Mercoledì della XXI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Monica madre di S. Agostino (331-387) – memoria –
- B. María Pilar Izquierdo Albero vergine, fondatrice (1906-1945)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Lavorando notte e giorno, vi abbiamo annunciato il Vangelo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
1Ts 2,9-13
Voi ricordate, fratelli, il nostro duro lavoro e la nostra fatica: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi, vi abbiamo annunciato il vangelo di Dio.
Voi siete testimoni, e lo è anche Dio, che il nostro comportamento verso di voi, che credete, è stato santo, giusto e irreprensibile.
Sapete pure che, come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, vi abbiamo incoraggiato e scongiurato di comportarvi in maniera degna di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria.
Proprio per questo anche noi rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 138 (139)
R. Signore, tu mi scruti e mi conosci.
Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei;
se scendo negli inferi, eccoti. R.
Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra. R.
Se dico: «Almeno le tenebre mi avvolgano
e la luce intorno a me sia notte»,
nemmeno le tenebre per te sono tenebre
e la notte è luminosa come il giorno. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Chi osserva la parola di Gesù Cristo,
in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. (1Gv 2,5)
Alleluia.
Il Vangelo di oggi 27 agosto 2025
Siete figli di chi uccise i profeti.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 23,27-32
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: ««Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».
Parola del Signore.
Baldovino di Ford (?-ca 1190)
abate cistercense, poi vescovo
Trattato 10: PL 204, 515-516 (trad. adv@evangelizo.org)
Signore, togli da me il cuore di pietra
Dobbiamo amare Cristo come egli ci ha amati. Ci ha lasciato un esempio, perché ne seguissimo le orme (1 Pt 2, 21). Perciò, dice: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore” (Ct 8, 6), cioè: “Amami come ti amo. Portami nella tua mente, nella tua memoria, nel tuo desiderio, nei tuoi sospiri, nei tuoi gemiti, nei tuoi singhiozzi. Ricordati, uomo, in quale stato ti ho creato, quanto ti ho innalzato al di sopra delle altre creature, a quale dignità ti ho elevato, come ti ho coronato di gloria e di onore, come ti ho fatto poco meno degli angeli e come ho posto tutto sotto i tuoi piedi (Sal 8).
Ricordati non soltanto di tutto ciò che ho fatto per te, ma anche di quante prove e umiliazioni ho sofferte per te. (…) E tu, se mi ami, mostralo; ama, non a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. (…) Mettimi come sigillo sul tuo cuore e amami con tutte le tue forze”. (…) Signore togli da me il cuore di pietra, questo cuore duro. (…) Dammi un cuore nuovo, un cuore di carne, un cuore puro (Ez 36, 26). Tu che purifichi i cuori, tu che ami i cuori puri, prendi possesso del mio cuore, e vieni ad abitarvi.
Le Parole dei Papi
Davanti a Gesù non ci sono segreti: Egli legge nel cuore, nel cuore di ognuno di noi. E questa capacità potrebbe inquietare perché, se usata male, nuoce alle persone, esponendole a giudizi privi di misericordia. Nessuno infatti è perfetto, tutti siamo peccatori, tutti sbagliamo, e se il Signore usasse la conoscenza delle nostre debolezze per condannarci, nessuno potrebbe salvarsi.
Ma non è così. Egli infatti non se ne serve per puntarci il dito contro, ma per abbracciare la nostra vita, per liberarci dai peccati e per salvarci. A Gesù non interessa farci processi o sottoporci a sentenze; Egli vuole che nessuno di noi vada perduto. Lo sguardo del Signore su ognuno di noi non è un faro accecante che abbaglia e mette in difficoltà, ma è il chiarore gentile di una lampada amica, che ci aiuta a vedere in noi il bene e a renderci conto del male, per convertirci e guarire con il sostegno della sua grazia. (Papa Francesco – Angelus, 10 marzo 2024)
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