Go ahead: terzo giorno del terzo ciclo

Terzo giorno del terzo ciclo
Papa Francesco a Santa Marta

Dopo una notte praticamente insonne, a causa della mia allergia al polline, che in questo periodo è l’unico a viaggiare libero nell’aria, alle 7 ho assistito alla S. Messa del Papa da Santa Marta.

Nella sua omelia, riferendosi al Vangelo odierno (Mt 11,25-30), Gesù rende lode al Padre perché ha nascosto il Vangelo ai sapienti e ai dotti e lo ha rivelato ai piccoli.

Prende ad esempio i più piccoli, i fanciulli, e la loro semplicità, la loro purezza delle espressioni, del linguaggio, puro e semplice. E cita una confessione a lui fatta da un ragazzino, che con purezza gli ha confessato di “aver mandato a quel paese” una sua parente per non aver soddisfatto un suo desidero (“e conosceva anche bene la geografia, perchè mi ha detto anche in quale paese l’ha mandata”)

E si riferisce anche ad una lettera scritta da un fanciullo, Andrea, che con parola facile e scritto fluente gli addita un suo errore: quello di ripetere sempre “scambiatevi un segno di pace”. Papa Francesco dice: “va bene così, la sua sincerità, la sua purezza, per avermi sottolineato un mio errore (non sapendo però che i partecipanti alla Messa si scambiano solo un inchino come segno di pace”.

Ma alla fine quello che serve è coerenza, semplicità, sincerità: e non come purtroppo impariamo noi da grandi ad “incartare” i discorsi per renderli meno fruibili, meno chiari, meno comprensibili.

Il Papa ha terminato la celebrazione con l’adorazione e la benedizione eucaristica, invitando a fare la Comunione spiritualeDi seguito la preghiera recitata dal Papa:

Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a Te.
Non permettere che mi abbia mai a separare da Te.

Eugenio dorme ancora. Oggi siamo al terzo giorno del terzo ciclo del Temodal.

Alle 7.45 crollo dal sonno. Io ed Eugenio poi ci risvegliamo alle 10.

Io mi metto subito al lavoro, tanto la mia colazione è avvenuta alle 4; Eugenio prende prima ondansetrone, e dopo circa 20 minuti ha preso anche il Temodal.

Oggi gli orari un po’ sfalsati ci permettono di pranzare tutti insieme, facendo una specie di brunch, direttamente alle 12.30

Eugenio e Francesca
Eugenio e Francesca
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Ciao, sono Remigio Ruberto, papà di Eugenio. L'amore che mi lega a Eugenio è senza tempo e senza spazio.

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