«Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò»: la potenza della preghiera e l'unità perfetta nel Vangelo del giorno 2 maggio 2026.
«Chi ha visto me, ha visto il Padre»: la via, la verità e la vita nel Vangelo del giorno 2 maggio 2026.
Sabato della IV settimana di Pasqua
- S. Atanasio di Alessandria vescovo e dottore della Chiesa
- S. Antonino Pierozzi arcivescovo O.P. di Firenze († 1459)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Noi ci rivolgiamo ai pagani.
Dagli Atti degli Apostoli
At 13,44-52
Il sabato seguente quasi tutta la città [di Antiòchia] si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo.
Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”».
Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.
La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio.
I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 97 (98)
R. Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Se rimanete nella mia parola,
siete davvero miei discepoli, dice il Signore,
e conoscerete la verità. (Gv 8,31b-32)
Alleluia.

Vangelo di oggi 2 maggio 2026
Chi ha visto me, ha visto il Padre.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14,7-14
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?
Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Il brano di Giovanni (14,7-14) ci riporta nel cuore dei discorsi d’addio. Gesù parla della sua identità profonda e del suo legame indissolubile con il Padre. “Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio”. Filippo, con una richiesta che esprime il desiderio più profondo di ogni cuore umano, esclama: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. La risposta di Gesù è una delle rivelazioni più sconvolgenti di tutto il Nuovo Testamento: la Sua stessa Persona è il volto visibile del Dio invisibile.
La meditazione di oggi si concentra sull’immanenza reciproca tra il Figlio e il Padre: “Io sono nel Padre e il Padre è in me”. Le parole che Gesù pronuncia e le opere che compie non sono sue, ma del Padre che dimora in Lui. Credere in Gesù significa riconoscere questa unità. Ma la rivelazione non si ferma qui; Gesù estende questa potenza ai suoi discepoli: “Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio; ne compirà di più grandi di queste”.
Questa promessa non si basa sulle capacità umane, ma sulla Sua andata al Padre e sull’efficacia della preghiera fatta nel Suo nome. Pregare nel nome di Gesù non è una formula magica, ma significa agire in totale conformità alla Sua volontà e al Suo amore. L’Eucaristia è il pascolo dove Egli continua a nutrirci di Se stesso, pegno della vita eterna. Chi si nutre di Cristo può avere la forza di testimoniare l’amore in un mondo affamato di speranza.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: “Il Buon Pastore ci rivela il volto della tenerezza di Dio. Chi guarda Gesù vede il Padre che è misericordia infinita. Pregare nel nome di Gesù significa entrare nel Suo cuore, desiderare ciò che Lui desidera. Le ‘opere più grandi’ che i discepoli compiono sono i gesti di carità e di perdono che portano il Regno di Dio nel mondo. Dar la vita significa non tenersi nulla per sé, ma fare della propria esistenza un dono.”
- Benedetto XVI: “In queste parole di Gesù risuona il mistero della salvezza. Egli è la porta aperta che ci introduce nel mistero dell’amore del Padre. Credere in Lui significa accogliere la sua volontà e la sua logica di dono totale. La fede non è un’idea, ma l’incontro con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte. Chi si affida a Lui non andrà mai perduto, perché è protetto da un amore che non conosce fine.”
- San Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura di ascoltare il Pastore che vi chiama! Egli conosce le vostre fatiche e i vostri dolori. Mostraci il Padre: questa è la preghiera di ogni giovane che cerca il senso della vita. Gesù risponde: ‘Io sono la via’. Seguirlo significa camminare verso la vera Patria. La missione è la misura della nostra fede. Chi mangia di questo Pane, vivrà in eterno.”





