Leggiamo ed ascoltiamo “Il leone e la zanzara”
Ciao amiche ed amici di tutto il mondo!
Oggi ho il piacere di leggervi la storia di Esopo “Il leone e la zanzara”
Esòpo (in greco antico: Αἴσωπος, Áisōpos; 620 a.C.circa – Delfi, 564 a.C.) è stato uno scrittore greco antico, contemporaneo di Creso e Pisistrato (VI secolo a.C.), noto per le sue favole. Le sue opere ebbero una grandissima influenza sulla cultura occidentale: le sue favole sono tutt’oggi estremamente popolari e note. (Wikipedia)
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C’era una piccola zanzara assai furba e spavalda. Stanca di giocare con le solite amiche, decise un giorno di lanciare una sfida al Re della foresta. Si presentò così davanti al sovrano che era il leone e lo salutò con un rispettoso inchino. Il grande Re che era intento a schiacciare uno dei suoi pisolini più belli lungo la riva di un fiume, lanciò una distratta occhiata all’insetto. “Oh! Buongiorno”.
Rispose Sua Maestà spalancando la bocca in un possente sbadiglio.
La zanzara disse: “Sire, sono giunta davanti a Voi per lanciarvi una sfida!”. Il leone, un po’ più interessato, si risvegliò completamente e si mise ad ascoltare.
‘Voi” continuò l’insetto “credete di essere il più forte degli animali eppure io dico che se facessimo un duello riuscirei a sconfiggervi!”. Il Sovrano divertito disse: “Ebbene, se sei tanto sicura, proviamo!”. In men che non si dica il piazzale si riempì di animali d’ogni genere desiderosi di assistere alla sfida. Il ” Singolar Tenzone” ebbe inizio. L’insetto andò immediatamente a posarsi sul largo naso dell’avversario cominciando a pungerlo a più non posso. Il povero leone preso alla sprovvista tentò con le sue enormi zampe di scacciare la zanzara ma, invece di eliminarla, egli non fece altro che graffiarsi il naso con i suoi stessi artigli.
Estenuato, il Re della foresta si gettò a terra sconfitto. Così, la piccola zanzara fu acclamata da tutti i presenti. Levandosi in volo colma di gioia, la zanzara non si accorse però della tela di un ragno tessuta tra due rami e andò ad imprigionarvisi proprio contro. Intrappolato in quell’infida ragnatela l’insetto scoppiò in lacrime, consapevole del pericolo che stava correndo. Fortunatamente il leone, che aveva assistito alla scena, con una zampata distrusse la tela e liberò la piccolina dicendo:
“Eccoti salvata mia cara amica. Ricordati che esiste sempre qualcuno più forte di te! E questo me lo hai insegnato proprio tu!” La zanzara, da quel giorno imparò a tenere un po’ a freno la propria spavalderia.
Morale: Le persone troppo sicure di sé riescono, a volte, a superare gli ostacoli più grossi ma inciampano spesso nelle difficoltà più piccole.
Una zanzara giunta presso un leone disse: “Nè ho paura di te né sei più forte di me; e se no, quale è la tua forza? Perché graffi con gli artigli e mordi con i denti? Questo lo fa anche una moglie che litiga con il marito. Ma io sono molto più fortedi te. E se vuoi, veniamo anche a battaglia”. E dopo aver suonato la tromba la zanzara passò all’attacco pungendo le parti del volto prive di peli vicine alle sue narici.
E il leone con i propri artigli martoriava se stesso, finché perse le staffe. E la zanzara avendo vinto il leone e avendo suonato la tromba e avendo intonato l’epinicio volò via. Ma impigliatasi nella tela di un ragno, mentre veniva divorata si lamentava perché, pur guerreggiando con (animali) grandissimi, veniva uccisa daun umilissimo animale, il ragno.
La favola (è rivolta) a coloro che abbattono (nemici) grandi e vengono abbattuti da (nemici) piccoli.
Κώνωψ πρὸς λέοντα ἐλθὼν εἶπεν· οὔτε φοβοῦμαί σε οὔτεδυνατώτερός μου εἶ· εἰ δὲ μή, τίς σοί ἐστιν ἡ δύναμις; ὅτι ξύεις τοῖςὄνυξι καὶ δάκνεις τοῖς ὀδοῦσι; τοῦτο καὶ γυνὴ τῷ ἀνδρὶ μαχομένη ποιεῖ.ἐγὼ δὲ λίαν ὑπάρχω σου ἰσχυρότερος. εἰ δὲ θέλεις, ἔλθωμεν καὶ εἰςπόλεμον. καὶ σαλπίσας ὁ κώνωψ ἐνεπήγετο δάκνων τὰ περὶ τὰς ῥῖναςαὐτοῦ ἄτριχα πρόσωπα. ὁ δὲ λέων τοῖς ἰδίοις ὄνυξι κατέλυεν ἑαυτὸν,ἕως οὗ ἠγανάκτησεν. ὁ δὲ κώνωψ νικήσας τὸν λέοντα καὶ σαλπίσαςκαὶ ἐπινίκιον ᾄσας ἔπτατο. ἀράχνης δὲ δεσμῷ ἐμπλακείς, ἐσθιόμενοςἀπωδύρετο, ὅτι μεγίστοις πολεμῶν ὑπ’ εὐτελοῦς ζῴου, τῆς ἀράχνης,ἀπώλετο.
ὁ μῦθος πρὸς τοὺς καταβάλλοντας μεγάλους καὶ ὑπὸ μικρῶνκαταβαλλομένους.
Buonanotte e sogni d’oro dalla vostra Francesca Ruberto ♥






