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Fuori casa: polvere di stelle

Era da tanto che non trascorrevamo una sera fuori. Francesca, Remigio ed io. Fisicamente solo noi tre, ma con Eugenio nei nostri cuori, nei nostri pensieri e così talmente presente in ogni nostra frase.

Sabato sera, Francesca insiste tanto per andare a mangiare un “big panino”, alla paninoteca che c’è ad Alvignano, dove lei è stata, tempo fa, insieme con Anna Pasquariello e dove anche Eugenio è stato la sera del 18 giugno 2020. Si, a festeggiare l’agognato diploma di terza media, insieme con i suoi amici di sempre.

polvere di stelle
Eugenio, Angelo e Gerardo Sorrentino, Kevin Di Lorenzo, Nicola Panella, Alessandro Mattei – 18 giugno 2020

Arriviamo alla paninoteca, prendiamo posto, scegliamo il cibo e, guardandomi intorno scorgo una mia vecchia amica. Anche lei era lì con la sua famiglia, marito e due figli, per una serata di normalità. Eh sì, il Covid ha tolto proprio tanto alle nostre famiglie…

Tra una chiacchiera sul tempo, sulle vacanze, la scuola, immancabilmente ci soffermiamo a parlare di Eugenio. Loro lo hanno conosciuto a scuola, poi alla recita in Parrocchia su Alessandro Siani, in altre occasioni che hanno coinvolto i ragazzi. Si parla della malattia, del modo in cui lui ha affrontato tutto, di come noi sembriamo degli eroi (!!!).

La mia amica e la figlia ricordano, in modo particolare, come Eugenio vestisse sempre “bene”, come gli stessero bene le camicie bianche (che lui ha sempre adorato!). Ricordano come, proprio nella recita di Siani, fosse particolarmente bello, con la camicia bianca e il jeans.

Andiamo avanti così ancora per un po’, parlando di quanto ad Eugenio fosse sempre piaciuto vestire in un certo modo, come amasse i jeans e i pantaloni sempre perfetti, come fosse stato sempre “fricchettone”.

Commenti tra mamme e figlia adolescente, con l’occhio attento ai dettagli della moda e alla “bellezza” di Eugenio, che “si esprimeva nei modi, nel parlare, nello sguardo, nelle pose e, infine nel suo aspetto fisico”.

Concludiamo la nostra chiacchierata, ripromettendo di vederci domenica 22 agosto in chiesa a Dragoni per la presentazione del libro. Loro vanno via, noi ci dedichiamo alla nostra cena, gustosa ed abbondante!

La mattina successiva, domenica, mi sveglio e accendo il telefono ancora a letto. Si, lo so, è una brutta abitudine, non si dovrebbe, ma ormai lo smartphone ha sostituito quotidiani, giornali e libri.

Mi arrivano diverse notifiche, messaggini di buongiorno e buona domenica. Tra i tanti, un messaggio prende la mia attenzione, ve lo riporto integralmente:

Ciao Pina e buona giornata, stamattina presto ho sognato Eugenio. La cosa bella è che eravamo insieme, tu, io e lui. Era bellissimo, molto gioioso, contento.

Abbiamo parlato di tante cose, con tanta serenità. Tra le tante poi abbiamo parlato di un pantalone di Eugenio che, sempre nel sogno, volevi regalare. Hai guardato nelle tasche, ed è fuoriuscita tanta polverina dorata, che si è dissolta nell’, aria…come polvere di stelline.

Ed Eugenio, in tutto questo sorrideva. Questo, è quello che riesco a ricordare ora, anche se è presto, ho voluto dirtelo, spero non ti dispiace. Mi ha lasciato dentro tanta gioia Eugenio, tu sai che non ho avuto la grazia di conoscerlo prima, non sapevo nulla di voi, ma quello che mi ha sorpreso, è la familiarità di porgersi nei miei riguardi, di Eugenio, la sua gioia…che mi è rimasta dentro ed è con me! Niente…volevo dirtelo, semplicemente, renderti partecipe della gioia, della serenità che mi ha lasciato questa creatura speciale!!!!

Io le racconto dell’incontro della sera prima, e lei giunge a questa conclusione, che condivido:

“Quindi ha un senso questo sogno, ecco, io leggendo capisco che è anche un modo per dirci che sta sempre in mezzo a noi e con noi! Ha voluto che arrivasse la sua presenza, fra te e la tua amica con la quale avete parlato del suo modo di vestire.

Non c’è separazione, solo modo diverso di essere presente. È così, non possiamo ridurre a tristezza e mancanza tutto quello che è stato il loro vivere con noi. Loro sono stati e sono dono di vita per i loro cari e per tutti. La loro essenza deve essere fonte di vita, non tristezza della morte! L’Amore è più forte di tutto, e noi e loro ,siamo un abbraccio di Amore, non sono silenzio…ma voce viva…Diamo loro la nostra voce…e mai ci sarà il vuoto, solo pienezza del loro amore.

Eugenio è Luce viva, illumina, riscalda, e attira. Eugenio mi è venuto a trovare, donandomi la sua Luce, riempiendomi di serenità, facendomi stare bene, ha portato, nella sua delicatezza, tanta pace al mio cuore

Si, è così care amiche mie, Eugenio è tutto questo, lo era e continuerà ad esserlo.

È questo il motivo per cui Nostro Signore lo ha chiamato al Suo fianco. Per donare gioia e serenità a chi continuerà ad avere con lui un dialogo d’Amore.

Amore, solo Amore, sei e rimarrai per sempre.


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