piccolo abete

La storia del piccolo abete

Leggi e ascolta la favola: “La storia del piccolo abete”

Ciao a tutti amici ed amiche di Eugenio.♥

Questa sera vi leggerò una nuova favola per voi dal titolo ” La storia del piccolo abete” l’ho presa per voi dal sito www.cosepercrescere.it.

Buon ascolto a tutti!

In basso potete leggere con me la favola. ♥

La storia del piccolo abete
l’albero e il presepe in Piazza San Pietro

La storia del piccolo abete

Un piccolo abete stava in un bosco sulla montagna.

A Natale qualcuno lo prese, con tanto di radici, lo caricò su un camioncino e lo portò in città, dove rimase per dieci giorni in una casa, con le radici in un vaso stretto, tutto coperto di palline colorate, lucine e festoni d’argento. Passate le feste, fu piantato in un’aiuola del cortile, fra tre altri alberelli malandati.

Anche lui era stanco e spelacchiato a causa di tutti quegli spostamenti, ma stese le radici e cominciò a nutrirsi, a respirare e a scambiare qualche silenziosa parola con gli altri alberi.

Però non era una bella vita: il terreno era secco, le radici trovavano poco nutrimento e quel poco aveva strani sapori e poi lì, in mezzo alle case, il sole arrivava solo per tre ore al giorno e il resto del tempo era un’ombra fredda e triste. E i bambini, siccome non c’era spazio altrove, giocavano nel cortile e al povero abete toccavano pallonate, urti e strappi.

E i cani della casa venivano a fare la cacca e la pipì nelle vicinanze. Il piccolo abete era scontento e stava male. Si lamentava con gli altri alberi e raccontava di come era bella la montagna, con la terra buona, l’aria fresca e il sole dalla mattina alla sera.

Ma i tre alberelli, che non avevano mai visto niente di simile, credevano che raccontasse bugie. Una sera passò sopra la città il vento fresco della montagna.

Vide il piccolo abete, lo riconobbe e scese a muovergli i rami. Il vento cominciò a girare intorno all’abete come una trottola, veloce, sempre più veloce: l’abete si sentì trascinare in su, sempre più su e poi scendere giù, piano piano, girando, e atterrando proprio nel buco che le sue radici avevano lasciato sulla montagna. Contento, ringraziò il vento e si addormentò.

Buonanotte dalla vostra sorellina Francesca e dal vostro angioletto custode Eugenio. ♥

Ascoltiamo insieme

podcast le favole della buonanotte
Le favole della buonanotte
La storia del piccolo abete
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