«Tutto è compiuto!»: l'atto supremo dell'amore che redime il mondo e squarcia il velo della morte nel Vangelo del giorno 25 maggio 2026.Ascolta “Vangelo del giorno 25 maggio 2026” su Spreaker.
«Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!»: la nascita della nuova umanità ai piedi della Croce e il mistero dell’acqua e del sangue nel Vangelo del giorno 25 maggio 2026.
Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, memoria
- S. Maria Maddalena de’ Pazzi carmelitana (1566-1607)
- SS. Cristóbal Magallanes e Agustin Caloca sac. e martiri
- Santo del giorno
Prima Lettura
Madre di tutti i viventi.
Dal libro della Gènesi
Gen 3,9-15.20
[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».
Risponde l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Risponde la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 86 (87)
R. Di te si dicono cose gloriose, città di Dio!
Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe. R.
Di te si dicono cose gloriose, città di Dio!
Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R.
Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vergine felice,
che hai generato il Signore;
beata Madre della Chiesa
che fai ardere in noi lo Spirito del tuo Figlio Gesù Cristo.
Alleluia.

Vangelo di oggi 25 maggio 2026
Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 19,25-34
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!».
E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!».
E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Il brano di Giovanni (19,25-34) ci colloca sul Calvario, nel momento culminante della Passione di Cristo. Ai piedi della croce si consuma un duplice mistero di generazione e di grazia. Gesù, vedendo la Madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, pronuncia parole che vanno ben oltre un semplice affidamento filiale: «Donna, ecco tuo figlio!» e poi «Ecco tua madre!». In quel momento supremo di dolore, Maria non viene lasciata sola, ma viene investita di una nuova, universale maternità spirituale: diventa la Madre della Chiesa e di tutti i credenti, rappresentati da Giovanni. Il discepolo l’accoglie tra i suoi beni più cari, inaugurando un legame indissolubile tra la comunità dei redenti e la Vergine.
Subito dopo, sapendo che ogni cosa era specchiata nelle Scritture, Gesù esclama: «Tutto è compiuto!». Non è il grido di un rassegnato che soccombe, ma il sigillo regale del Vincitore: l’opera della salvezza è giunta al suo perfetto compimento. Chinato il capo, consegna lo Spirito.
La morte di Cristo non è una fine, ma una sorgente. Lo dimostra il gesto brutale del soldato che, per verificare il decesso, gli colpisce il costato con una lancia: «E subito ne uscì sangue e acqua». Da quel cuore squarciato scaturiscono i sacramenti della Chiesa: l’acqua del Battesimo che rigenera e il sangue dell’Eucaristia che nutre. È il compimento dell’amore che si dona senza riserve, trasformando lo strumento di supplizio nella sorgente inesauribile della Vita eterna.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «Ai piedi della croce, Maria riceve una missione immensa: diventare la Madre di tutti noi. Nel momento del buio più fitto, quando tutto sembra perduto, Gesù ci fa il dono più bello, non lasciandoci orfani. Da quel costato trafitto dalla lancia sgorga la misericordia che guarisce le nostre piaghe. Guardiamo a quel cuore aperto per capire che l’amore di Dio non si ferma davanti al nostro peccato, ma si offre interamente per ridarci la dignità di figli.»
- Benedetto XVI: «L’evangelista Giovanni insiste sulla testimonianza del costato trafitto, perché lì risiede la chiave di volta della nostra fede. Dall’acqua e dal sangue scaturisce l’identità profonda della Chiesa, mistero di purificazione e di comunione. Consegnando Maria al discepolo amato, Cristo stabilisce che la fede non è mai un fatto isolato, ma si vive all’interno di una famiglia spirituale custodita dalla tenerezza materna della Vergine, dove la verità si fa carne nell’amore vicendevole.»
- San Giovanni Paolo II: «”Tutto è compiuto!”: in questo grido risuona l’amore che ha vinto il mondo. Il sacrificio del Calvario non è una sconfitta, ma il trionfo della vita. Dal cuore aperto del Redentore scorre il fiume della grazia che lava le colpe dell’umanità e spalanca le porte del Paradiso. Non abbiate paura di sostare sotto la croce con Maria! Lasciatevi bagnare da quell’acqua e da quel sangue, per trovare la forza di testimoniare che l’amore fedele è l’unica roccia salda su cui fondare la speranza eterna.»





