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Leggi e ascolta la leggenda del falò per la festa dell’Immacolata Concezione

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Ogni anno, il 7 e l’8 dicembre, in molte città e paesi d’Italia si accendono dei grandi falò per celebrare la festa dell’immacolata concezione. Ma da dove viene questa tradizione? Qual è il suo significato?

Secondo una leggenda, la notte tra il 7 e l’8 dicembre del 1854, quando papa Pio IX proclamò il dogma dell’immacolata concezione, il cielo si illuminò di una luce straordinaria, come se fosse giorno. I fedeli, stupiti e commossi, interpretarono questo fenomeno come un segno della presenza di Maria, la madre di Gesù, che era stata concepita senza peccato originale.

Per ricordare questo evento miracoloso, ogni anno si accendono dei falò nelle piazze e nelle strade, che simboleggiano la luce di Maria e la sua protezione. I falò sono anche un’occasione di festa e di aggregazione, in cui le persone si scambiano gli auguri e si riscaldano intorno al fuoco, magari sorseggiando una tazza di vin brulé o mangiando delle castagne arrostite.

La tradizione dei falò per l’immacolata concezione è molto diffusa nel centro e nel sud Italia, soprattutto in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia e Campania. In alcuni luoghi, i falò vengono preparati con cura e decorati con rami di ulivo, agrumi, fiori e candele. In altri, i falò sono accompagnati da canti, preghiere e processioni in onore della Madonna.

I falò per l’immacolata concezione sono una testimonianza della devozione popolare verso Maria e della sua importanza nella fede cristiana. Sono anche un modo per riscoprire le radici culturali e religiose del nostro paese e per vivere lo spirito del Natale.

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La leggenda del falò per la festa dell’Immacolata Concezione
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