«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»: la legge della gratuità e lo stile sobrio che Gesù chiede ai Suoi discepoli per annunciare il Regno nel Vangelo del giorno 9 Luglio 2026.
Le istruzioni di Gesù per la missione, lo stile della gratuità, il dono della pace e il radicalismo evangelico nel distacco dalle cose del mondo nel Vangelo del giorno 9 Luglio 2026.
Giovedì della XIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Veronica Giuliani badessa O.S.C.Cap. (1660-1727)
- SS. Gregorio Grassi Francesco Fogolla e c., martiri († 1900)
Prima Lettura
Il mio cuore si commuove dentro di me.
Dal libro del profeta Osèa
Os 11,1.3-4.8c-9
Quando Israele era fanciullo,
io l’ho amato
e dall’Egitto ho chiamato mio figlio.
A Èfraim io insegnavo a camminare
tenendolo per mano,
ma essi non compresero
che avevo cura di loro.
Io li traevo con legami di bontà,
con vincoli d’amore,
ero per loro
come chi solleva un bimbo alla sua guancia,
mi chinavo su di lui
per dargli da mangiare.
Il mio cuore si commuove dentro di me,
il mio intimo freme di compassione.
Non darò sfogo all’ardore della mia ira,
non tornerò a distruggere Èfraim,
perché sono Dio e non uomo;
sono il Santo in mezzo a te
e non verrò da te nella mia ira.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 79 (80)
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R. Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Tu, pastore d’Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Seduto sui cherubini, risplendi
davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci. R.
Signore, Dio degli eserciti,
fino a quando fremerai di sdegno
contro le preghiere del tuo popolo?
Tu ci nutri con pane di lacrime,
ci fai bere lacrime in abbondanza.
Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini
e i nostri nemici ridono di noi. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)
Alleluia.
Vangelo di oggi 9 luglio 2026
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,7-15
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Il brano del Vangelo secondo Matteo di questo giorno (Mt 10,7-15) prosegue il grande “discorso missionario” di Gesù, entrando nei dettagli pratici dello stile che deve caratterizzare l’apostolo. Dopo aver riassunto il cuore dell’annuncio («Il regno dei cieli è vicino»), Gesù definisce le opere che devono accompagnare la parola: «Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni».
La missione dei discepoli è una missione di totale liberazione dal male e dal dolore. Ma ciò che fonda e custodisce la purezza di questa missione è una regola aurea: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». La grazia di Dio non si compra e non si vende; l’apostolo è solo un amministratore della misericordia divina e non può farne oggetto di guadagno o di prestigio personale.
Per garantire che i discepoli rimangano liberi e fidino unicamente nella Provvidenza, Gesù impone loro una povertà radicale nei mezzi e nell’equipaggiamento: «Non procuratevi oro né argento né denaro spicciolo nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento». L’efficacia dell’evangelizzazione non dipende dalle risorse umane, dalle ricchezze o dalle protezioni mondane, ma dalla forza intrinseca della Parola di Dio. Camminare leggeri, senza bagagli superflui, rende i missionari credibili e totalmente abbandonati nelle mani del Padre.
Gesù offre poi indicazioni precise su come gestire l’ospitalità e l’incontro con le persone: «In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi sia degno e rimanetevi finché non partiate. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa». Il dono fondamentale della missione è la pace pasquale (lo Shalom), che non è l’assenza di conflitti, ma la pienezza della vita divina.
Tuttavia, Gesù non nasconde la possibilità del rifiuto: «Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi». Scuotere la polvere è un gesto profetico e simbolico: significa non trattenere il rancore, non portarsi dietro l’amarezza del rifiuto, lasciando che ciascuno si assuma la responsabilità profonda di fronte al giudizio di Dio.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «Lo stile della missione cristiana ha una parola chiave: gratuità. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Tutto è grazia nella nostra vita, e se dimentichiamo questo, cadiamo nella tentazione di fare della Chiesa una Ong o un’azienda, e dei sacramenti un commercio. Gesù ci vuole liberi da questa logica. Ci chiede di andare nel mondo con la forza dello Spirito, non con la borsa piena o con le sicurezze umane. E quando non veniamo ascoltati, ci insegna a scuotere la polvere, che significa non lasciarsi contaminare dal pessimismo o dalla rabbia. La missione si fa con il sorriso e con il cuore leggero di chi sa di essere amato da Dio.»
- Papa Benedetto XVI: «Nelle severi disposizioni che Cristo dà ai Dodici per il loro viaggio apostolico risplende il nucleo del radicalismo evangelico. La mancanza di oro, di bisaccia e di doppie tuniche non è un’esaltazione del pauperismo fine a se stesso, ma la condizione indispensabile per la libertà interiore dell’annunciatore. Chi è colmo di beni materiali fa fatica a testimoniare che Dio è l’unico vero bene dell’uomo. La stabilità nella casa che accoglie i discepoli evita la ricerca di comodità o di favori. La pace che essi portano è la Persona stessa di Cristo. Accogliere o rifiutare i missionari significa accogliere o rifiutare il Regno, con le conseguenze etiche e storiche che ne derivano per la vita delle comunità.»
- Papa Giovanni Paolo II: «”La vostra pace scenda su di essa”. L’annuncio del Vangelo si presenta anzitutto come un’offerta di pace e di riconciliazione per l’umanità. In un mondo frammentato e ferito, gli operai della messe sono portatori di un dono immenso, che risana le relazioni e ridona dignità ai cuori. Il richiamo di Gesù alla gratuità e all’essenzialità dei mezzi rimane un esame di coscienza permanente per le nostre istituzioni ecclesiali. La Chiesa è tanto più potente spiritualmente quanto più è povera di mezzi mondani, perché così risalta in modo inequivocabile che l’opera della salvezza è interamente opera di Dio. Rinnoviamo la nostra fiducia nella Provvidenza per essere araldi coraggiosi della verità.»






