«Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata»: il tocco di Gesù guarisce dal male e vince la morte, richiamando la testimonianza luminosa della purezza e del perdono nel Vangelo del giorno 6 Luglio 2026.
La risurrezione della figlia del capo della sinagoga, la guarigione dell’emorroissa e la memoria di Santa Maria Goretti nel Vangelo del giorno 6 Luglio 2026.
Lunedì della XIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Maria Goretti vergine e martire (1890-1902) mem. fac.
- B. Maria Teresia Ledochowska vergine e fond. (1863-1922)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Ti farò mia sposa per sempre.
Dal libro del profeta Osèa
Os 2,16.17b-18.21-22
Così dice il Signore:
«Ecco, io la sedurrò,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Là mi risponderà
come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d’Egitto.
E avverrà, in quel giorno
– oracolo del Signore –
mi chiamerai: “Marito mio”,
e non mi chiamerai più: “Baal, mio padrone”.
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Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa
nella giustizia e nel diritto,
nell’amore e nella benevolenza,
ti farò mia sposa nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 144 (145)
R. Misericordioso e pietoso è il Signore.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza. R.
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare. R.
Parlino della tua terribile potenza:
anch’io voglio raccontare la tua grandezza.
Diffondano il ricordo della tua bontà immensa,
acclamino la tua giustizia. R.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2Tm 1,10)
Alleluia.
Vangelo di oggi 6 luglio 2026
Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni ed ella vivrà.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,18-26
In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.
Parola del Signore.
Santa Maria Goretti, Vergine e Martire
Oggi la Chiesa celebra la memoria di Santa Maria Goretti, una delle sante più amate del XX secolo. Morta giovanissima nel 1902 a Nettuno, Marietta incarna in modo straordinario la fortezza della purezza e la grandezza del perdono cristiano. Aggredita brutalmente per aver difeso la propria dignità, prima di morire per le ferite perdonò di cuore il suo uccisore, Alessandro Serenelli, augurandogli di raggiungerla in Paradiso. Questo atto di misericordia suprema ottenne la conversione radicale del suo carnefice, ricordandoci che l’amore fedele a Cristo è più forte dell’odio e della violenza mortale.
Meditazione e Riflessione
Il brano del Vangelo secondo Matteo di questa giornata (Mt 9,18-26) ci presenta due straordinari miracoli intrecciati, che mettono in luce il potere assoluto di Gesù sulla malattia e sulla morte, attivato da una fede audace e incrollabile. Il racconto si apre con un capo della sinagoga (chiamato Giairo negli altri Vangeli) che si accosta a Gesù e si prostra davanti a Lui dicendo: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed essa vivrà». Davanti all’evidenza tragica della morte, quest’uomo non si arrende; la sua fede lo spinge a credere che il tocco di Gesù possa persino richiamare in vita una creatura.
Mentre Gesù si incammina verso la casa del capo, avviene un secondo incontro, clandestino ma intensissimo. Una donna, che da dodici anni soffriva di continue perdite di sangue (condizione che la rendeva costantemente “impura” secondo la legge e la isolava socialmente e religiosamente), si spinge tra la folla. Essa pensa tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Non vuole disturbare il Maestro, Le basta un contatto minimo, quasi invisibile. Gesù si volta, la guarda e pronuncia parole che le cambiano l’esistenza: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu guarita. Gesù non guarisce solo il corpo, ma restituisce la “figlia” alla sua dignità e alla comunità.
Arrivato alla casa del capo, Gesù si trova di fronte al frastuono dei suonatori di flauto e della folla in agitazione per i lamenti funebri. Con sovranità divina, Egli sfolla la stanza dicendo: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». La gente lo deride, ferma alla superficie biologica della morte. Ma Gesù entra, la prende per mano ed essa si alza. Quel gesto d’affetto, prendere per mano la bambina, squarcia il velo delle tenebre. La morte, davanti al Signore della Vita, perde il suo carattere definitivo e diventa simile a un sonno da cui ci si risveglia.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «Il Vangelo di oggi ci mostra due figlie: una donna malata da dodici anni e una bambina di dodici anni appena morta. Gesù va incontro a entrambe per ridonare loro la vita e la speranza. Ci insegna che per Lui nessuno è perduto, nessuna situazione è troppo disperata. La chiave di tutto è la fede: quella della donna che tocca il mantello e quella del padre che supplica per la figlia. Ricordando oggi Santa Maria Goretti, vediamo la stessa fede eroica che non teme il male e che sa perdonare. Chiediamo la grazia di toccare anche noi con fede il cuore di Gesù, per essere risanati dalle nostre paralisi e dalle nostre ferite.»
- Papa Benedetto XVI: «Nell’episodio della guarigione dell’emorroissa e della risurrezione della fanciulla, san Matteo ci rivela che la vicinanza a Gesù trasforma la realtà. Il tocco del mantello e la mano tesa verso la bambina sono segni sacramentali: la divinità di Cristo agisce attraverso la Sua umanità santissima. La folla deride Gesù perché ragiona secondo il mondo, dove la morte ha l’ultima parola. Ma per chi crede, la morte è vinta. Santa Maria Goretti ha testimoniato questa verità con il martirio: ha preferito morire pur di rimanere fedele a Cristo, sapendo che la vera vita non le sarebbe stata tolta. Il suo perdono è il frutto maturo di una vita interamente afferrata dall’amore di Dio.»
- Papa Giovanni Paolo II: «”Àlzati!”. La parola che Gesù rivolge alla fanciulla risuona oggi come un forte richiamo ai giovani del nostro tempo. Santa Maria Goretti, che ho avuto la gioia di indicare come modello di fortezza cristiana, ha ascoltato questa parola, rimanendo in piedi nella dignità dello spirito di fronte alla violenza. In una società che spesso banalizza l’amore e la purezza, la testimonianza di Marietta brilla come un faro. Il miracolo del Vangelo ci ricorda che Cristo è venuto a liberarci dalla morte del peccato e dall’impurità del cuore. Lasciamoci afferrare dalla Sua mano misericordiosa per camminare nella via della vera libertà e della santità.»






