Pietro, la città sconosciuta e il gioco dei segnali stradali

Tempo di lettura: 4 minuti

Leggiamo ed ascoltiamo la favola istruttiva “Pietro, la città sconosciuta e il gioco dei segnali stradali”

L’educazione stradale è uno dei migliori modi per l’approccio verso l’educazione civica e il rispetto per le istituzioni e le autorità.

Educare alla convivenza nelle città è un modo corretto di vivere in armonia con il luogo dove si vive, dove si gioca e dove si lavora. Questo porta al rispetto per tutto ciò che ci circonda, rispetto per il creato e amore per il Signore che ci ha donato tutta questa meraviglia.

Pietro, la città sconosciuta e il gioco dei segnali stradali
Pietro, la città sconosciuta e il gioco dei segnali stradali 3

Leggiamo insieme

Il giorno del compleanno dei 6 anni di Pietro, successe qualcosa di strano. Crescere insieme alla mamma, al papà e al fratellino più grande era stato bello e divertente e ora Pietro era grande: doveva compiere 6 anni!

Il compleanno di Pietro era il 5 agosto. Era una bella giornata di estate e, in attesa della festa organizzata per il pomeriggio, Pietro, con la mamma e il fratello Francesco, erano andati al parco giochi.
“Non vi allontanate”, disse la mamma, che era seduta sulla panchina a parlare con la sua amica.
“Non andate oltre il cancello blu”.

Ora, a Pietro venne una gran curiosità di andare oltre il cancello blu. Il fratello Francesco, che lo seguiva sempre dappertutto, andò con lui. Dopo il cancello blu, che era aperto, si trovava un sentiero stretto stretto, molto misterioso. La curiosità crebbe ancora di più perché, in fondo al sentiero, si vedevano dei giochi bellissimi: uno scivolo tra i più alti e una salita per arrampicarsi che Pietro non aveva mai visto.

Pietro e Francesco corsero veloce sul sentiero: mamma aveva detto di non allontanarsi, perciò stavano andando di nascosto e volevano essere veloci.

Finito il sentiero, però, il parco giochi non si vedeva più. Pietro si trovò di fronte a una parte della città che non conosceva: grande, fatta di tante strade, automobili e motociclette che passavano, semafori.
Forse si era allontanato troppo.

Il fratellino disse: “Lo scivolo alto! E’ là in fondo, Pietro, ci andiamo?”.
Il bambino più piccolo aveva la vista acuta. Il parco giochi era lontano. Per arrivarci bisognava attraversare ancora tante strade e Pietro non sapeva come fare. Aveva voglia di andare, ma aveva anche un po’ paura.
“Pietro, ci andiamo?”, ripeteva il fratellino piccolo.

Pietro si ricordò di un gioco di segnali stradali che aveva ricevuto in regalo il giorno prima. Era una scatola con segnali giocattolo, di legno, che Pietro aveva fatto finta di non guardare.
Il primo segnale stradale era il semaforo e questo lo sanno tutti.
“Francesco, se vogliamo attraversare la strada, aspettiamo che la luce del semaforo di fronte a noi diventi verde”, disse Pietro e così fecero.

Attraversarono la strada ma il secondo segnale era più difficile: era un triangolo, con il simbolo di un treno.
“Pietro, guarda, è un triangolo con un treno dentro!”, disse  il fratellino.

Che cosa diceva la mamma, nel gioco dei segnali stradali, a proposito dei triangoli? Erano i segnali di pericolo!
Pietro dovette fare uno sforzo di memoria: quel segnale voleva dire che, poco più in là, si trovavano dei binari e poteva passare un treno.

“Ah ora ho capito”, disse Pietro, “dobbiamo stare attenti perché potrebbe passare un treno. Camminarono ancora un po’ e si trovarono di fronte a dei binari. Il fratellino voleva attraversarli ma Pietro lo fermò in tempo: si sentì un suono forte, il rumore del treno sui binari…e poco dopo passò il treno.

Quando il treno passò i bambini attraversarono il passaggio a livello e si trovarono di fronte a un altro segnale. Era un cerchio blu, con dentro un signore a piedi e una bicicletta.
“Guarda, Pietro, un signore che cammina dentro un cerchio blu”, disse il fratello piccolo.

Pietro si mise a pensare: che cosa voleva dire quando il segnale era un cerchio?
Un cerchio un cerchio…”il cerchio è un segnale di obbligo”.
“Francesco, siamo al sicuro! Su quella strada possono passare solo le persone che vanno a piedi e le biciclette. Andiamo!”.

I due fratelli corsero lungo la strada che si trovava dopo il cerchio blu e si ritrovavano al parco dello scivolo altissimo. Giocarono fino a stancarsi e dopo tornarono indietro, per farsi trovare dalla mamma, osservando con cura i cartelli, come secondo il gioco dei segnali stradali. Quel giorno, anche Francesco era cresciuto insieme al suo fratello grande, almeno per un pochino.

La mamma disse: “Dove eravate bambini? Siete andati oltre il cancello blu?”.
“No mamma”, risposero in coro. Avevano imparato il gioco dei segnali stradali. Dovevano ancora imparare il gioco “di dire sempre la verità”.

Ascoltiamo insieme

mamma legge la fiaba
Le favole della buonanotte
Pietro, la città sconosciuta e il gioco dei segnali stradali
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