frecce tricolori
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Ascoltiamo insieme

Leggi e ascolta Verde, bianco, rosso

Oggi, 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana! A 77 anni di distanza, è fondamentale ricordare quanto costò a tanti italiani l’unità e la libertà. Siamo troppo abituati a fare ciò che ci pare, ad avere la libertà di fare ciò che vogliamo, ma dovremmo rileggere più spesso la storia così da avere chiaro quanto ci è stato lasciato in eredità.

La poesia di questa sera ci ricorda quanto è importante la nostra bandiera e quanto sono valorosi i colori che la compongono

Leggiamo insieme

di Roberto Piumini

Verde, ma non il verde abbandonato
su fianchi di montagne e di colline,
il verde marcio del fiume ammalato
da scarichi di industrie assassine,
o il verde del semaforo pagato
per far passare imprese malandrine:
di questo colore privo di coscienza,
l’Italia ne ha già avuto a sufficienza.

Sia invece il verde che è coltivato
senza guastare terre e persone,
il colore del rispetto, seminato
secondo previdenza e ragione.
Non verde-bile del tizio arrabbiato
che sputa insulti alla televisione:
sia un verde che dona sostanza,
e non veleno, alla nostra speranza.

Bianco, ma non il bianco che si crede
più bello di qualsiasi altro colore,
e chiude in fretta gli occhi, quando vede
i casi della fame e del dolore,
o il bianco di paura di chi cede
alla violenza del violentatore:
di questo bianco, vecchia malusanza,
l’Italia ne ha già avuto in abbondanza.

Sia il bianco spalancato in meraviglia,
negli occhi dei bambini, a guardare,
oltre il sicuro cerchio di famiglia,
una comunità che sa parlare
e vive, senza frode e parapiglia,
nella giustizia di avere e di dare:
il bianco che l’anziano ha in testa,
vivendo bene il tempo che gli resta.

Rosso, ma non del sangue, certamente,
di guerre clandestine, fatte altrove
con armi che vendiamo all’altra gente,
o dei succosi pomodori, dove,
chi li raccoglie, non guadagna niente,
dove la schiavitù ha forme nuove:
per questo rosso di antica violenza,
dovrebbe esser finita la pazienza.

Sia il rosso di chi prova l’emozione
del lavoro ben fatto, o di un amore,
qualunque amore, senza esclusione,
la rossa e viva macchia di colore
che il bambino mette, con passione,
giocando a disegnare, sul suo fiore:
colore del buon sangue, l’allegria
di stare al mondo con democrazia.

Ascolta la poesia

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Le favole della buonanotte
Verde, bianco, rosso
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Eugenio
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