Gesù e la parabola della vite e del tralcio

Vangelo del giorno 23 Luglio 2026

«Senza di me non potete far nulla»: il segreto della fecondità spirituale di Santa Brigida di Svezia rivelato nel Vangelo del giorno 23 Luglio 2026.

Festa di Santa Brigida, Patrona d’Europa, e la profonda parabola della vite e dei tralci che ci chiama a rimanere uniti a Cristo nel Vangelo del giorno 23 Luglio 2026.

Santa Brigida di Svezia, Religiosa, Compatrona d’Europa, festa

Prima Lettura

Non vivo più io, ma Cristo vive in me.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 2,19-20
 
Fratelli, mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio.
Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me.
E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale

Dal Sal 33 (34)

R. Benedirò il Signore in ogni tempo.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato. R.
 
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. R.
 
L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R.
 
Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Rimanete nel mio amore, dice il Signore,
chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto. (Gv 15,9b.5b)

Alleluia.
 

Vangelo di oggi 23 luglio 2026

Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,1-8

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.

Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.

Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore.

Meditazione e Riflessione

Nel giorno in cui la Chiesa celebra solennemente la festa di Santa Brigida di Svezia, religiosa e compatrona d’Europa, la liturgia ci offre una delle pagine più intense del Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-8): l’allegoria della vite e dei tralci. Inserito nel contesto dei discorsi d’addio durante l’Ultima Cena, questo brano esprime con insuperabile vigore mistico la natura intima del rapporto tra Gesù e i Suoi discepoli. Non si tratta di una semplice dottrina da seguire, ma di una comunione vitale, organica e indissolubile: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore… Io sono la vite, voi i tralci».

L’immagine agricola, così familiare all’ascoltatore del tempo, svela le dinamiche della grazia. Il Padre interviene con sapienza e amore: taglia i rami secchi che non portano frutto e pota con delicatezza quelli buoni affinché ne producano ancora di più.

La potatura non è un atto di punizione, ma di cura paterna; è il passaggio necessario attraverso la prova, il sacrificio e la purificazione affinché la vita divina possa scorrere con maggiore vigore. Il verbo chiave che attraversa tutto il brano è “rimanere” (menein in greco), ripetuto con insistenza quasi ritmica. Rimanere in Cristo significa custodire la Sua Parola, coltivare una preghiera costante e non recidere mai quel canale invisibile ma reale da cui attingiamo la linfa dello Spirito Santo. «Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me».

Santa Brigida ha incarnato in modo straordinario questo mistero del “rimanere”. Sposa, madre di otto figli e poi vedova, ha saputo innestare ogni fase della sua esistenza nella vite vera che è Cristo.

La sua intensa vita mistica, segnata dalle celebri rivelazioni sulla Passione del Signore, non l’ha isolata dal mondo, ma l’ha resa una feconda operatrice di pace e di giustizia nel cuore dell’Europa del XIV secolo. Brigida ha viaggiato, ha parlato ai potenti, ha lavorato per l’unità della Chiesa, dimostrando che l’unione intima con Dio è la vera sorgente dell’azione storica e sociale. Senza quella linfa spirituale, ogni sforzo umano di edificazione e di pace – oggi come allora, specialmente per il nostro continente europeo – è destinato a inaridirsi. Chi invece rimane unito a Lui porta molto frutto e manifesta la gloria del Padre nel mondo.

Pensieri dei Papi

  • Papa Francesco«La parabola della vite e dei tralci ci ricorda che la vita cristiana non è uno sforzo titanico di volontà, ma un lasciarsi abitare da Gesù. “Senza di me non potete far nulla”. Questo non deve scoraggiarci, ma aprirci all’umiltà. Santa Brigida, che oggi festeggiamo come Patrona d’Europa, ha vissuto di questa linfa. Ha saputo unire l’ascolto contemplativo del Signore a un impegno instancabile per la pace e l’unità nel suo tempo. Chiediamo oggi, per sua intercessione, che l’Europa riscopra le sue radici cristiane e che ciascuno di noi impari a rimanere nel Signore per portare frutti di bontà, di accoglienza e di concordia.»
  • Papa Benedetto XVI«Nel Vangelo odierno, l’evangelista Giovanni ci presenta il cuore dell’ecclesiologia: la Chiesa è il corpo vivente di Cristo, i cui membri sono uniti a Lui come i tralci alla vite. Questa unità non è solo morale, ma ontologica. Santa Brigida di Svezia, con la sua eccezionale statura spirituale, ci mostra come la santità sia essenzialmente fecondità. Il Padre, che è l’agricoltore, pota i tralci per renderli più forti. Brigida ha accolto le potature della vita – la perdita del marito, le difficoltà dei viaggi, le incomprensioni – trasformandole in occasioni di offerta e di purificazione, diventando così una colonna spirituale per l’intera Europa.»
  • Papa Giovanni Paolo II«Proclamando Santa Brigida compatrona d’Europa, ho voluto indicare alla Chiesa e al mondo un modello di donna che, rimanendo saldamente innestata in Cristo, ha saputo incidere profondamente nella storia del suo tempo. La linfa divina che scorreva in lei attraverso la preghiera e la meditazione della Parola ha prodotto frutti di riconciliazione e di rinnovamento ecclesiale. La parabola della vite e dei tralci è un monito permanente per il nostro continente: l’Europa non può sperare in un futuro solido se prescinde da Colui che è la sorgente della vera vita e della vera speranza per tutte le nazioni.»

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