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Leggi e ascolta la preghierina del 1 gennaio 2024

E chi lo capisce, questo?

commento al Vangelo di oggi di Lc 2,16-21

Il mondo non morirà mai d’inedia per mancanza di meraviglie, ma solo per mancanza di meraviglia.

G. K. Chesterton

Entro nel testo (Lc 2,16-21)

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.

E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori.

Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Mi lascio ispirare

Gesù, ma chi te l’ha fatto fare? Tu sedevi alla destra del Padre e ti sei ridotto a dormire in una mangiatoia…

Rifiutato dagli albergatori, ti riscaldi con la paglia degli animali!
Io non ti capisco del tutto, avresti potuto essere Re per davvero, vivere in una corte con tutti gli onori del caso, e invece ti accontenti di una famiglia tanto umile.
Per non parlare della gente che ti accompagna: pastori, giusto per cominciare, e poi pescatori, esattori delle tasse, sicari, prostitute… ma come scegli?

Sai che, come ogni religione, anche l’ebraismo può essere male interpretato e convertirsi in qualcosa che non fa crescere; conosci Dio meglio di chiunque altro, eppure accetti le regole del gioco e compi tutti i passi della Legge ebraica, che spesso tenterai di purificare.

Donami di conoscerti e amarti di più, perché tutto questo mi sembra ancora un paradosso!

Federico Parise SJ

Rifletto sulle domande

Cosa ti fa innamorare ogni giorno di questo Dio bambino?

Che cosa ti colpisce di più di queste contraddizioni?

Quale dono che ti sembra più urgente custodire e far maturare?

fonte © GET UP AND WALK


Cari amici, vi riporto il testo dell’Angelus di oggi, che Papa Francesco ha recitato per tutti i fedeli dalla finestra del Palazzo Apostolico in San Pietro. E’ una riflessione accurata sul silenzio di Maria.

“Cari fratelli e sorelle, buon anno!

In questo giorno, nel quale celebriamo Maria Santissima Madre di Dio, poniamo sotto il suo sguardo premuroso il nuovo tempo che ci è donato. Che lei ci custodisca in quest’anno.

Oggi il Vangelo ci svela che la grandezza di Maria non consiste nel compiere qualche azione straordinaria; piuttosto, mentre i pastori, ricevuto l’annuncio dagli angeli, si affrettano verso Betlemme (cfr Lc 2,15-16), lei rimane in silenzio.

È un bel tratto il silenzio della Madre.

Non si tratta di una semplice assenza di parole, ma di un silenzio colmo di stupore e di adorazione per le meraviglie che Dio sta operando.

«Maria – annota San Luca – […] custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (2,19).

In tal modo ella fa spazio in sé a Colui che è nato; nel silenzio e nell’adorazione, mette Gesù al centro e lo testimonia come Salvatore.

Maria, la Madre del silenzio; Maria, la Madre dell’adorazione.

Così è Madre non solo perché ha portato Gesù in grembo e lo ha partorito, ma perché lo mette in luce, senza occuparne il posto.

Starà in silenzio anche sotto la croce, nell’ora più buia, e continuerà a fare spazio a Lui e a generarlo per noi. Un religioso e poeta del Novecento ha scritto: «Vergine, cattedrale del Silenzio / […] tu porti la nostra carne in paradiso / e Dio nella carne». 

Cattedrale del silenzio: è una bella immagine.

Col suo silenzio e la sua umiltà, Maria è la prima “cattedrale” di Dio, il luogo in cui Lui e l’uomo possono incontrarsi.

Ma anche le nostre mamme, con la loro cura nascosta, con la loro premura, sono spesso magnifiche cattedrali del silenzio.

Ci mettono al mondo e poi continuano a seguirci, tante volte inosservate, perché noi possiamo crescere. Ricordiamoci questo: l’amore non soffoca mai, l’amore fa spazio all’altro. L’amore ci fa crescere.

Fratelli e sorelle, all’inizio del nuovo anno guardiamo a Maria e, con il cuore grato, pensiamo e guardiamo anche alle madri, per imparare quell’amore che si coltiva soprattutto nel silenzio, che sa fare spazio all’altro, rispettando la sua dignità, lasciando la libertà di esprimersi, rigettando ogni forma di possesso, sopraffazione e violenza.

C’è tanto bisogno di questo oggi, tanto! Tanto bisogno di silenzio per ascoltarsi.

Come ricorda il Messaggio per l’odierna Giornata Mondiale della Pace: «La libertà e la convivenza pacifica sono minacciate quando gli esseri umani cedono alla tentazione dell’egoismo, dell’interesse personale, della brama di profitto e della sete di potere».

L’amore, invece, è fatto di rispetto, è fatto di gentilezza: in questo modo abbatte le barriere e aiuta a vivere relazioni fraterne, a edificare società più giuste, più umane, più pacifiche.

Preghiamo oggi la Santa Madre di Dio e Madre nostra, perché nel nuovo anno possiamo crescere in questo amore mite, silenzioso e discreto che genera vita, e aprire nel mondo sentieri di pace e di riconciliazione.”

A voi tutti amici cari, gli auguri per un anno sereno, ricco di salute e amore.

Francesca, Eugenio, Giuseppina e Remigio

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