Tempo di lettura: 3 minuti

commento di Gv 12,24-26, a cura di Rete Loyola (Bologna)

Allenaci, Signore, a lanciarci nell’impossibile,
perché dentro l’impossibile ci sono la tua grazia e la tua presenza: non possiamo cadere nel vuoto.

Luis Espinal, gesuita missionario e martire in Bolivia

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore

Entro nel testo (Gv 12,24-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Mi lascio ispirare

Quella del seme è una metafora, densa, ricca che ci ricorda che finché non accettiamo di imparare a “morire”, allora non portiamo nemmeno frutto. E imparare a morire significa che non possiamo passare la vita solo a “difenderci” dalla vita: è importante permettere alla vita di aiutarci a morire a noi stessi, a metterci in crisi, in discussione. come dall’ostrica viene fuori una meravigliosa perla, dobbiamo lasciare che la vita ci tocchi, ci “ferisca” fino a tirare fuori il capolavoro che è nascosto dentro ognuno di noi: non si tratta di un invito al masochismo ma un invito ad accogliere la logica del seme, che è la logica della Vita in cui c’è Dio.

Si tratta di cogliere la logica dell’amore dentro la logica del morire e del dare vita; chi vive un rapporto possessivo con la propria vita non riesce a goderne, ma chi la rischia per un motivo valido allora ne sente tutta l’ampiezza. Gesù ci ricorda che la massima ampiezza nel seguire lui e servire come Lui è la vita eterna, una vita che non finisce.

Suore Ausiliatrici

Rete Loyola (Bologna)

Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.

Rifletto sulle domande

In quali momenti mi è più faticoso lasciarmi coinvolgere, toccare da ciò che accade?

Perché ci sia la gioia nel campo di frumento è necessario il momento della semina… ricordo cosa queste persone hanno seminato e i loro frutti.

E io cosa posso seminare?

Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.


Aiutaci ad aiutare!

Un cammino a perdere 1
Con una tua piccola donazione portiamo un sorriso a piccoli malati oncologici

PrecedenteProssimo post

Ultimi articoli

Gesù e discepoli
14 Aprile 2024
La Parola del 14 aprile 2024
Eugenio e Francesca con la bicicletta nel 2015
13 Aprile 2024
Preghierina del 13 aprile 2024
Eugenio e Remigio mano nella mano, salita al Gianicolo
13 Aprile 2024
Dammi la mano ragazzo mio
mani sul cuore
13 Aprile 2024
Messo da parte per la sua gloria
Gesù cammina sulle acque
13 Aprile 2024
La Parola del 13 aprile 2024

Eventi in programma

×