Siamo nel pieno dell'Ottava di Pasqua, e la nostra Preghiera della sera 7 aprile 2026, ci fa vivere quel tempo di gioia "prolungata" in cui la Chiesa celebra per otto giorni consecutivi la Risurrezione come se fosse un unico grande giorno di festa.
Ma sappiamo bene che fuori dalle nostre case e dalle nostre chiese il mondo non sembra in festa. La guerra continua a mordere i confini e le tasche degli italiani, la crisi morde il potere d'acquisto delle famiglie e la cronaca, con storie cupe e difficili ci ricorda quanto sia fragile l'innocenza in questo tempo così complesso.
Con la preghiera della sera 7 aprile 2026, riflettiamo su una figura di una tenerezza infinita: Maria di Magdala che piange davanti al sepolcro vuoto.
Maria di Magdala: Quando il dolore impedisce di vedere
Maria è ferma fuori dal sepolcro. Piange. Il suo dolore è così denso, così “umano”, che non le permette di riconoscere la realtà. Vede gli angeli e non si stupisce; vede Gesù e pensa sia il giardiniere.
Quante volte capita anche a noi? Quando la malattia colpisce un figlio, quando la guerra bussa ai confini, quando la crisi economica toglie il respiro, il nostro sguardo si annebbia. Vediamo solo “il sepolcro vuoto”, ovvero quello che abbiamo perso, e non ci accorgiamo che la Vita è lì, a due passi da noi.
La svolta: Il richiamo del Nome Gesù le dice una sola parola: “Maria!”. Non le fa una spiegazione teologica. La chiama per nome. In quel momento, lei capisce che non è sola, che il legame d’amore non è stato spezzato dalla morte. Gesù non rimprovera Maria perché piange. Il dolore è legittimo. Ma le chiede: “Chi cerchi?”. Ci invita a non restare fissi sul “marmo freddo” della perdita, ma a cercare la presenza viva di chi amiamo nelle opere di bene.
Maria vorrebbe trattenere Gesù, ma Lui le dice: “Non mi trattenere… ma va’ dai miei fratelli”. È l’invito che Eugenio rivolge a tutti noi ogni giorno: “Non restate fermi a guardare la mia foto o il mio ricordo passato. Andate! Portate la mia gioia ai fratelli che soffrono, portate la speranza dove c’è la guerra e la solitudine”. Maria di Magdala è la prima testimone perché ha amato tanto.
Stasera, sentiamoci anche noi chiamati per nome. Se siamo stanchi o preoccupati, chiudiamo gli occhi e ascoltiamo quella voce che, nel silenzio, ci dice che tutto è grazia e che, come diceva Eugenio, il disegno è perfetto, anche quando noi, ancora in lacrime, facciamo fatica a decifrarlo.
Preghiera
“Resta con noi, Signore”
Signore Gesù, la giornata volge al termine e noi veniamo a Te, portando il carico di questo martedì di Pasqua. Ti ringraziamo per la luce che abbiamo visto, per i sorrisi che abbiamo incrociato e per la forza che ci hai dato di affrontare le sfide di questo tempo difficile.
Ti preghiamo per l’Italia e per il mondo: In questa notte, stendi la Tua mano sulle terre martoriate dalla guerra. Ascolta il grido dei bambini che hanno paura del buio e dei genitori che non sanno come proteggerli. Dona sapienza ai potenti, perché scelgano la via della pace e non quella delle armi.
Ti preghiamo per chi soffre la crisi: Per le famiglie che stasera fanno i conti con le bollette e i rincari, per chi ha perso il lavoro o teme per il futuro. Non lasciarli soli nella loro angoscia; apri i cuori di chi può aiutare, perché la solidarietà vinca sull’egoismo.
Ti preghiamo per i “piccoli guerrieri”: Scendi in ogni ospedale pediatrico. Accarezza quei bambini e fa’ che abbiano un sonno sereno e una speranza di guarigione.
Un pensiero a Eugenio: Eugenio, tu che ora riposi nell’abbraccio eterno del Padre, veglia su di noi. Tu che conoscevi la fatica delle notti in ospedale, resta accanto a chi stasera non riesce a dormire per il dolore o per la preoccupazione. Insegnaci la tua fiducia incrollabile: “Il disegno di Dio è perfetto”.
Signore, resta con noi perché si fa sera. Benedici il nostro riposo e donaci di svegliarci domani con un cuore nuovo, pronto a donare ancora.
Amen.
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