«La tua fede ti ha salvato»: lo slancio coraggioso di chi getta via il mantello per ritrovare la vista e seguire Cristo lungo la strada nel Vangelo del giorno 28 maggio 2026.
«Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!»: il grido della fede che rompe il silenzio della folla e la guarigione del cieco Bartimeo nel Vangelo del giorno 28 maggio 2026.
Giovedì dell’VIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- B. Luigi Biraghi sacerdote e fondatore (1804-1879)
- S. Ubaldesca vergine dell’Ordine di Malta (1136-1206)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Voi siete il sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
1Pt 2,2-5.9-12
Carissimi, come bambini appena nati desiderate avidamente il genuino latte spirituale, grazie al quale voi possiate crescere verso la salvezza, se davvero avete gustato che buono è il Signore.
Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo.
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Un tempo voi eravate non-popolo, ora invece siete popolo di Dio; un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia.
Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai cattivi desideri della carne, che fanno guerra all’anima. Tenete una condotta esemplare fra i pagani perché, mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere diano gloria a Dio nel giorno della sua visita.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 99 (100)
R. Presentatevi al Signore con esultanza.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. R.
Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo. R.
Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome. R.
Buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me avrà la luce della vita. (Gv 8,12)
Alleluia.
Vangelo di oggi 28 maggio 2026
Rabbunì, che io veda di nuovo!
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,46-52
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Il brano di Marco (10,46-52) ci conduce alle porte di Gerico, l’ultima tappa prima della salita finale verso Gerusalemme. Lungo la strada si trova Bartimeo, un cieco costretto a mendicare, seduto ai margini della via e della società. La sua condizione non è solo fisica, ma esistenziale: rappresenta l’uomo immerso nell’oscurità, immobile, che dipende dalle briciole altrui. Tuttavia, non appena sente che sta passando Gesù il Nazareno, in lui si accende una scintilla profonda. Comincia a gridare con tutte le sue forze una professione di fede messianica: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». La folla tenta di zittirlo, considerandolo un disturbo, ma quel rimprovero non fa che amplificare la sua implorazione.
Il grido disperato e fiducioso di Bartimeo ferma i passi di Gesù: «Chiamatelo!». L’atteggiamento della folla cambia repentinamente, diventando veicolo della premura del Maestro: «Coraggio! Alzati, ti chiama». La reazione del cieco è un capolavoro di radicalità: egli getta via il mantello – l’unica sua vera sicurezza materiale, il bacino in cui raccoglieva le elemosine –, balza in piedi e corre verso Gesù.
Alla domanda fondamentale del Salvatore, «Che cosa vuoi che io faccia per te?», il mendicante non chiede ricchezze, ma l’essenziale: «Rabbunì, che io riabbia la vista!». Gesù non compie gesti eclatanti, ma riconosce la potenza di quel cuore: «Va’, la tua fede ti ha salvato». Bartimeo riacquista all’istante la vista e, invece di tornare alla sua vita precedente, si mette a seguire Gesù lungo la strada che conduce alla Croce, trasformandosi da mendicante a discepolo.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «Bartimeo ci insegna che il primo passo della preghiera è gridare la propria miseria senza vergognarsi, superando il muro del perbenismo di chi vorrebbe farci tacere. Gesù si ferma sempre davanti a un cuore che grida con fede. E guardate il gesto del cieco: getta il mantello. Per seguire il Signore bisogna avere il coraggio di abbandonare le nostre vecchie abitudini, le false sicurezze in cui ci rifugiamo, per balzare in piedi e camminare dietro a Lui, non più da spettatori ma da discepoli attivi.»
- Benedetto XVI: «Nel cieco di Gerico contempliamo il mistero dell’illuminazione battesimale. Egli si trova ai margini della strada, avvolto dalle tenebre, ma l’incontro con la Luce del mondo trasforma radicalmente la sua esistenza. La sua fede non è un sentimento vago, ma una certezza operativa che lo spinge a invocare il nome del Signore. Una volta risanato, la sua vista spirituale gli permette di scorgere nella via della croce l’unico vero cammino di salvezza, inserendosi con gioia nella sequela di Cristo.»
- San Giovanni Paolo II: «”La tua fede ti ha salvato!”: queste parole di Gesù risuonano come un invito pressante per ciascuno di noi. Spesso siamo ciechi di fronte ai bisogni del prossimo o paralizzati dalle nostre paure interiori. Non abbiate paura di gridare a Cristo la vostra cecità! Egli è pronto a ridarvi la vista per farvi guardare la storia con gli occhi della speranza. Sappiate anche voi gettare i mantelli del peccato e del compromesso mondano, per correre incontro a Colui che solo può dare senso pieno alla vita dell’uomo.»





