«Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura»: Gesù ci svela il mistero del Regno e la pedagogia della speranza nel Vangelo del giorno 19 Luglio 2026.Ascolta “Vangelo del giorno 19 Luglio 2026” su Spreaker.
Le parabole del grano e della zizzania, del granello di senape e del lievito, e la pazienza misericordiosa di Dio nel Vangelo del giorno 19 Luglio 2026.
XVI Domenica del Tempo Ordinario
- S. Ambrogio Autperto monaco ed abate († 784)
- S. John Plessington sacerdote e martire (1637-1679)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Dopo i peccati, tu concedi il pentimento.
Dal libro della Sapienza
Sap 12,13.16-19
Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto.
La tua forza infatti è il principio della giustizia,
e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti.
Mostri la tua forza
quando non si crede nella pienezza del tuo potere,
e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono.
Padrone della forza, tu giudichi con mitezza
e ci governi con molta indulgenza,
perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
che il giusto deve amare gli uomini,
e hai dato ai tuoi figli la buona speranza
che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 85 (86)
R. Tu sei buono, Signore, e perdoni.
Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche. R.
Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio. R.
Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà. R.
Seconda Lettura
Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,26-27
Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)
Alleluia.
Vangelo di oggi 19 luglio 2026
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,24-43
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania.
Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, per- ché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo.
Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e di- venta un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli.
Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Il brano del Vangelo secondo Matteo di oggi (Mt 13,24-43) ci offre un grandioso affresco del Regno dei cieli attraverso tre celebri parabole: la zizzania, il granello di senape e il lievito. Al centro della narrazione spicca la parabola del buon grano e della zizzania, che affronta uno dei dilemmi più profondi dell’esperienza umana: la coesistenza del bene e del male nel mondo e nella Chiesa stessa. Un uomo ha seminato del buon seme nel suo campo, ma di notte il suo nemico viene e semina la zizzania in mezzo al grano.
La reazione dei servi è immediata ed esprime il nostro frequente impulso umano: «Vuoi che andiamo a raccoglierla?». C’è in noi la tentazione di fare pulizia subito, di separare i buoni dai cattivi con un giudizio tagliente e definitivo. Ma la risposta del padrone è un capolavoro di sapienza e di pazienza: «No, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura». Dio non ha fretta. La Sua non è debolezza o indifferenza verso il male, ma protezione amorosa verso il bene, perché sa che nel cuore umano c’è sempre spazio per il cambiamento: ciò che oggi sembra zizzania, domani, per grazia, può trasformarsi in buon grano.
Le successive parabole del granello di senape e del lievito rafforzano questa prospettiva di speranza. Il Regno dei cieli ha dinamiche che sfuggono alla logica dell’efficienza mondana: inizia come il più piccolo di tutti i semi, quasi invisibile, ma cresce fino a diventare un albero capace di offrire riparo; agisce come il lievito che una donna nasconde in tre misure di farina, finché tutta la pasta sia lievitata.
Nella spiegazione finale che Gesù offre ai discepoli nella casa, il quadro si fa solenne ed escatologico: alla fine dei tempi, alla mietitura, la giustizia trionferà e i giusti «risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro». Fino ad allora, siamo chiamati a vivere il tempo presente non con l’ansia del giudizio, ma con l’umile certezza che la forza del bene è destinata a vincere.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «Questa parabola del grano e della zizzania ci insegna a guardare la storia con gli occhi di Dio, che sa attendere. Il campo è il mondo, e in ognuno di noi c’è del buon seme e della zizzania. Chi di noi può dire di essere puro grano? Nessuno. La fretta di recidere ed eliminare subito il male risponde a logiche umane, ma non a quella divina. Dio è un Padre misericordioso che spera sempre nella conversione dei Suoi figli. Impariamo a non giudicare e a custodire il bene con pazienza, lasciando l’ora del giudizio a Colui che vede l’intimo dei cuori.»
- Papa Benedetto XVI: «Nelle parabole del granello di senape e del lievito, il Signore ci esorta alla fiducia spirituale. Spesso la presenza del Regno di Dio nel mondo sembra minima e ininfluente di fronte al clamore del male e delle potenze terrene. Eppure, la forza divina agisce nel silenzio e nell’umiltà, trasformando la realtà dall’interno. La pazienza del padrone verso la zizzania non è tolleranza del peccato, ma rispetto per la libertà dell’uomo e per i tempi della grazia, ricordandoci che la Chiesa è formata da santi e peccatori, uniti nel cammino della conversione.»
- Papa Giovanni Paolo II: «”Lasciate che crescano insieme fino alla mietitura”. Questo comando del Salvatore risuona come un pressante invito alla vigilanza interiore e alla tolleranza evangelica. La tentazione del purismo dottrinale o morale immediato può tradursi in violenza e ingiustizia. Il giudizio definitivo appartiene esclusivamente al Figlio dell’uomo alla fine dei tempi. Il tempo della Chiesa è il tempo della pazienza operosa, in cui siamo chiamati a far crescere il buon seme della Parola attraverso la testimonianza della carità, affinché l’umanità intera possa essere fermentata dal lievito del Vangelo.»





