Preghiera della sera 5 Marzo 2026
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Un milione di casi in più entro il 2050. I dati sul tumore al seno ci dicono che il futuro ha bisogno di noi, ora. Non possiamo essere come il ricco epulone che ignora il grido di Lazzaro. La ricerca medica è il ponte che dobbiamo costruire insieme per abbattere l'abisso della malattia. Ecco la nostra riflessione di stasera, tra cronaca, giustizia e speranza

Oltre il Divario: Tra il Ricco Epulone e le Sfide del Nostro Tempo. Preghiera della sera 5 marzo 2026

Stasera il mio sguardo si posa su tre finestre aperte sul mondo, tre realtà che sembrano distanti ma che, se guardate con gli occhi del cuore, parlano tutte della stessa urgenza: la cura dell’altro e il superamento dei divari che ci separano.

Il Deserto dell’Indifferenza: Il Vangelo di Luca 16,19-31

Il Vangelo di oggi, tratto da Luca 16,19-31, ci mette davanti a una parabola che non fa sconti. Da una parte il ricco epulone, vestito di porpora e bisso, che banchetta ogni giorno; dall’altra Lazzaro, coperto di piaghe, che vorrebbe solo le briciole della tavola. Il vero peccato del ricco non è la sua ricchezza, ma il fatto di non aver mai “visto” Lazzaro. Lazzaro era alla sua porta, ma per il ricco era invisibile. Era parte del paesaggio, un’ombra che non meritava un briciolo di attenzione.

Questo divario, questo “grande abisso” di cui parla il Vangelo dopo la morte, è lo stesso che purtroppo riscontriamo nelle cronache di oggi.

La Sfida della Salute: Il Tumore al Seno e il Futuro

Leggo con preoccupazione i dati riportati dal Il Sole 24 Ore: entro il 2050 i casi di tumore al seno nel mondo aumenteranno di oltre un milione, con un incremento del 44% dei decessi (Fonte: Il Sole 24 Ore). Questi numeri non sono solo statistiche; sono volti di donne, di madri, di sorelle. Come Associazione dedicata a Eugenio, sappiamo bene cosa significhi combattere contro un male che sembra invincibile. I fattori di rischio indicati – dallo stile di vita all’ambiente – ci richiamano a una responsabilità collettiva.

Se il ricco epulone ignorava Lazzaro, noi non possiamo ignorare l’avanzata di queste malattie. La ricerca scientifica è il nostro “ponte” su quell’abisso. Collaborare per sostenere la prevenzione e la cura significa dire a ogni donna: “Io ti vedo, tu non sei invisibile nel tuo dolore”. È un impegno che portiamo avanti nel nome di Eugenio, perché nessun bambino debba piangere una madre e nessuna madre debba piangere un figlio per mancanza di ricerca o di accesso alle cure.

Giustizia e Dignità: La Parità di Genere in Europa

Il divario si manifesta anche nelle strutture della nostra società. Euronews ci riporta che, nonostante i miglioramenti nella parità di genere nell’UE, il divario pensionistico persiste ancora in modo marcato (Fonte: Euronews). Anche questa è una forma di “porta chiusa”. Una società che non riconosce lo stesso valore e la stessa dignità economica a chi ha lavorato e contribuito al bene comune, sta creando dei piccoli “Lazzaro” moderni.

La parità non è un vezzo ideologico, ma un atto di giustizia cristiana. Significa riconoscere che siamo tutti seduti alla stessa tavola della vita, con gli stessi diritti e doveri. Il benessere psicologico di cui parlavamo ieri passa anche attraverso la sicurezza sociale e la giustizia economica.

Alle Radici della Fede: Giovanni Battista e Gesù

Per capire come colmare questi abissi, è interessante guardare alle nostre radici spirituali. Un articolo di National Geographic riflette sulla figura di Giovanni il Battista, definendolo per certi versi più “influente” di Gesù nel contesto storico del suo tempo (Fonte: National Geographic). Giovanni era colui che gridava nel deserto, colui che preparava la via, colui che chiedeva conversione.

Ma Gesù è andato oltre. Gesù non ha solo gridato, si è seduto a tavola con i peccatori, ha toccato le piaghe di Lazzaro, ha abbattuto ogni muro. Giovanni indicava la porta; Gesù l’ha aperta. Come cristiani e come membri dell’Associazione Eugenio Ruberto ODV, siamo chiamati a seguire le orme di Cristo: non basta denunciare l’ingiustizia, bisogna farsi prossimi.

Conclusione: La Lezione di Eugenio

Il mio Eugenio non ha mai creato abissi. Nonostante la sua condizione di “Lazzaro” ferito dalla malattia, lui era un “epulone” d’amore. Invitava tutti al suo banchetto di sorrisi. Non guardava se fossi medico, infermiere o amico: per lui eri una persona da amare.

Stasera, la parabola del ricco e di Lazzaro ci chiede: “Chi c’è alla tua porta?”. Forse c’è una causa da sostenere, forse c’è una ricerca medica che ha bisogno del nostro aiuto per abbattere quel milione di casi futuri, forse c’è un collega che vive un’ingiustizia. Non aspettiamo che sia troppo tardi, non aspettiamo che l’abisso diventi invalicabile.

Apriamo quella porta. Facciamolo ora, finché abbiamo il soffio della vita. Facciamolo attraverso la solidarietà, attraverso il sostegno alla nostra Associazione, attraverso la preghiera. Ogni gesto di carità è un ponte che gettiamo sull’abisso, una briciola che diventa pane di vita per chi ha fame di speranza.


Preghiera della sera 5 Marzo 2026

Signore Gesù, la luce di questo giorno si affievolisce e io mi presento a Te con il cuore aperto. La parabola di Lazzaro e del ricco stasera risuona come un monito potente nelle mie orecchie: aiutami, Signore, a non essere cieco.

Ti prego per tutte le donne che oggi lottano contro il tumore al seno e per quelle che riceveranno questa diagnosi in futuro. Signore, illumina i ricercatori affinché le statistiche di morte vengano ribaltate dalla vita. Fa’ che la nostra Associazione possa essere uno strumento concreto per sostenere la scienza e dare conforto alle famiglie colpite. Non permettere che il divario tra chi può curarsi e chi no diventi un abisso incolmabile.

Ti prego per la nostra Europa e per il mondo intero: fa’ che la giustizia e la parità non siano solo parole scritte sui trattati, ma realtà vissuta nelle buste paga, nelle pensioni, nel rispetto quotidiano. Insegnaci a dare a ciascuno il suo, riconoscendo in ogni uomo e in ogni donna la Tua immagine riflessa.

Signore, grazie per la testimonianza di Giovanni il Battista, che ci invita alla conversione, ma soprattutto grazie per Te, che Ti sei fatto povero per arricchirci. Insegnami a scendere dal mio piedistallo, a vedere chi giace alla mia porta, a dividere il mio pane e la mia gioia con chi ha solo piaghe e solitudine.

Eugenio, angelo mio, tu che ora siedi al banchetto eterno del Padre accanto a Lazzaro, guarda a noi. Tu che non hai mai ignorato nessuno, donami un cuore grande come il tuo. Aiutami a far crescere l’Associazione con umiltà, affinché possiamo essere “ponte” per tanti bambini e tante famiglie. Veglia su di noi in questa notte e donaci sogni di pace.

Sotto la Tua protezione, Signore, mettiamo il nostro riposo. Fa’ che domani ci svegliamo pronti ad aprire le porte del nostro cuore a chiunque busserà.

Amen.

Preghiera della sera 5 marzo 2026

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