava: una rara rosa selvatica che cresceva sul ciglio della scogliera, simbolo della speranza della sua famiglia. Elina passava le notti a proteggerla con il proprio corpo, infreddolita e stanca, ma l’aria era ferma, gelida e priva di vita.

Aliseo guardava dall’alto, libero e potente. Poteva volare verso il mare caldo, fuggire dal gelo e restare intatto nella sua natura di vento sovrano. Ma l’amore, quello vero, gli sussurrò una verità diversa: amare significa abbassarsi. Significa rinunciare a un po’ della propria altezza per sostenere chi sta in basso.

Così, Aliseo fece ciò che un vento non dovrebbe mai fare. Decise di smettere di correre verso l’orizzonte. Si spinse verso le valli più profonde, raccogliendo con una fatica immensa l’umidità delle nebbie calde rimaste intrappolate nei boschi. Si fece piccolo, pesante, denso. Rinunciò alla sua velocità per diventare un abbraccio costante e tiepido attorno alla casa di Elina.

Per tutta la notte, Aliseo non soffiò via: rimase lì, fermo, “abbassandosi” al livello del suolo, premendo contro le pietre gelide per scaldarle con il calore raccolto altrove. Si sacrificò, diventando una barriera invisibile contro il gelo nero. All’alba, quando il sole spuntò dietro le vette, la rosa era salva e Elina dormiva serena, avvolta da un tepore inspiegabile.

Il soffio dell'amore: Il Vento e la Rosa di Roccia

Aliseo era esausto, quasi svanito nel suo sforzo di restare immobile. Ma quando Elina si svegliò e accarezzò i petali della rosa, sentì una carezza leggera sulla guancia. Non era un vento che passava, era un amore che aveva scelto di restare. Da quel giorno, si dice che nelle sere più dolci, il vento non corra più verso il mare, ma si abbassi tra le case, felice di aver trovato la sua vera libertà nel sacrificio per l’altro.

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