«Colui che ascolta la Parola e la comprende: questi dà frutto»: il segreto del terreno buono svelato da Gesù nella festa di San Charbel Makhlūf nel Vangelo del giorno 24 Luglio 2026.
La spiegazione della parabola del seminatore e la fecondità del cuore che accoglie la Parola nella festa di San Charbel Makhlūf nel Vangelo del giorno 24 Luglio 2026.
Venerdì della XVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Charbel monaco, presbitero ed eremita (1828-1898)
- S. Cristóbal de Santa Catalina sac. e fond. (1638-1690)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Vi darò pastori secondo il mio cuore; a Gerusalemme tutte le genti si raduneranno.
Dal libro del profeta Geremìa
Ger 3,14-17
Ritornate, figli traviati – oracolo del Signore – perché io sono il vostro padrone. Vi prenderò uno da ogni città e due da ciascuna famiglia e vi condurrò a Sion. Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza.
Quando poi vi sarete moltiplicati e sarete stati fecondi nel paese, in quei giorni – oracolo del Signore – non si parlerà più dell’arca dell’alleanza del Signore: non verrà più in mente a nessuno e nessuno se ne ricorderà, non sarà rimpianta né rifatta.
In quel tempo chiameranno Gerusalemme “Trono del Signore”, e a Gerusalemme tutte le genti si raduneranno nel nome del Signore e non seguiranno più caparbiamente il loro cuore malvagio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Ger 31,10-12b.13
R. Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.
Ascoltate, genti, la parola del Signore,
annunciàtela alle isole più lontane e dite:
«Chi ha disperso Israele lo raduna
e lo custodisce come un pastore il suo gregge». R.
Perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui.
Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion,
andranno insieme verso i beni del Signore. R.
La vergine allora gioirà danzando
e insieme i giovani e i vecchi.
«Cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza. (Cf. Lc 8,15)
Alleluia.
Vangelo di oggi 24 luglio 2026
Colui che ascolta la Parola e la comprende, questi dà frutto.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,18-23
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada.
Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Il brano del Vangelo secondo Matteo di oggi (Mt 13,18-23) ci offre la spiegazione dettagliata che Gesù stesso dona ai Suoi discepoli della celebre parabola del seminatore. Dopo aver descritto i diversi tipi di terreno, il Maestro scende nei particolari del cuore umano, svelandoci che il seme è unico e perfetto — la Parola del Regno —, ma l’efficacia della sua crescita dipende interamente dall’accoglienza che riceve.
Gesù individua quattro atteggiamenti spirituali ben precisi:
- La strada: rappresenta colui che ascolta la Parola senza comprenderla. Il cuore è indurito dal passaggio continuo delle distrazioni del mondo, e il maligno ha gioco facile nel portare via ciò che è stato seminato.
- Il terreno sassoso: è l’immagine di chi accoglie la Parola subito con gioia, ma non ha radici in se stesso. È un entusiasmo passeggero, superficiale; non appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, costui immediatamente si scandalizza e cade.
- Il terreno tra i rovi: raffigura colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e l’inganno della ricchezza la soffocano, rendendola infruttuosa. Le ansie quotidiane e la ricerca di sicurezze materiali tolgono l’ossigeno spirituale necessario per crescere.
- La terra buona: è colui che ascolta la Parola, la comprende e le permette di scendere in profondità. Questo cuore produce frutto, operando con costanza e rendendo il cento, il sessanta o il trenta per cento.
In questo giorno celebriamo la memoria di San Charbel Makhlūf, sacerdote e monaco libanese che ha incarnato in modo straordinario la “terra buona”. Ritiratosi nel silenzio dell’eremo, lontano dalle preoccupazioni del mondo e dalle lusinghe delle ricchezze, San Charbel ha fatto scendere la Parola di Dio nel profondo delle sue radici. La sua vita di intensa preghiera, penitenza ed adorazione eucaristica ha prodotto frutti miracolosi di grazia e guarigione che continuano a benedire il mondo intero, dimostrando come un cuore interamente custodito in Dio diventi un campo infinitamente fecondo.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «La parabola del seminatore parla oggi a ciascuno di noi. Ci chiede: “Che tipo di terreno sei?”. Siamo come la strada, dove la Parola scivola via senza entrare? O siamo sassi, pronti all’entusiasmo ma senza costanza? Oppure siamo pieni di spine, soffocati dalle ansie e dalle ricchezze? San Charbel ci mostra la via della terra buona: un cuore umile, silenzioso, capace di ascoltare e custodire la Parola. Chiediamo al Signore di arare il nostro cuore, togliendo le pietre dell’orgoglio e i rovi delle preoccupazioni, affinché la Sua grazia porti frutti abbondanti di carità.»
- Papa Benedetto XVI: «Nel chiarire la parabola del seminatore, Gesù ci insegna che la comprensione della Parola non è un mero esercizio intellettuale, ma un atto esistenziale. “Comprendere” nel linguaggio biblico significa accogliere nel profondo della propria vita, conformando la propria volontà a quella di Dio. San Charbel Makhlūf, nella solitudine del suo eremo in Libano, ha compreso la Parola nel silenzio dell’adorazione. Egli è diventato terra eccellente perché ha saputo fare spazio unicamente a Dio, ricordandoci che la fecondità della Chiesa non dipende dall’attivismo umano, ma dalla profondità della nostra unione con Cristo.»
- Papa Giovanni Paolo II: «La liturgia ci invita oggi a contemplare il mistero della fecondità spirituale attraverso l’esempio di San Charbel, un faro di santità per il Medio Oriente e per la Chiesa universale. La Parola di Dio ha trovato nel suo cuore monastico un terreno fertilissimo, purificato da ogni interesse terreno. Di fronte alle seduzioni del mondo e alle prove della vita, la sua santità ha brillato del cento per cento. La sua testimonianza ci esorta a non permettere che le preoccupazioni di questo tempo soffochino il seme dell’eternità che è stato posto in noi nel giorno del nostro Battesimo.»





