«Signore, dacci sempre questo pane»: la vera Manna che sazia per sempre nel Vangelo del giorno 21 aprile 2026.
Il Pane della Vita che scende dal Cielo nel Vangelo del giorno 21 aprile 2026.
Martedì della III settimana di Pasqua
- S. Anselmo d’Aosta vescovo e Dottore della Chiesa († 1109)
- S. Konrad von Parzham religioso O.F.M. (1818-1894)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Dagli Atti degli Apostoli
At 7,51-8,1a
In quei giorni, Stefano [diceva al popolo, agli anziani e agli scribi:] «Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata».
All’udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.
Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio».
Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo.
E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Sàulo.
E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.
Sàulo approvava la sua uccisione.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 30 (31)
R. Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.
Sii per me, Signore, una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi. R.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Io confido nel Signore.
Esulterò e gioirò per la tua grazia. R.
Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Benedetto il Signore,
che per me ha fatto meraviglie di grazia. R.
Vangelo di oggi 21 aprile 2026
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,30-35
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Meditazione e Riflessione
Il brano di Giovanni (6,30-35) continua il serrato dialogo tra Gesù e la folla a Cafàrnao, svoltosi subito dopo il miracolo dei pani. La gente, non soddisfatta della spiegazione precedente, chiede un “segno” ulteriore per credere in Lui, citando l’esempio dei padri che nel deserto mangiarono la manna, “pane dal cielo”. La loro visione è ancora legata al prodigio materiale, alla necessità immediata.
La meditazione di oggi si concentra sulla rettifica che Gesù apporta alla loro interpretazione della storia. Egli spiega che non fu Mosè a dare il pane dal cielo, ma il Padre Suo. E soprattutto, distingue tra la manna, che saziava temporaneamente ma portava comunque alla morte, e il “vero pane dal cielo” che il Padre dona ora.
Questo nuovo Pane “scende dal cielo e dà la vita al mondo”. Alla richiesta della folla di ricevere sempre questo pane, Gesù rivela se stesso: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete mai”. Gesù si pone non come un semplice dispensatore di cibo, ma come il Cibo stesso, l’Eucaristia, l’unico nutrimento capace di soddisfare la fame di senso, di amore e di eternità che ogni uomo porta nel cuore. Credere in Lui significa non restare più a mani vuote, ma accogliere la Fonte della Vita inesauribile.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: “Il Pane della Vita che è Gesù non è un cibo egoistico, ma un dono per il mondo. Credere in Lui non è una cosa astratta, ma è lasciare che la Sua Parola e la Sua presenza trasformino la nostra vita, saziando le nostre povertà interiori. Chiediamo: ‘Signore, dacci questo Pane’, per non avere mai più fame della Sua misericordia.”
- Benedetto XVI: “Nelle parole di Gesù c’è il culmine della Rivelazione. Egli non dà solo pane; Egli è il Pane. La Manna era un’ombra; Cristo è la Realtà. Credere è l’atto fondamentale: è mangiare questo Pane per entrare in comunione con Dio stesso, ricevendo una vita che vince la morte. Chi mangia di Lui, vive per sempre.”
- San Giovanni Paolo II: “Gesù si manifesta come l’unico Salvatore. La nostra fame di infinito trova risposta solo nel Pane che Egli offre, se stesso. Non stancatevi mai di cercarlo nell’Eucaristia; lì, Egli continua a scendere dal cielo per noi, donandoci la forza per camminare verso la Patria eterna. L’Eucaristia è il Pane che non perisce, il Pane dell’immortalità.”





