Bello mondo di Mariangela Gualtieri

Bello mondo di Mariangela Gualtieri

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Bello mondo di Mariangela Gualtieri
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10 Aprile 2026

In un mondo spesso distratto, fermarsi a leggere Bello mondo di Mariangela Gualtieri è un atto di resistenza spirituale che ci insegna a ringraziare per i doni visibili e invisibili dell’esistenza.

Perché Bello mondo di Mariangela Gualtieri è l’inno alla gratitudine di cui abbiamo bisogno

Leggiamo insieme:

In quest’ora della sera

da questo punto del mondo

Ringraziare desidero il divino

labirinto delle cause e degli effetti

per la diversità delle creature

che compongono questo universo singolare

ringraziare desidero

per l’amore, che ci fa vedere gli altri

come li vede la divinità

per il pane e il sale

per il mistero della rosa

che prodiga colore e non lo vede

per l’arte dell’amicizia

per l’ultima giornata di Socrate

per il linguaggio, che può simulare la sapienza

io ringraziare desidero

per il coraggio e la felicità degli altri

per la patria sentita nei gelsomini

e per lo splendore del fuoco

che nessun umano può guardare

senza uno stupore antico

e per il mare

che è il piú vicino e il piú dolce

fra tutti gli Dèi

ringraziare desidero

perché sono tornate le lucciole

e per noi

per quando siamo ardenti e leggeri

per quando siamo allegri e grati

per la bellezza delle parole

natura astratta di Dio

per la scrittura e la lettura

che ci fanno esplorare noi stessi e il mondo

per la quiete della casa

per i bambini che sono

nostre divinità domestiche

per l’anima, perché se scende dal suo gradino

la terra muore

per il fatto di avere una sorella

ringraziare desidero per tutti quelli

che sono piccoli, limpidi e liberi

per l’antica arte del teatro, quando

ancora raduna i vivi e li nutre

per l’intelligenza d’amore

per il vino e il suo colore

per l’ozio con la sua attesa di niente

per la bellezza tanto antica e tanto nuova

io ringraziare desidero per le facce del mondo

che sono varie e molte sono adorabili

per quando la notte

si dorme abbracciati

per quando siamo attenti e innamorati

per l’attenzione

che è la preghiera spontanea dell’anima

per tutte le biblioteche del mondo

per quello stare bene fra altri che leggono

per i nostri maestri immensi

per chi nei secoli ha ragionato in noi

per il bene dell’amicizia

quando si dicono cose stupide e care

per tutti i baci d’amore

per l’amore che rende impavidi

per la contentezza, l’entusiasmo, l’ebbrezza

per i morti nostri

che fanno della morte un luogo abitato.

Ringraziare desidero

perché su questa terra esiste la musica

per la mano destra e la mano sinistra

e il loro intimo accordo

per chi è indifferente alla notorietà

per i cani, per i gatti

esseri fraterni carichi di mistero

per i fiori e la segreta vittoria che celebrano

per il silenzio e i suoi molti doni

per il silenzio che forse è la lezione piú grande

per il sole, nostro antenato.

Io ringraziare desidero

per Borges

per Whitman e Francesco d’Assisi

per Hopkins, per Herbert

perché scrissero già questa poesia,

per il fatto che questa poesia è inesauribile

e non arriverà mai all’ultimo verso

e cambia secondo gli uomini.

Ringraziare desidero

per i minuti che precedono il sonno,

per gli intimi doni che non enumero

per il sonno e la morte

quei due tesori occulti.

E infine ringraziare desidero

per la gran potenza d’antico amor

per l’amor che se move il sole e l’altre stelle.

E muove tutto in noi.


Riflessione: Un inventario del sacro quotidiano

In Bello mondo di Mariangela Gualtieri, la poesia si trasforma in un respiro collettivo. La poetessa non si limita a celebrare i grandi concetti astratti, ma scende nel dettaglio della vita “minuta”: le lucciole che tornano, l’accordo tra mano destra e sinistra, il silenzio delle biblioteche. Questa lirica è un invito potente a praticare l’attenzione, definita magistralmente come la “preghiera spontanea dell’anima”.

Il testo è un dialogo continuo con la tradizione — da Socrate a Borges, fino alla citazione finale del Paradiso di Dante — ricordandoci che siamo parte di un flusso ininterrotto di pensiero e bellezza. Ringraziare per “i nostri morti” o per le “divinità domestiche” (i bambini) significa riconoscere che ogni frammento di realtà è intriso di sacro. In un’epoca di cinismo, la Gualtieri ci restituisce la capacità di essere “ardenti e leggeri”, celebrando una bellezza che è “tanto antica e tanto nuova” e che, proprio come questa poesia, non arriverà mai all’ultimo verso.


Fonti e approfondimenti

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