«Vendi quello che possiedi... e vieni! Seguimi!»: il Vangelo del giorno 17 Agosto 2026 ci pone di fronte alla scelta radicale tra i beni della terra e il tesoro del Cielo.
Il giovane ricco, la chiamata alla perfezione e l’ostacolo delle ricchezze nel Vangelo del giorno 17 Agosto 2026.
Lunedì della XX settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Chiara della Croce da Montefalco badessa (1268-1308)
- S. Beatriz (Beatrice) da Silva monaca e fondatrice († 1492)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Ezechièle sarà per voi un segno: voi farete proprio come ha fatto lui.
Dal libro del profeta Ezechiele
Ez 24,15-24
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, ecco, io ti tolgo all’improvviso colei che è la delizia dei tuoi occhi: ma tu non fare il lamento, non piangere, non versare una lacrima. Sospira in silenzio e non fare il lutto dei morti: avvolgiti il capo con il turbante, mettiti i sandali ai piedi, non ti velare fino alla bocca, non mangiare il pane del lutto».
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La mattina avevo parlato al popolo e la sera mia moglie morì. La mattina dopo feci come mi era stato comandato e la gente mi domandava: «Non vuoi spiegarci che cosa significa quello che tu fai?».
Io risposi: «La parola del Signore mi è stata rivolta in questi termini: Annuncia agli Israeliti: Così dice il Signore Dio: Ecco, io faccio profanare il mio santuario, orgoglio della vostra forza, delizia dei vostri occhi e anelito delle vostre anime. I figli e le figlie che avete lasciato cadranno di spada.
Voi farete come ho fatto io: non vi velerete fino alla bocca, non mangerete il pane del lutto. Avrete i vostri turbanti in capo e i sandali ai piedi: non farete il lamento e non piangerete, ma vi consumerete per le vostre iniquità e gemerete l’uno con l’altro. Ezechièle sarà per voi un segno: quando ciò avverrà, voi farete proprio come ha fatto lui e saprete che io sono il Signore».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dt 32,18-21
R. Hai dimenticato Dio che ti ha generato.
La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato;
hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!
Ma il Signore ha visto e ha disdegnato
con ira i suoi figli e le sue figlie. R.
Ha detto: «Io nasconderò loro il mio volto;
vedrò quale sarà la loro fine.
Sono una generazione perfida,
sono figli infedeli. R.
Mi resero geloso con ciò che non è Dio,
mi irritarono con i loro idoli vani;
io li renderò gelosi con uno che non è popolo,
li irriterò con una nazione stolta». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,3)
Alleluia.
Vangelo di oggi 17 agosto 2026
Se vuoi essere perfetto, vendi quello che possiedi e avrai un tesoro nel cielo.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,16-22
In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Nel brano del Vangelo secondo Matteo di oggi (Mt 19,16-22), un giovane si avvicina a Gesù con una domanda fondamentale: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». È una domanda che nasce da un desiderio sincero di pienezza, da un’inquietudine del cuore che non si accontenta dell’esistenza terrena. Gesù, dapprima, lo orienta verso la sorgente della bontà: «Buono è uno solo», Dio stesso, e poi gli indica la strada della vita: «Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti».
Il giovane incalza: «Quali?». E Gesù cita i comandamenti della seconda tavola, quelli che regolano i rapporti con il prossimo. La risposta del giovane è sorprendente: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». C’è una tensione in lui: ha fatto tutto il “dovuto”, ma sente che c’è un passo ulteriore da compiere. Gesù, allora, fissa lo sguardo su di lui con amore e gli fa una proposta di perfezione: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Non è un nuovo precetto, ma una chiamata radicale alla libertà del cuore, al dono totale di sé per amore.
La reazione del giovane è tragica: «Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze».La tristezza è il segno del cuore diviso. Egli desiderava la vita eterna, ma non era disposto a rinunciare alla sicurezza che gli davano i suoi beni. Le molte ricchezze, che avrebbero potuto essere uno strumento di bene se condivise, sono diventate una catena che gli ha impedito di seguire Cristo. Questo brano ci interroga sulle nostre priorità e ci ricorda che la vera felicità non risiede nel possesso, ma nella libertà di amare e di servire, nel “tesoro nel cielo” che si costruisce condividendo ciò che siamo e abbiamo.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «Il giovane ricco se ne va triste perché non ha avuto il coraggio di vendere i suoi beni per seguire Gesù. Il suo cuore era attaccato alle ricchezze, che alla fine gli hanno rubato la gioia della chiamata. Questo Vangelo ci ricorda che le ricchezze, se non condivise, diventano un idolo che ci chiude in noi stessi e ci impedisce di amare. Chiediamo la grazia di avere un cuore libero e generoso, capace di rischiare tutto per il tesoro del Regno.»
- Papa Benedetto XVI: «Nel Vangelo di oggi Cristo ci rivela che la via della perfezione non è un perfezionismo normativo, ma una via d’amore sacrificale. Il giovane ha osservato i comandamenti, ma gli manca la “carità” di donare tutto ai poveri. Le ricchezze sono un ostacolo perché creano una falsa sicurezza e un attaccamento alla terra che distoglie dal Cielo. Seguire Gesù significa avere il coraggio di “spogliarsi” per essere riempiti dal Suo amore.»
- Papa Giovanni Paolo II: «”Che altro mi manca?”. La domanda del giovane esprime l’inquietudine profonda del cuore umano che non trova pace finché non riposa in Dio. Gesù gli propone un passo ulteriore, una risposta di amore totale. La tristezza finale del giovane è l’amara conclusione di chi non sa dire “sì” alla chiamata radicale del Vangelo. Preghiamo per i giovani, perché abbiano la forza di non farsi ingannare dai falsi idoli e di rispondere con gioia all’Amore che chiama.»






