Preghiera della sera 17 aprile 2026
"Dalle sponde del Mediterraneo in Algeria fino alle terre dell'Angola, il viaggio di Leone XIV attraversa l'Africa non solo come un percorso geografico, ma come un cammino di vicinanza. Tra le preghiere per la pace in Camerun e gli incontri conclusivi in Guinea Equatoriale, ciò che colpisce è la sua capacità di rompere i protocolli con una simpatia travolgente: un sorriso sincero, una battuta pronta e quella gestualità calorosa che trasforma ogni tappa ufficiale in un momento di autentica e gioiosa umanità."
Questa sera, venerdì 17 aprile 2026, il silenzio scende su un mondo che sembra trovarsi a un bivio cruciale. Mentre la natura si risveglia in questa primavera pasquale, le cronache ci parlano di equilibri che cambiano e di un’umanità che cerca faticosamente la sua strada.
Il mare, la chiamata e il rumore del mondo
Il Vangelo di oggi (Gv 21, 1-14): “Gettate la rete” Nel Vangelo di questo venerdì dell’Ottava, i discepoli sono tornati a pescare, ma non prendono nulla. È la notte del fallimento, della rete vuota. Spesso ci sentiamo così: stanchi di “pescare” soluzioni in un mondo che sembra non rispondere. Ma all’alba, sulla riva, c’è Gesù. Non lo riconoscono subito, ma Lui dice loro: “Gettate la rete dalla parte destra”. Il segreto non è smettere di faticare, ma cambiare lato, fidarsi di una voce che viene dalla riva della Pace.
Il Papa e il Viaggio Apostolico: Ponti in un mondo diviso Proprio in queste ore, il Papa è in viaggio, facendosi ancora una volta pellegrino di dialogo. Mentre i grandi della terra, come il Presidente Trump, ridisegnano le mappe politiche e strategiche del mondo, la voce del Papa risuona come quella di Pietro che si getta in mare per raggiungere il Signore. Il suo viaggio è un promemoria: il potere passa, i confini mutano, ma la necessità della fraternità resta l’unica ancora di salvezza per l’umanità.
La Guerra e la “Rete” della Pace Le notizie di guerra continuano a pesare come pietre. L’amministrazione americana e le potenze globali sono chiamate a decisioni che pesano sulla pelle dei piccoli, di chi non ha voce. La nostra “rete” stasera è la preghiera. Gettarla “dalla parte destra” significa smettere di credere che la forza sia l’unica via e iniziare a credere che la pace sia possibile, anche quando le reti della diplomazia sembrano tornare a riva vuote.
Il Sorriso di Eugenio: La nostra sponda sicura In questo scenario complesso, il ricordo di Eugenio ci riporta all’essenziale. Oggi, giorno 17, impossibile non ricordare la salita al Padre. Lui non aveva potere politico, non decideva le sorti delle nazioni, ma ha saputo “gettare la rete” dell’amore in un mare di sofferenza, raccogliendo sorrisi che ancora oggi sfamano il cuore di tanti bambini. Per lui, il “disegno perfetto” non era fatto di strategie umane, ma di abbandono fiducioso nelle mani di Dio.
Preghiera della Sera
Signore Gesù, che ti sei fatto trovare sulla riva del lago quando i discepoli erano stanchi, resta con noi stasera.
Ti affidiamo i potenti della terra, il Presidente Trump e i leader mondiali: illumina le loro menti perché scelgano la vita e non la morte, la costruzione e non la distruzione. Accompagna i passi del Papa nel suo viaggio apostolico: che le sue parole siano balsamo sulle ferite aperte dalla guerra e dalla crisi economica che spaventa le nostre famiglie.
Ti preghiamo per chi stasera ha la “rete vuota”: per chi non ha lavoro, per chi ha perso la casa a causa dei conflitti, per chi piange un figlio. Sostieni i “piccoli guerrieri” negli ospedali, i bambini che a Dragoni, e nel mondo, hanno corso oggi e che domani correranno ancora verso il futuro.
Eugenio, tu che ora siedi a quel banchetto di pesce arrostito sulla riva dell’eternità, prega per noi. Aiutaci a riconoscere il Signore che ci aspetta sulla riva delle nostre fatiche quotidiane. Insegnaci che, nonostante le guerre e le turbolenze del mondo, noi siamo chiamati a essere pescatori di uomini e di speranza. Non è passato invano questo giorno 17, sei e resterai sempre nei nostri pensieri, nelle nostre azioni e nei nostri cuori.
Resta con noi, Signore. Facci riposare nel Tuo amore, perché domani possiamo gettare di nuovo la rete, con più fede di prima.
Amen.
Buonanotte. Che il silenzio di questa sera sia per te lo spazio in cui ascoltare la voce del Risorto che ti dice: “Non temere, sono Io”.





