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Leggi e ascolta La Parola del 4 ottobre 2022

San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, festa

Prima Lettura

Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 6,14-18
 
Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
 Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
 La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale
Dal Sal 15 (16)

R. Tu sei, Signore, mia parte di eredità.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R.
 
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.
 
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R.
 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)

Alleluia.
 

Vangelo

Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

La Parola del 4 ottobre 2022
Papa Francesco all’ospedale Bambino Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

Santa Teresa del Bambin Gesù (1873-1897)

carmelitana, dottore della Chiesa

Manoscritto autobiografico C, 36r° – v°

“Maria si è scelta la parte migliore”

Un’anima infuocata d’amore non può restare inattiva; certamente come Maria Maddalena sta ai piedi di Gesù, ella ascolta la sua parola dolce ed infuocata. Sembra non far nulla, al contrario fa molto più di Marta che si preoccupa di tante cose e vorrebbe che la sorella faccia come lei.

Non è il lavoro di Marta che Gesù biasima; ad esso tutta la vita la sua divina Madre si è umilmente sottomessa, poiché doveva pur preparare da mangiare per la Sacra Famiglia. Gesù vuole correggere soltanto la preoccupazione di colei che lo ospita con tanto amore. Tutti i santi l’hanno capito e più di tutti forse quelli che riempirono l’universo della luce della dottrina evangelica.

Non è forse nella preghiera che i santi Paolo, Agostino, Giovanni della Croce, Tommaso d’Aquino, Francesco, Domenico e tanti altri illustri amici di Dio hanno tratto la scienza divina che affascinò i più grandi geni? Un sapiente ha detto: “Datemi una leva, un punto d’appoggio e solleverò il mondo”. Ciò che Archimede non ha potuto, perché la sua richiesta non era per Dio, ma riguardava cose materiali, i santi l’hanno ottenuto in pienezza.

L’Onnipotente ha dato come punto d’appoggio: Lui stesso e Lui solo; come leva: la preghiera, che brucia col fuoco d’amore e così hanno sollevato il mondo. E’ così che i santi ancora militanti lo sollevano e fino alla fine del mondo lo solleveranno anche i santi futuri.

PAROLE DEL SANTO PADRE

[…] Paolo chiede ai Galati di ritornare all’essenziale, a Dio che ci dà la vita in Cristo crocifisso. Ne dà testimonianza in prima persona: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). E verso la fine della Lettera, afferma: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo» (6,14).

Se noi perdiamo il filo della vita spirituale, se mille problemi e pensieri ci assillano, facciamo nostro il consiglio di Paolo: mettiamoci davanti a Cristo Crocifisso, ripartiamo da Lui. Prendiamo il Crocifisso tra le mani, teniamolo stretto sul cuore. Oppure sostiamo in adorazione davanti all’Eucaristia, dove Gesù è Pane spezzato per noi, Crocifisso Risorto, potenza di Dio che riversa il suo amore nei nostri cuori.

E ora, sempre guidati da San Paolo, facciamo un passo ulteriore. Chiediamoci: che cosa succede quando incontriamo nella preghiera Gesù Crocifisso? Succede quello che accadde sotto la croce: Gesù consegna lo Spirito (cfr Gv 19,30), dona cioè la sua stessa vita. E lo Spirito, che scaturisce dalla Pasqua di Gesù, è il principio della vita spirituale. È Lui che cambia il cuore: non le nostre opere. È Lui che cambia il cuore, non le cose che noi facciamo, ma l’azione dello Spirito Santo in noi cambia il cuore! (Udienza generale, 27 ottobre 2021)

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