San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, festa
- S. Francesco d’Assisi Patrono d’Italia (1182-1226)
- B. Franz Xaver Seelospresbitero C.SS.R. (1819-1867)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 6,14-18
Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 15 (16)
R. Tu sei, Signore, mia parte di eredità.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 4 ottobre 2025
Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,25-30
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.
Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179)
badessa benedettina e dottore della Chiesa
Il libro delle Opere divine, cap. 6
“Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” (Lc 10,20)
“Cerca la gioia nel Signore: esaudirà i desideri del tuo cuore” (Sal 37,4): Lo Spirito Santo è un fuoco inestinguibile che dà ogni bene, abbraccia tutti i beni, fa nascere tutti i beni, insegna tutti i beni e che con la sua fiamma concede all’uomo il linguaggio. Con la forza del fuoco insegna l’umiltà che si pone sotto tutti e si stima l’ultima di tutti. L’ardore spirituale ha la freschezza della pazienza, una dignità benevola che tutto riempie, opera dell’umiltà, ed è il fondamento di ciò che la santità costruisce in altezze superiori. La fede è lo stendardo della vittoria: come una fiamma splendente mostra il giusto cammino, la sua rugiada di speranza bagna lo spirito dei fedeli che sospirano il cielo. Essi, avendo in loro la vitalità della perfetta carità, si affrettano per essere utili a tutti. Col dolce soffio della penitenza, porgono la loro preghiera. Come la brezza fa fiorire i fiori, il calore del desiderio del cielo produce frutto eccellente. (…) La gloria del paradiso è circondata da tale luce che non puoi guardarla con quanto contiene se non in uno specchio. Là si rallegrano le anime purificate dai peccati, rivestite dell’abito d’immortalità e di onore… Ogni creatura è nata secondo la volontà di Dio ed anche la vita eterna è sgorgata da lui e viene da lui; e gli ornamenti, le gioie ed ogni voce piena di gioia della vita eterna vengono da lui. Poiché le opere degli eletti, che sono germogliate grazie allo Spirito Santo,
Le Parole dei Papi
Vi è un caso in cui l’evangelista attribuisce esplicitamente allo Spirito Santo la preghiera di Gesù, non senza lasciar trapelare lo stato abituale di contemplazione da cui essa sgorgava. È quando nel viaggio verso Gerusalemme si intrattiene con i discepoli, tra i quali ne ha scelto 72 per mandarli a evangelizzare la gente dei luoghi dove sta per recarsi (cf. Lc 10), dopo averli opportunamente istruiti. Al ritorno da quella missione, i 72 narrano a Gesù ciò che hanno compiuto, compresa la “sottomissione” dei demoni nel suo nome. E Gesù, dopo aver loro notificato di aver visto “Satana cadere dal cielo come la folgore”, esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto”. Questo testo di Luca, accanto a quello di Giovanni che riporta il discorso d’addio nel cenacolo (cf. Gv 13-141), è particolarmente significativo ed eloquente circa la rivelazione dello Spirito Santo nella missione messianica di Cristo. […] Nell’insieme della predicazione e dell’azione di Gesù Cristo, che scaturisce dalla sua unione con lo Spirito Santo-Amore, è contenuta un’immensa ricchezza del cuore: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore – egli esorta – e troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11, 29), ma è presente, nello stesso tempo, tutta la fermezza della verità sul regno di Dio, e quindi l’insistente invito ad aprire il cuore, sotto l’azione dello Spirito Santo, per esservi ammessi e non esserne esclusi. In tutto ciò si rivela la “potenza dello Spirito Santo” e anzi si manifesta lo Spirito Santo stesso con la sua presenza e la sua azione di Paraclito, confortatore dell’uomo, confermatore della verità divina, debellatore del “padrone di questo mondo”. (San Giovanni Paolo II – Udienza Generale, 25 luglio 1990)





