«Il regno dei cieli è simile a un granello di senapa… che diventa un albero»: la potenza della piccolezza evangelica che trasforma il mondo nel Vangelo del giorno 27 Luglio 2026.
Il granello di senapa, il lievito e la forza nascosta del Regno di Dio nel Vangelo del giorno 27 Luglio 2026.
Lunedì della XVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
- S. Pantaleone medico e martire († 305)
- B. Maria della Passione (Tarallo) religiosa (1866-1912)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Questo popolo diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla.
Dal libro dell’Èsodo
Es 32,15-24.30-34
In quei giorni, Mosè si voltò e scese dal monte con in mano le due tavole della Testimonianza, tavole scritte sui due lati, da una parte e dall’altra. Le tavole erano opera di Dio, la scrittura era scrittura di Dio, scolpita sulle tavole.
Giosuè sentì il rumore del popolo che urlava e disse a Mosè: «C’è rumore di battaglia nell’accampamento».
Ma rispose Mosè:
«Non è il grido di chi canta: “Vittoria!”.
Non è il grido di chi canta: “Disfatta!”.
Il grido di chi canta a due cori io sento».
Quando si fu avvicinato all’accampamento, vide il vitello e le danze. Allora l’ira di Mosè si accese: egli scagliò dalle mani le tavole, spezzandole ai piedi della montagna. Poi afferrò il vitello che avevano fatto, lo bruciò nel fuoco, lo frantumò fino a ridurlo in polvere, ne sparse la polvere nell’acqua e la fece bere agli Israeliti.
Mosè disse ad Aronne: «Che cosa ti ha fatto questo popolo, perché tu l’abbia gravato di un peccato così grande?». Aronne rispose: «Non si accenda l’ira del mio signore; tu stesso sai che questo popolo è incline al male.
Mi dissero: “Fa’ per noi un dio che cammini alla nostra testa, perché a Mosè, quell’uomo che ci ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto”. Allora io dissi: “Chi ha dell’oro? Toglietevelo!”. Essi me lo hanno dato; io l’ho gettato nel fuoco e ne è uscito questo vitello».
Il giorno dopo Mosè disse al popolo: «Voi avete commesso un grande peccato; ora salirò verso il Signore: forse otterrò il perdono della vostra colpa».
Mosè ritornò dal Signore e disse: «Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d’oro.
Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato… Altrimenti, cancellami dal tuo libro che hai scritto!».
Il Signore disse a Mosè: «Io cancellerò dal mio libro colui che ha peccato contro di me. Ora va’, conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco, il mio angelo ti precederà; nel giorno della mia visita li punirò per il loro peccato».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dt 32,18-21
R. Hai dimenticato Dio che ti ha generato.
La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato;
hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!
Ma il Signore ha visto e ha disdegnato
con ira i suoi figli e le sue figlie. R.
Ha detto: «Io nasconderò loro il mio volto;
vedrò quale sarà la loro fine.
Sono una generazione perfida,
sono figli infedeli. R.
Mi resero geloso con ciò che non è Dio,
mi irritarono con i loro idoli vani;
io li renderò gelosi con uno che non è popolo,
li irriterò con una nazione stolta». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Per sua volontà il Padre ci ha generati
per mezzo della parola di verità,
affinché noi siamo come una primizia delle sue creature. (Gc 1,18)
Alleluia.
Vangelo di oggi 27 luglio 2026
Il granello di senape diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,31-35
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Parola del Signore.
Meditazione e Riflessione
Il brano del Vangelo secondo Matteo di oggi (Mt 13,31-35) ci presenta due tra le parabole più brevi e folgoranti di Gesù: il granello di senapa e il lievito. Attraverso queste immagini tratte dalla vita quotidiana e domestica, il Maestro svela ai discepoli la logica sorprendente e nascosta con cui il Regno di Dio opera all’interno della storia umana.
- Il granello di senapa: Gesù lo definisce «il più piccolo di tutti i semi». C’è un contrasto netto tra la microscopica insignificanza iniziale e lo sviluppo finale: una volta cresciuto, infatti, diventa più grande delle altre piante del giardino e si trasforma in un vero e proprio albero, tanto che «gli uccelli del cielo vengono a fare i nidi fra i suoi rami». È la parabola della crescita esteriore ed ecclesiale: il Regno parte dal piccolo nucleo dei discepoli, spesso deriso o ignorato dal mondo, per diventare una dimora accogliente per tutte le nazioni.
- Il lievito: un’immagine tutta al femminile. Una donna lo prende e lo nasconde in tre misure di farina, una quantità enorme, «finché tutta sia lievitata». Se la senapa mostra la crescita visibile, il lievito rappresenta l’efficacia interiore, invisibile ma irresistibile. Il lievito scompare nella massa, non fa rumore, ma cambia la natura stessa della farina dall’interno. È l’azione della grazia e della testimonianza cristiana nel cuore della società.
Matteo conclude ricordando che Gesù parlava alle folle solo con parabole, adempiendo la profezia: «Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Questo testo ci invita a non scoraggiarci davanti alle nostre debolezze o alla piccolezza delle nostre forze. Dio non ha bisogno di mezzi clamorosi o di grandi potenze umane; Egli ama agire nell’umiltà e nel silenzio. Un piccolo gesto d’amore, una preghiera nascosta o una fedeltà quotidiana sono come quel granello e quel lievito: custodiscono in sé la forza dell’infinito e sono capaci, con il tempo, di cambiare il mondo.
Pensieri dei Papi
- Papa Francesco: «Le due parabole del Vangelo di oggi ci parlano di pazienza e di fiducia. Il Regno di Dio cresce così: non con i colpi di scena o con il rumore del successo mondano, ma nella piccolezza del quotidiano. Pensiamo al granello di senapa o al lievito nella farina: operano nel silenzio. Spesso noi vogliamo vedere subito i risultati dei nostri sforzi, ma la logica di Dio è diversa. Egli ci chiede di seminare con fede e di lasciare che sia la Sua grazia a far crescere l’albero e a far fermentare la pasta. Non temiamo la nostra piccolezza, perché nelle mani di Dio diventa una forza rivoluzionaria.»
- Papa Benedetto XVI: «Gesù ci rivela che il Regno dei cieli è una realtà dinamica che possiede in se stessa una forza vitale divina. Il granello di senapa che diventa albero ci ricorda che l’opera di Cristo, iniziata in modo quasi invisibile tra le colline della Galilea, si è estesa fino ai confini della terra, offrendo riparo ed speranza all’umanità intera. Allo stesso modo, il lievito ci chiama alla responsabilità della nostra presenza nel mondo: come cristiani siamo chiamati a mescolarci tra gli uomini, non per perderci, ma per comunicare la linfa nuova del Vangelo che tutto purifica e tutto eleva.»
- Papa Giovanni Paolo II: «L’insegnamento in parabole di Gesù, che oggi meditiamo, squarcia il velo sulle “cose nascoste fin dalla fondazione del mondo”. Dio ha scelto ciò che è debole per confondere i forti. La Chiesa è questo albero nato dal piccolissimo seme della croce e della risurrezione. Ognuno di noi, nel proprio piccolo campo o nella propria cucina spirituale, è chiamato a essere quel lievito che trasforma la cultura e la società. Non lasciamoci vincere dallo scoraggiamento di fronte alle sfide della modernità; la potenza invisibile dello Spirito Santo è all’opera e porterà a compimento la grande pasta del Regno.»





