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Ma che strada hai fatto? Solo chi si abbassa capisce

Commento al vangelo del 28 marzo 2024

Giovedì Santo – Messa della cena del Signore

Poiché quando il corpo si piega fino ai piedi del fratello,
anche nel cuore si accende,
o, se già c’era, si alimenta il sentimento di umiltà

Sant’AgostinoOmelia 58,4

Liberati

Tutti noi abbiamo bisogno di essere liberati: dalle nostre paure, dalla preoccupazione del futuro, abbiamo bisogno di essere liberati a volte anche dall’ingiustizia, forse dall’idolatria di noi stessi, abbiamo bisogno di essere liberati dall’amarezza e dallo scoraggiamento, a volte abbiamo bisogno anche di essere liberati dalle nostre malattie fisiche e spirituali.

Siamo tutti schiavi in Egitto. E il Signore continua a passare nella nostra vita, continua a fare Pasqua, perché si è impegnato una volta per sempre in Gesù. Ma per essere liberati, occorre fidarsi, ci sono dei preparativi e c’è un cammino: c’è un agnello da condividere, c’è il sangue da aspergere sugli stipiti delle porte, bisogna mangiare in fretta e mettersi in cammino. Il Signore ci accompagna in questo viaggio, ma non lo fa al posto nostro, perché non ci toglie la nostra libertà.

Rivivere

Cosa significa per noi oggi lasciarci liberare e metterci in cammino?

Per capirlo possiamo tornare proprio all’esperienza di Israele: come è possibile rivivere l’esperienza di liberazione dell’ultima notte in Egitto e del passaggio del mar Rosso? In quell’ultima notte in Egitto, Dio chiede al popolo di preparare una cena, di condividere un agnello, di aspergere con il sangue dell’agnello gli stipiti delle porte come segno di appartenenza. Da quella notte in poi, Israele celebrerà quella cena come un memoriale, non come un semplice ricordo, ma come un modo per rivivere quell’evento di liberazione dalla schiavitù, quella cena diventerà un rito perenne.

Quest’alleanza tra Dio e Israele verrà però spezzata continuamente per l’infedeltà del popolo. Abbiamo bisogno di un’alleanza definitiva, indipendente dai tradimenti degli uomini. Un’alleanza che coinvolga tutta l’umanità. Sarà un’alleanza eterna perché Dio stesso si fa uomo e si fa agnello. Cristo stipula quest’alleanza a nome nostro e con il suo sangue. Ciò vuol dire che, nonostante i nostri tradimenti e le nostre infedeltà, l’alleanza non si spezza.

Prima di salire sulla croce e di stipulare con il suo sangue questa alleanza, Gesù condivide con i discepoli una cena, nella quale sta già donando il suo corpo e il suo sangue, cioè la sua vita, attraverso il segno del pane e del vino. Ogni volta perciò che noi celebriamo l’eucaristia, esprimiamo la nostra volontà di essere liberati e di rimanere nell’alleanza con Dio. Questa alleanza è stata fatta una volta per sempre e non verrà mai meno: è la porta della casa del padre misericordioso che rimane sempre aperta, anche se noi a volte decidiamo di andarcene.

Concretezza

Ma dove si vede che noi abbiamo scelto di entrare in quest’alleanza con Dio? La parola si deve incarnare, prende un volto, diventa un fatto. Per questo il Vangelo di Giovanni inserisce nell’ultima cena il gesto della lavanda dei piedi: non c’è eucaristia senza carità. Abbassarsi davanti all’altro vuol dire non considerarsi superiore: lavare i piedi era il gesto del servo. Tanti conflitti, piccoli o grandi, possono essere superati solo se proviamo ad abbassare la nostra superbia.

Lavare i piedi vuol dire ascoltare la fatica dell’altro, considerare la strada che ha fatto, avere compassione della sua stanchezza. Sappiamo bene come nelle relazioni la cosa più difficile è fermarsi per cercare di capire come sta l’altro prima di giudicarlo o di condannarlo.

Non è facile vivere così le relazioni, non solo perché non vogliamo abbassarci davanti all’altro, ma anche perché non vogliamo essere visti nella nostra fragilità e nella nostra stanchezza. Abbiamo tutti il complesso di Pietro che non vuole permettere a Gesù di lavargli i piedi, non vuole essere visto nella sua nudità. Una relazione arriva a essere bella, sana e autentica proprio quando c’è la libertà di lavarsi i piedi reciprocamente.

Forse è quello che manca oggi al mondo, ma ciascuno di noi potrebbe cominciare una piccola rivoluzione, una rivoluzione che si fa con l’eucaristia e con l’umiltà.

Leggersi dentro

  • In quali aspetti della tua vita desideri che il Signore passi per liberarti?
  • Sei disposto a lavare i piedi e a lasciarteli lavare?

Per gentile concessione © ♥ Padre Gaetano Piccolo SJ

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