«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque»: il coraggio e il dubbio di Pietro nel Vangelo del giorno 3 Agosto 2026.
Gesù cammina sulle acque, la tempesta sedata e la fede messa alla prova di Pietro nel Vangelo del giorno 3 Agosto 2026.
Lunedì della XVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Aspreno 1° vescovo di Napoli (sec. I/II)
- B. Augustin Kažotić vescovo O.P. e martire (1260-1323)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Ananìa, il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna.
Dal libro del profeta Geremìa
Ger 28,1-17
In quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell’anno quarto, nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia!
Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo – oracolo del Signore – Ieconìa, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia».
Il profeta Geremìa rispose al profeta Ananìa, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo, che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremìa disse: «Così sia! Così faccia il Signore!
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Voglia il Signore realizzare le cose che hai profetizzato, facendo ritornare gli arredi nel tempio e da Babilonia tutti i deportati. Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire a te e a tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi profetizzarono guerra, fame e peste contro molti paesi e regni potenti. Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà».
Allora il profeta Ananìa strappò il giogo dal collo del profeta Geremìa, lo ruppe e disse a tutto il popolo: «Così dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor, re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni». Il profeta Geremìa se ne andò per la sua strada.
Dopo che il profeta Ananìa ebbe rotto il giogo che il profeta Geremìa portava sul collo, fu rivolta a Geremìa questa parola del Signore: «Va’ e riferisci ad Ananìa: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno, ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro.
Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Pongo un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia, e lo servano; persino le bestie selvatiche gli consegno».
Allora il profeta Geremìa disse al profeta Ananìa: «Ascolta, Ananìa! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti faccio sparire dalla faccia della terra; quest’anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione al Signore». In quello stesso anno, nel settimo mese, il profeta Ananìa morì.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 118 (119)
R. Insegnami, Signore, i tuoi decreti.
Tieni lontana da me la via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Non togliere dalla mia bocca la parola vera,
perché spero nei tuoi giudizi. R.
Si volgano a me quelli che ti temono
e che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia integro il mio cuore nei tuoi decreti,
perché non debba vergognarmi. R.
I malvagi sperano di rovinarmi;
io presto attenzione ai tuoi insegnamenti.
Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu a istruirmi. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Rabbì, tu sei il Figlio di Dio,
tu sei il re d’Israele! (Gv 1,49b)
Alleluia.
Vangelo di oggi 3 agosto 2026
Comandami di venire verso di te sulle acque.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 14,22-36
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura.
Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».
E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Nel brano del Vangelo secondo Matteo di oggi (Mt 14,22-36), ci troviamo di fronte a una delle scene più iconiche e rivelatrici della vita pubblica di Gesù: dopo la moltiplicazione dei pani, il Maestro congeda le folle e insiste perché i discepoli salgano sulla barca e lo precedano sull’altra riva del Lago di Galilea. Gesù si ritira poi sul monte, in solitudine,per pregare il Padre nella profondità della notte.
Mentre i discepoli sono in mezzo al lago, la barca viene agitata violentemente dalle onde a causa del vento contrario. È una notte di prova e di oscurità. Ma verso la fine della notte, Gesù va verso di loro camminando sul mare. La reazione dei discepoli è di terrore: «È un fantasma!». Non riescono a credere che sia Lui e gridano dalla paura. Gesù li rassicura subito: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Qui emerge la figura impetuosa di Pietro: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». E Gesù risponde semplicemente: «Vieni!». Pietro scende dalla barca e, fissando lo sguardo su Gesù, inizia a camminare prodigiosamente sulle acque agitate. Ma non appena stacca lo sguardo dal Maestro e si accorge della violenza del vento, si spaventa e inizia ad affondare. Il dubbio paralizza la fede. Pietro grida: «Signore, salvami!». Gesù, immediatamente,stende la mano, lo afferra e lo rimprovera dolcemente: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Quando Gesù e Pietro salgono sulla barca, il vento cessa all’istante. I discepoli, prostrandosi davanti a Lui, esclamano:«Davvero tu sei il Figlio di Dio!». Questo brano ci insegna che, nelle tempeste della vita, non dobbiamo guardare alle “onde” dei problemi, ma tenere fisso lo sguardo su Cristo, che è più forte di ogni paura e di ogni dubbio. La Sua mano è sempre pronta a salvarci, non appena lo invochiamo con fede.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «Pietro affonda perché ha paura, perché guarda al vento forte e non a Gesù. Quando guardiamo ai nostri problemi e non a Lui, iniziamo ad affondare nella paura e nel dubbio. Ma la risposta di Gesù è immediata: allunga la mano. Dio non ci lascia mai soli nelle tempeste del nostro cuore. Chiediamo la grazia di una fede che sa invocare: “Signore, salvami!”, e di non dubitare mai del Suo amore e della Sua presenza accanto a noi, anche quando tutto sembra crollare.»
- Papa Benedetto XVI: «Nel Vangelo di oggi scorgiamo il contrasto tra la fede e il dubbio nella vita di Pietro. La fede gli permette di compiere l’impossibile, ma il dubbio lo fa crollare. Ma il Signore non lo abbandona. Afferrandolo, Gesù gli fa comprendere che la vera sicurezza non sta nelle nostre forze, ma nella relazione con Lui. Lasciamoci afferrare dalla mano di Cristo, per camminare con fiducia sulle acque della nostra esistenza, sapendo che Egli è con noi, Figlio di Dio che vince il mondo.»
- Papa Giovanni Paolo II: «”Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Questa parola di Cristo risuona attraverso i secoli e deve abitare nel cuore di ogni credente. Nel mistero della tempesta sedata e del cammino sulle acque, Gesù rivela la Sua divinità e il Suo potere sulla creazione. Pietro è l’immagine di ogni discepolo, che deve imparare a superare il dubbio e la paura attraverso una fede profonda e personale. Non temiamo le tempeste del nostro tempo: il Signore è sulla nostra barca e la conduce verso il porto della salvezza.»






