Trasfigurazione del Signore, festa
- B. Maria Francesca di Gesù vergine e fond. (1844-1904)
- B. Tadeusz (Taddeo) Dulny seminarista e martire (1914-1942)
- Santo del giorno
Prima Lettura
La sua veste era candida come la neve.
Dal libro del profeta Daniele
Dn 7,9-10.13-14
Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 96 (97)
R. Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R.
Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Questi è il Figlio mio, l’amato:
in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo. (Mt 17,5c)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 6 agosto 2025
Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,28b-36
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.
Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.
Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura.
E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Parola del Signore.
Un autore siriaco anonimo del VI secolo
Discorso attribuito a torto a Sant’Efrem (trad. cb©evangelizo)
« Vi sono alcuni qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio »
Il nostro Signore Gesù Cristo ha portato con sé sul monte Pietro, Giacomo e Giovanni per mostrare loro la gloria della sua divinità e far loro conoscere che egli era il Redentore di Israele, come lo aveva mostrato nei profeti. Voleva anche avvertirli affinché non fossero scandalizzati quando avrebbero veduto la sofferenza liberamente accettata che egli stava per soffrire per noi nella sua natura umana.
Lo conoscevano infatti come uomo, ma ignoravano che egli fosse Dio; lo conoscevano come figlio di Maria, un uomo che viveva con loro nel mondo, ma sul monte ha fatto loro conoscere che era Figlio di Dio, e Dio lui stesso. Lo avevano visto mangiare e bere, lavorare e riposarsi, assopirsi e dormire, subire lo spavento fino al sudore, il che non sembrava in armonia con la natura divina e sembrava convenire solo alla sua umanità.
Per questo li ha portati con sé sul monte affinché il Padre lo chiamasse suo Figlio e mostrasse loro che egli era davvero suo Figlio, e Dio egli stesso. Li ha portati sul monte e ha mostrato loro il suo Regno prima di manifestare le sue sofferenze, la sua potenza prima della morte, la sua gloria prima degli oltraggi e il suo onore prima dell’ignominia. Così, quando sarebbe stato preso e crocifisso, gli apostoli avebbero saputo che ciò accadeva non per la debolezza bensì col suo consenso e per sua iniziativa, per la salvezza del mondo.
LE PAROLE DEI PAPI
L’ascesa dei discepoli verso il monte Tabor ci induce a riflettere sull’importanza di staccarci dalle cose mondane, per compiere un cammino verso l’alto e contemplare Gesù. Si tratta di disporci all’ascolto attento e orante del Cristo, il Figlio amato del Padre, ricercando momenti di preghiera che permettono l’accoglienza docile e gioiosa della Parola di Dio.
In questa ascesa spirituale, in questo distacco dalle cose mondane, siamo chiamati a riscoprire il silenzio pacificante e rigenerante della meditazione del Vangelo, della lettura della Bibbia, che conduce verso una meta ricca di bellezza, di splendore e di gioia. […] Al termine dell’esperienza mirabile della Trasfigurazione, i discepoli scesero dal monte (cfr v. 9) con occhi e cuore trasfigurati dall’incontro con il Signore. È il percorso che possiamo compiere anche noi.
La riscoperta sempre più viva di Gesù non è fine a se stessa, ma ci induce a “scendere dal monte”, ricaricati della forza dello Spirto divino, per decidere nuovi passi di conversione e per testimoniare costantemente la carità, come legge di vita quotidiana. (Papa Francesco – Angelus, 6 agosto 2017)
“Dio è amore. (1 Gv 4,8)”
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