Leggi e ascolta il Vangelo del giorno 13 febbraio 2026
Venerdì della V settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- B. Eustochio (Lucrezia) Bellini vergine O.S.B. (1444-1469)
- B. Angelo Tancredi da Rieti discepolo di S. Francesco
- Santo del giorno
Prima Lettura
Israele si ribellò alla casa di Davide.
Dal primo libro dei Re
1Re 11,29-32;12,19
In quel tempo Geroboàmo, uscito da Gerusalemme, incontrò per strada il profeta Achìa di Silo, che era coperto con un mantello nuovo; erano loro due soli, in campagna. Achìa afferrò il mantello nuovo che indossava e lo lacerò in dodici pezzi.
Quindi disse a Geroboàmo: «Prenditi dieci pezzi, poiché dice il Signore, Dio d’Israele: “Ecco, strapperò il regno dalla mano di Salomone e ne darò a te dieci tribù. A lui rimarrà una tribù a causa di Davide, mio servo, e a causa di Gerusalemme, la città che ho scelto fra tutte le tribù d’Israele”».
Israele si ribellò alla casa di Davide fino ad oggi.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 80 (81)
R. Sono io il Signore, tuo Dio: ascolta, popolo mio.
Ascolta, popolo mio, non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore, tuo Dio,
che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto. R.
Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce,
Israele non mi ha obbedito:
l’ho abbandonato alla durezza del suo cuore.
Seguano pure i loro progetti! R.
Se il mio popolo mi ascoltasse!
Se Israele camminasse per le mie vie!
Subito piegherei i suoi nemici
e contro i suoi avversari volgerei la mia mano. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo. (Cf. At 16,14b)
Alleluia.

Vangelo di oggi 13 febbraio 2026
Fa udire i sordi e fa parlare i muti.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 7,31-37
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!».
E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Parola del Signore.
Effatà, apriti: In cammino con Eugenio
Il Vangelo di oggi ci porta sulle rive del mare di Galilea, dove Gesù compie un miracolo fatto di gesti molto umani: tocca le orecchie e la lingua di un uomo che non può comunicare. Ma il momento più alto è quel sospiro rivolto al cielo e quella parola: «Effatà!». Gesù non guarisce solo un corpo, ma apre una vita alla comunicazione con Dio e con gli altri.
Quante volte nella vita ci sentiamo “sordi” al bene o “muti” davanti al dolore? Quando la malattia ha colpito mio figlio Eugenio, il rischio di chiudersi nel proprio silenzio, nel proprio isolamento, era altissimo. Ma il Signore ha operato il suo “Effatà” nei nostri cuori. Ha aperto le nostre orecchie per ascoltare la Sua voce anche nel pianto, e ha sciolto la nostra lingua per lodarLo nonostante la prova. Eugenio stesso è stato uno strumento di questo miracolo: con il suo esempio, ha aperto il cuore di migliaia di persone alla speranza.
Oggi, nelle mie preghiere, chiedo ancora al Signore di ripetere quel comando: “Apriti!”. Chiedo che il mio cuore rimanga sempre aperto alla Sua volontà e che la mia voce non si stanchi mai di raccontare la bellezza della luce in cui ora vive Eugenio. Essere guariti significa poter finalmente dire “grazie” per ogni istante di amore ricevuto.
LE PAROLE DEL PAPA
«Quel grido di Gesù, “Effatà”, riassume tutta la sua missione. Egli è venuto a guarire l’uomo dalla chiusura interiore del peccato e della sofferenza, che ci rende sordi alla voce di Dio e muti verso i fratelli. Il miracolo della guarigione del sordomuto ci ricorda che la vera salute è la capacità di ascoltare e di parlare con il cuore. Spesso siamo moderni “sordomuti”, pieni di parole ma vuoti di ascolto. Chiediamo a Gesù di toccare i nostri sensi e di aprirci alla bellezza della Sua Parola.» (Papa Francesco – Angelus, 9 settembre 2018)






