Nel Vangelo del giorno 26 ottobre 2026 (Lc 13,10-17), Gesù compie un segno di profonda liberazione guarendo di sabato una donna curvata da diciotto anni: "Donna, sei libera dalla tua infermità". La Parola di oggi ci invita a scoprire il vero senso del sabato e della legge divina, che non tesa a schiavizzare o imbrigliare l'uomo, ma a donargli dignità, vita e misericordia.
La liberazione dalla malattia, l’ipocrisia dei precetti rigidi e la dignità ritrovata: meditazione al Vangelo del giorno 26 ottobre 2026
Lunedì della XXX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- SS. Luciano e Marciano martiri a Nicomedia, in Turchia
- B. Bonaventura da Potenza sac. O.F.M. Conv. (1651-1711)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Ef 4,32–Ef 5,1-8
Fratelli, siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.
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Anche un piccolo contributo fa una grande differenza.
Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi – come deve essere tra santi – né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti. Piuttosto rendete grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – cioè nessun idolatra – ha in eredità il regno di Cristo e di Dio.
Nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l’ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 1
Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte. R.
È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene. R.
Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità. (Cf. Gv 17,17b.a)
Alleluia.
Vangelo di oggi 26 ottobre 2026
Questa figlia di Abramo non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,10-17
In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi?
E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.
Parola del Signore.
Meditazione e riflessione
In questo brano del Vangelo di Luca, Gesù sta insegnando in una sinagoga di sabato. Tra la folla vi è una donna posseduta da uno spirito che la tiene inferma da diciotto anni: è piegata in due e non riesce in alcun modo a stare diritta. La sua condizione fisica riflette una sofferenza interiore e spirituale profonda, l’impossibilità di guardare il cielo, schiacciata dal peso della malattia e del dolore.
Appena la vede, Gesù la chiama a sé senza che lei abbia chiesto nulla. Con un gesto di straordinaria tenerezza le impone le mani, ed essa immediatamente si raddrizza e glorifica Dio. La reazione del capo della sinagoga, tuttavia, è di sdegno: accecato da una rigida e formale interpretazione del precetto sabatico, rimprovera la folla dicendo che vi sono sei giorni per lavorare e venire a farsi guarire, ma non di sabato.
Gesù smaschera questa ipocrisia con parole ferme: se di sabato ciascuno scioglie il proprio bue o l’asino dalla mangiatoia per condurlo ad abbeverarsi, non doveva essere sciolta da questa catena una figlia di Abramo che Satana teneva legata da ben diciotto anni? Il miracolo di Gesù restituisce alla legge il suo volto autentico: la misericordia e il bene dell’uomo sono al di sopra di ogni formalismo esteriore. Di fronte alla sapienza e all’amore del Maestro, gli avversari rimangono confusi, mentre la folla si rallegra per tutte le meraviglie da Lui compiute.
Pensieri dei Papi
- San Zosimo:“La vera osservanza del comando divino non consiste nell’immobilità della lettera che uccide, ma nella carità che vivifica. Salvare un’anima e sollevare chi soffre è il culto più gradito a Dio, poiché la misericordia è il compimento perfetto di ogni legge.”(dalle Lettere Apostoliche)
- San Siricio: “Cristo è venuto a spezzare i gioghi della colpa e dell’oppressione per restituire all’uomo la dignità di figlio di Dio. Chi impedisce l’opera della grazia in nome di usanze umane dimentica che il fine di ogni precetto ecclesiastico è la salvezza e il bene spirituale dei fedeli.”(dai Decretali)



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