Eugenio e Francesca al sole sul balcone

Il calore di casa

Certo che l’essere umano è alquanto strano: sotto pressione rende il meglio di se.

Non avevano diversivi, non avevano molto da mangiare, certamente non degustavano aperitivi o si intrattenevano nella movida del tempo, ma creavano meraviglie dell’arte, della letteratura, della scienza. Leonardo, Michelangelo, Dante, fino ad arrivare ai nostri Nobel Levi-Montalcini, Deledda, Rubbia.

Ecco: in questo periodo in cui un virus serpeggia fra noi, ritroviamo il calore di casa, il sapore genuino degli affetti, la vicinanza (anche virtuale) di amici e parenti.

E’ proprio come quei parenti che non vedi da decenni, che incontri al funerale di uno degli amici o proprio uno di quei consanguinei dimenticati. E tutti in coro a dirsi “e dovevamo aspettare proprio il funerale per rivederci?”

Il coronavirus sta tirando fuori il meglio di noi: grinta, abnegazione, amore per il proprio lavoro, inteso come missione, amore per la propria casa, amore profuso per i figli.

Eccoci, nel nostro piccolo, a goderci il primo sole di primavera.

Ed anche amore per la buona cucina.

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1 commento su “Il calore di casa”

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