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Questa è la storia di Emma, la prima folletto che diede forma ai suoi sogni e diventò ingegnere

La storia di questa sera ci insegna a tenere sempre vivi i sogni che abbiamo nel cuore. Non importa l’età, sognare è importante!


Ciao Emma! Esclamò la Fata Verde.

Che meravigliosa torta hai portato! L’hai fatta tu?

Emma, una dolce folletto dalle gote rosso fragola, accennò un sorriso..

“Ehm… No, non l’ho fatta io…” Rispose timidamente.

“Ah!…” esclamò la Fata dolcemente “Chi ha fatto questo dolce così invitante?”

Sembrava una domanda semplice, eppure Emma era visibilmente pensierosa.

Gli ultimi giorni non erano stati affatto semplici per lei e sicuramente parlarne con mamma Fata Verde le avrebbe fatto bene.

Iniziò a raccontare cosa le era accaduto.

Una settimana prima, mentre passeggiava nel Sottobosco alla ricerca di asparagi, aveva visto un folletto che impastava la farina nella sua bottega. Si era fermata a guardarlo incuriosita e in silenzio.

Quando il folletto ebbe terminato il suo impasto e lo ebbe coperto con uno straccio caldo le domandò:

“Ciao piccola folletto! Come ti chiami?”

“Mi chiamo Emma…” aveva risposto

“Piacere Emma! Io sono Sweety uno dei pasticceri del Sottobosco. Come mai ti sei fermata alla mia bottega?” Continuò.

Emma ci pensò un attimo e dopo qualche secondo rispose:

“Mi piace molto osservarti mentre impasti la farina. Mi rilassa vedere come la farina e l’acqua diventano un’unica cosa!”

“Che meraviglia!” disse Sweety. “Puoi venire tutti i giorni se vuoi!”

E fu così che i giorni successivi tornò per osservarlo mentre impastava la farina bianchissima come la neve.

Purtroppo il piccolo Sweety improvvisamente non si trovò più al suo laboratorio, con grande disappunto di Emma. Non tornò nemmeno i giorni seguenti.

Per questo motivo, presa dalla preoccupazione, la folletto era andata al mulino dove il pasticcere andava a comprare tutti i giorni la farina.

Anche il mugnaio Johnny non lo vedeva da qualche giorno. In compenso le disse dove si trovava la casa fungo dove abitava e fu lì che Emma andò a cercarlo.

Purtroppo non aveva trovato nessuno.

Era tornata tutti i giorni seguenti… sia alla bottega che alla sua casa fungo senza trovare niente e nessuno fino ad oggi….

Era entrata nella sua casa e aveva trovato questa grande torta con un biglietto… Sulla busta c’era scritto… PER EMMA.

“Ah…!” Esclamò la dolce fatina! “E cosa c’è scritto?”

“Non ho avuto il coraggio di aprirla” disse la piccola.

“Vuoi leggerla con me?” Le chiese la premurosa mamma fata.

“Sì mamma!” Rispose Emma.

Aprì la busta e immediatamente avvertì un meraviglioso odore di vaniglia mescolata a farina… Iniziò a leggere…

Emma, la prima folletto ingegnere
Emma, la prima folletto ingegnere 7

Cara Emma

questi giorni sono stati bellissimi perché dopo tanto tempo c’eri tu con me a condividere la passione per il mio lavoro, per la farina e per tutti i dolci che si possono realizzare.

Avrai notato che ho chiuso temporaneamente la mia bottega. Avevo in programma di trascorrere due anni a Marshmellow, un paese del Sottobosco, dove ti insegnano a creare qualsiasi dolce sia stato inventato e la raffinata arte di crearne di nuovi.

Sono innamorato di questo lavoro e vorrei realizzare il mio sogno! Diventare il più grande pasticcere che il sottobosco abbia mai avuto!

Spero di rivederti tra due anni quando tornerò e magari faremo i dolci insieme e potrò insegnarti tutto quello che avrò imparato.

Ti abbraccio, Sweety


“Beh… per fortuna c’è una spiegazione per questa strana sparizione!” Esclamò la Fata tirando un sospiro di sollievo!

Notò che Emma al contrario era ancora un po’ sconfortata.

“Emma cos’hai?” Chiese la Fata

“Ehm…” iniziò riluttante là folletto… “Mi ero affezionata a Sweety e mi piaceva vedere mentre preparava i suoi dolci buonissimi…”

“Capisco…” disse la Fata Verde…“E non sei felice che Sweety stia realizzando i propri sogni?

“Moltissimo!” esclamò Emma.

“Bene” disse mamma Fata… “A noi non resta che una cosa da fare!”

“Cosa?” chiese la piccola.

“Ci concentriamo su di noi e sui nostri progetti!” rispose.

“Effettivamente hai ragione mamma… Ero così concentrata su Sweety che avevo perso di vista i miei sogni!”

“Che ne pensi Emma” propose la Fata “è arrivato il momento di raccontarli?”

La piccola iniziò a parlare come un fiume in piena:

“Mamma Fata verde, vorrei costruire un ponte sul fiume!

Oggi tutti gli abitanti del sottobosco sono costretti a salire fino al guado del fiume percorrendo una strada lunga e tortuosa.

Soprattutto gli anziani e i folletti, piccoli come me, fanno tanta fatica e alcune volte preferiscono rinunciare ad andare dall’altro lato del fiume piuttosto che fare quella strada!”

“Pensa” continuò, “che conosco un troll molto anziano che non vede da anni la sorella, che abita dall’altro lato del fiume, perché non sarebbe in grado di percorrere quel tragitto così impervio.”

“Accipicchia che sogno meraviglioso!” Esclamò la Fata Verde. “Andiamo subito dal troll ingegnere che ci insegnerà tutto ciò che serve sapere per costruire il tuo ponte!”

E così se oggi vi doveste trovare a passare dal Sottobosco assaggerete i buonissimi cupcake di Sweety il pasticcere… E potrete andare al di là del fiume attraversando il Ponte Verde costruito da Emma… L’ingegnere!

Buonanotte da Francesca

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