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Leggi e ascolta la nostra Preghierina del 17 aprile 2023

Vento

Come un alito di vento sei volato via.

L’ho avvertito, l’ho assaggiato sulla mia pelle.

Gli ultimi attimi della tua breve ma intensa vita l’hai trascorso a respirare l’aria, tutta l’aria che i tuoi polmoni giovani e vividi ma pieni di materia cancerosa potevano assorbire.

Ogni 17 di ogni mese è così. Ti guardo. Ti penso. Ci parliamo. Piango. Di gioia, di dolore, di amore.

Il pianto è l’unione di gioia, dolore, amore.

Nel mio silenzio adoro sentire quel vento sulla mia pelle, ancora una volta, e ancora.

E il Vangelo che leggo tutte le mattine mi è amico. Solo nelle sue parole trovo verità, trovo giustizia, trovo equità, trovo amore, amore vero, tanto amore. Quello di cui ho bisogno, quello che mi hai lasciato, in grembo.

Il dolore scava solchi che arrivano fino all’amore.

Ecco dove siamo: all’arrivo, all’amore, io e te.

Se hai sogni di vera gloria, non della gloria del mondo che viene e va, ma della gloria di Dio, questa è la strada: le opere di #misericordia danno gloria a Dio più di ogni altra cosa.

Papa Francesco via Twitter
Preghierina del 17 aprile 2023
Preghierina del 17 aprile 2023 25

Vento di vita, vento di libertà

commento di Gv 3,1-8, a cura di Andrea Piccolo SJ

La nascita non è mai sicura come la morte.
E questa la ragione per cui nascere non basta.
È per rinascere che siamo nati.

Pablo Neruda

Entro nel testo (Gv 3,1-8)

Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: “Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui”.

Gli rispose Gesù: “In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”. Gli disse Nicodèmo: “Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”.

Rispose Gesù: “In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto.

Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito”.

Mi lascio ispirare

La nascita dalla carne non ci ha visti attivi e protagonisti: siamo venuti al mondo per volere dei nostri genitori, nessuno ci ha chiesto di dire la nostra, nessuno ci ha chiesto il nostro parere. È anche per questo che il nostro essere al mondo contiene sempre un elemento di drammaticità e uno spazio di oscurità, di irriducibile passività da parte nostra.

Gesù propone a Nicodemo un’altra nascita, quella dall’acqua e dallo Spirito: questa seconda nascita prevede, invece, la libertà e la responsabilità della risposta fatta in prima persona. Nascere dallo Spirito significa nascere come persona umana non solo biologicamente intesa, significa nascere alla fede e al rapporto libero e fecondo con il Creatore, significa essere più uomo, più donna.

Ecco che, allora, la nascita dallo Spirito ha la facoltà di riconciliarci potentemente con la nostra nascita dalla carne: ci dà la facoltà di rivivere la nostra nascita drammatica e di risignificarla, dandole un significato nuovo e ulteriore.

La nascita dallo Spirito infonde un tipo di libertà che vive il limite e la fragilità di ogni realtà umana – che sono costitutivi del nostro essere creature – come ostacoli e fatiche che stimolano a partire, a uscire da sé stessi e a donarsi: altro nome dello Spirito è Amore!

Chi risponde “sì” al nascere dallo Spirito riceve in dono un grande desiderio di libertà, una intensa forza per viverla e la semplicità necessaria per realizzarla affidandosi alle mani del Signore.

Andrea Piccolo SJ

fonte © GET UP AND WALK

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