luce che entra dalla pietra

Commento al Vangelo del 6 agosto 2025

Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,28b-36
 
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.
Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Parola del Signore.

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La preghiera che salva

Luigi Maria Epicoco

Il racconto che l’evangelista Luca fa della Trasfigurazione ha un dettaglio che egli mette in evidenza in tutti i passaggi nevralgici della vita di Gesù. Questo dettaglio è la preghiera:

“E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante”.

Nel battesimo, come nella trasfigurazione o nell’agonia nel Getsemani, Luca dice che Gesù sta pregando. È bello pensare che la preghiera ci introduce nelle grandi esperienze esistenziali. Gesù prega e si sente amato (battesimo), prega e si sente illuminato (trasfigurazione), prega e sente di non essere solo (l’angelo che lo consola nel Getsemani). È una cosa che ho potuto appurare di persona più volte incontrando molta gente. Le persone che pregano veramente sono anche fisicamente diverse: emanano una sorta di misteriosa luce nello sguardo, nel volto, nei gesti, nel sorriso, e persino nella sofferenza. Si intuisce una profondità che negli altri è assente. 

La preghiera è ciò che davvero ci mette in comunicazione con un mondo altro che ha la sua porta proprio nel nostro cuore. Ma non dobbiamo dimenticare che questa immersione di luce sul monte Tabor che oggi ricordiamo in maniera solenne ha lo scopo di preparare Gesù e i suoi discepoli alla discesa del buio della Croce. Finchè non impariamo a collegare tra loro i momenti di luce e quelli di buio che ci capitano, siamo condannati a sprecare entrambi. Le cose belle e le cose brutte sono sempre collegate tra di loro, e solitamente sono le cose belle che ci permettono di non soccombere alle cose brutte. La domanda è se ce ne accorgiamo. 

fonte © nellaparola.it

Ascoltiamo insieme

Per gentile concessione © ♥ Padre Gaetano Piccolo SJ

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