Eugenio e Remigio abbracciati

Sei anni

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Eccoti, sei qui da sei anni, e ti sento sotto la mia pelle.

Perché? Non mi hai mai chiesto il perché. Anche quando ti sei ammalato, non mi hai mai chiesto: “perché mi sono ammalato, perché proprio a me?“

Io non avevo le risposte, ma sicuramente ci saremmo chiesti entrambi: “perché?“

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Quando? Come? … non capisco: sei anni? Ma dai, non è vero, non ci credo. Ma se sei ancora qui come fanno a dire queste cose?

Che bello: hai vent’anni, ma ne dimostri solo 14. Sei rimasto bello e pimpante nella tua adolescenza, e così rimarrai in eterno. Il mio eterno giovanotto!

Per me non sei mai andato via, sei nella stanza affianco, ti chiamo e tu mi rispondi, come sempre.

E continuiamo a ridere a crepapelle insieme, come sempre, come abbiamo fatto sempre, complicità maschile, ci intendiamo solo con uno sguardo, stesse passioni, stessi interessi, stesso pensiero.

Il dna non mente: siete figli della stessa madre e dello stesso padre, anche se a differenziarvi sono solo quelle due X

Vedo ogni giorno in tutte le espressioni di tua sorella Francesca, che sono sue, ma che sono anche le tue, in forza proprio di quel DNA che vi unisce e che vi unirà per sempre, ovunque e dovunque voi siate!

E tu ci sei sempre per lei, per Francesca, per mamma e per me: è questo che ci fa stare bene, sapere che stai bene e sapere che sei libero, come hai chiaramente scritto in bagno: “freeman”!

Hai sempre voluto essere un uomo libero, come un uccellino, ecco che ti libri nell’aria

Ora sei libero, libero da tutti i pregiudizi, libero da tutte le incomprensioni facili e gratuite, libero da ogni sguardo indiscreto e giudicante: tutti atteggiamenti propri di questo tempo in cui, come dice Padre Paolo Benanti, abbiamo tanto paura dell’intelligenza artificiale (le novità spaventano sempre) e non ci preoccupiamo della stupidità umana (che è vecchia quanto l’umanità stessa)!

Ora le tue labbra sfiorano l’infinito amore di Dio, mentre le mie spesso sfiorano l’aria sperando di incontrare le tue, per un ultimo e primo bacio eterno.

Ti bacio amore mio, ti bacerò per sempre, ogni volta che sento il battito del mio cuore lo associo al tuo, sempre pulsante nelle tue opere della nostra associazione, che a piccoli passi cerca di solcare la terra arida dell’indifferenza e della superficialità, nella speranza di fare germogliare l’amore per la terra madre che ci ospita e per tutte le sorelle e fratelli che ci sono e ti sono sempre vicini.

Non ci lasciare mai, non ci abbandonare a questi vortici vuoti di una luce fioca di smartphone, non permettere che silenzi e vuoti facciano da compagnia ai nostri amati anziani, facci evitare le strade tumultuose del rancore e della prepotenza, lasciando spazio al perdono e al servizio.

Ti amo, figlio mio, come amo tuo sorella, figli del mio stesso amore.

Ciao Eugenio, ci vediamo presto. Eccomi sono ancora qui: eccoti, sei sempre qui!

sei anni - Eugenio e Remigio in bagno, il 16 novembre 2019
Eugenio e Remigio, il 16 novembre 2019

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