«Voi stessi date loro da mangiare»: il prodigio della condivisione e della compassione di Cristo nel Vangelo del giorno 2 Agosto 2026.
La moltiplicazione dei pani e dei pesci, la compassione di Gesù e la condivisione nel Vangelo del giorno 2 Agosto 2026.
XVIII Domenica del Tempo Ordinario
- S. Eusebio di Vercelli vescovo (ca. 283-371)
- B. Giustino Maria Russolillo fond. Vocazionisti (1891-1955)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Venite e mangiate.
Dal libro del profeta Isaìa
Is 55,1-3
Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 144 (145)
R. Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente. R.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. R.
Seconda Lettura
Nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,35.37-39
Fratelli, chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. (Mt 4,4b)
Alleluia.
Vangelo di oggi 2 agosto 2026
Tutti mangiarono a sazietà.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 14,13-21
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Parola del Signore.
Si dice il Credo.
Meditazione e Riflessione
Nel brano del Vangelo secondo Matteo di oggi (Mt 14,13-21), assistiamo a uno dei gesti più toccanti e celebri della vita pubblica di Gesù: la prima moltiplicazione dei pani e dei pesci. Saputa la notizia della morte di Giovanni Battista, Gesù si ritira in disparte su una barca verso un luogo deserto. Ma le folle, saputolo, lo seguono a piedi dalle città. Quando scende dalla barca e vede quella grande moltitudine, il Maestro non si chiude nel suo dolore, ma prova profonda compassione per loro e guarisce i loro infermi.
Al far della sera, i discepoli gli si avvicinano con una preoccupazione concreta e umana: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». È la tentazione di delegare, di sbarazzarsi del problema spingendo ciascuno a cavarsela da solo. Ma la risposta di Gesù ribalta completamente la prospettiva: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare».
Di fronte alla sproporzione tra la necessità di cinquemila uomini (senza contare donne e bambini) e le esigue risorse disponibili — «Non abbiamo qui altro che cinque pani e due pesci» — Gesù chiede di portarglieli. Ordina alla folla di sedersi sull’erba, prende i cinque pani e i due pesci, alza gli occhi al cielo, recita la benedizione, spezza i pani e li consegna ai discepoli, i quali li distribuiscono alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e con i pezzi avanzati portarono via ben dodici ceste piene. Il miracolo non nasce dal nulla, ma dal poco messo con generosità nelle mani di Dio. Quel gesto di benedizione e di frazione del pane anticipa profeticamente il mistero dell’Eucaristia: Gesù si fa pane spezzato per la vita del mondo e ci insegna che, quando condiviso con fede e amore, il poco diventa sovrabbondanza per tutti.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «La moltiplicazione dei pani e dei pesci ci rivela la logica di Dio: non la logica dello scarto o dell’egoismo, ma quella della condivisione. Di fronte alla folla affamata, i discepoli vorrebbero congedarla, ma Gesù dice: “Voi stessi date loro da mangiare”. Cristo ci chiede di mettere a disposizione quel poco che abbiamo, le nostre povere capacità, il nostro tempo, i nostri cinque pani. Nelle Sue mani, quel poco non viene semplicemente moltiplicato, ma diviso e donato a tutti. L’Eucaristia è la scuola di questo grande miracolo quotidiano.»
- Papa Benedetto XVI: «Nel Vangelo di oggi scorgiamo il legame indissolubile tra la compassione di Gesù e il dono eucaristico. Gesù vede la folla smarrita come pecora senza pastore e sente compassione. Il segno dei pani spezzati nel deserto è un chiaro preannuncio della Loro Ultima Cena e del sacrificio della Croce. Il Signore non ci offre soltanto un pane materiale per saziare la fame del corpo, ma offre Se stesso come Pane vivo disceso dal cielo per soddisfare la fame di eternità e di amore presente nel cuore di ogni uomo.»
- Papa Giovanni Paolo II: «”Tutti mangiarono e furono saziati”. Questa parola del Vangelo ci parla della sovrabbondanza della grazia divina. Dio non dà mai con misura, ma dona con generosità infinita. Le dodici ceste avanzate testimoniano che la carità di Cristo non si esaurisce mai. Questo brano evangelico è un forte richiamo alla responsabilità sociale e alla solidarietà cristiana: siamo chiamati a diventare noi stessi strumenti della provvidenza di Dio per i poveri, gli affamati e i sofferenti del nostro tempo, condividendo con gioia i beni che ci sono stati affidati.»





