Dal Vangelo secondo Marco Mc 12,35-37

Vangelo del giorno 5 giugno 2026

«Davide stesso lo chiama Signore: da dove viene allora il fatto che è suo figlio?»: il mistero del Messia che scuote le certezze dei dotti e riempie di gioia il cuore della folla nel Vangelo del giorno 5 giugno 2026.
Ascolta “Vangelo del giorno 5 giugno 2026” su Spreaker.

«Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra»: Gesù rivela la sua identità divina e supera i vicoli ciechi della sola logica umana nel Vangelo del giorno 5 giugno 2026.

Venerdì della IX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo 
​​2Tm 3,10-16

Figlio mio, tu mi hai seguito da vicino nell’insegnamento, nel modo di vivere, nei progetti, nella fede, nella magnanimità, nella carità, nella pazienza, nelle 
persecuzioni, nelle sofferenze. Quali cose mi accaddero ad Antiòchia, a Icònio e a Listra! Quali persecuzioni ho sofferto! Ma da tutte mi ha liberato il Signore! E tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati.

Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannando gli altri e ingannati essi stessi. 
Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 118 (119)

R. Grande pace, Signore, per chi ama la tua legge.

Molti mi perseguitano e mi affliggono,
ma io non abbandono i tuoi insegnamenti. 
La verità è fondamento della tua parola, 
ogni tuo giusto giudizio dura in eterno. R.

I potenti mi perseguitano senza motivo, 
ma il mio cuore teme solo le tue parole. 
Grande pace per chi ama la tua legge: 
nel suo cammino non trova inciampo. R.

Aspetto da te la salvezza, Signore,
e metto in pratica i tuoi comandi.
Osservo i tuoi precetti e i tuoi insegnamenti: 
davanti a te sono tutte le mie vie. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. (Gv 14,23)

Alleluia.

Vangelo di oggi 5 giugno 2026

Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide?

Dal Vangelo secondo Marco 
Mc 12,35-37

In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo: 
“Disse il Signore al mio Signore: 
Siedi alla mia destra,  
finché io ponga i tuoi nemici 
sotto i tuoi piedi”. 
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?». E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.

Parola del Signore.

Meditazione e Riflessione

Il brano di Marco (12,35-37) ci porta alle battute conclusive dell’insegnamento pubblico di Gesù nel tempio di Gerusalemme. Dopo essere stato interrogato da vari gruppi religiosi che cercavano di metterlo in difficoltà, questa volta è il Maestro a prendere l’iniziativa e a porre una domanda teologica cruciale: «Come mai dicono gli scribi che il Cristo è figlio di Davide?». Nella mentalità comune dell’epoca, fortemente influenzata dalle interpretazioni dei dottori della Legge, il Messia atteso era visto principalmente come un discendente regale di Davide, un leader politico e militare che avrebbe restaurato il regno terreno d’Israele, liberandolo dal giogo romano.

Gesù non nega questa discendenza umana, ma dimostra che essa è del tutto insufficiente a spiegare la reale identità del Cristo. Citando sotto l’ispirazione dello Spirito Santo il Salmo 110, attribuito a Davide stesso, mette in luce un contrasto insuperabile per gli scribi: «Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici sotto i tuoi piedi».

Se Davide, il più grande re d’Israele, chiama il Messia “mio Signore”, riconosce in Lui un’autorità e una dignità infinitamente superiori a quelle di un semplice figlio o successore terreno. Con questa provocazione sapiente, Gesù squarcia il velo delle aspettative puramente umane e politiche: il Messia non appartiene semplicemente alla storia della carne, ma alla sfera stessa di Dio. Egli è il Figlio eterno del Padre fatto uomo, e la folla numerosa, cogliendo l’autorità limpida delle sue parole, «lo ascoltava volentieri», anticipando l’accoglienza degli umili e dei semplici che riconoscono la voce del vero Pastore.

Pensieri dei Papi

  • Papa Francesco«Gli scribi del Vangelo volevano ingabbiare il mistero del Messia dentro i loro schemi politici e umani: doveva essere solo un re forte, un figlio di Davide pronto a vincere i nemici storici. Ma Gesù sposta l’orizzonte verso l’alto e ci dice che il Cristo è molto di più: è il “Signore”. Spesso anche noi cadiamo nello stesso errore, riducendo la fede a una dottrina rassicurante, a un calcolo morale o a un’alleanza terrena. Gesù invece ci invita a spalancare il cuore alla Sua divinità, a lasciarci sorprendere dalla Sua grandezza spirituale, accogliendolo non come un personaggio del passato, ma come il Signore vivo che guida la nostra esistenza.»
  • Papa Benedetto XVI«Nel citare il Salmo davidico, Gesù illumina il mistero della Sua stessa Persona, in cui la natura umana e quella divina si uniscono perfettamente. Egli è veramente figlio di Davide secondo la carne, ma è anche il “Mio Signore” che siede alla destra del Padre nella gloria eterna. Questa duplice verità scuote la superbia degli scribi e confonde la sapienza del mondo, che si ferma alle apparenze. La folla che lo ascolta con gioia nel tempio rappresenta la porzione genuina della Chiesa: le anime semplici, aperte alla grazia, che sanno riconoscere la sovranità d’amore di Cristo e si affidano alla Sua Parola salvifica.»
  • Papa Pio XI«La regale dignità di Nostro Signore Gesù Cristo non trae la sua origine da elezioni umane o da dinastie storiche, pur nobili come quella di Davide, ma risiede nella Sua stessa essenza divina e nel Suo primato assoluto su tutta la creazione. Dichiarando che Egli siede alla destra del Padre, l’Evangelista ci ricorda che a Cristo appartiene il potere supremo sui cuori, sulle menti e sulle nazioni. Chi cerca di confinare la figura del Redentore nell’alveo di un semplice maestro di morale o di un riformatore sociale cade nello stesso errore degli scribi; i fedeli sono invece chiamati a sottomettere ogni istituzione alla Sua legge di verità e di vita.»

Quanto è stato utile questo post?

Clicca sulle stelle per valutare!

Valutazione media / 5. Conteggio dei voti:

Nessun voto finora! Sii il primo a valutare questo post.

Dato che hai trovato utile questo post...

condividi questo post adesso!

Ci dispiace che questo post non ti sia piaciuto!

Miglioriamo questo post!

Dicci come possiamo migliorare questo post?

+
+
+

Accendi una Luce per un tuo caro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Torna in alto