Chiudi gli occhi e tendi l’orecchio: c’è un piccolo soffio di vento che ti invita a scoprire dove vanno a riposare i sogni più belli.
Un viaggio magico tra nuvole di panna e stelle luminose. Il Sentiero delle Stelle di Zucchero
C’era una volta, proprio sopra la tua cameretta, un regno fatto interamente di silenzio e polvere di luna. In questo regno viveva un piccolo orsetto di nome Nuvola, che aveva un compito molto speciale: preparare il sentiero per i bambini che volevano andare a dormire.
Nuvola non correva mai. Si muoveva piano, con le sue zampette morbide che non facevano alcun rumore, nemmeno se calpestavano i vetri colorati dei desideri. Ogni sera, prendeva un cestino intrecciato con fili di seta e lo riempiva di stelle di zucchero.
“È ora,” sussurrava Nuvola alla Luna, che splendeva alta e tonda come una grande lampada d’argento.
L’orsetto iniziava a camminare lungo il cielo. Ad ogni passo, lanciava una manciata di stelle di zucchero. Queste non cadevano velocemente, ma ondeggiavano nell’aria come piume dorate, scendendo pian piano verso le finestre delle case. Quando una stella toccava il vetro, sprigionava un profumo dolcissimo di vaniglia e latte caldo, un profumo che faceva venire voglia di rannicchiarsi sotto le coperte.
Mentre Nuvola camminava, incontrava i suoi amici. C’era il Gatto della Mezzanotte, con il pelo blu scuro, che con la sua coda spazzolava via i pensieri della giornata, rendendo la mente leggera come un palloncino. E c’era la Civetta Saggia, che con un canto bassissimo e ritmato faceva “u-uh, u-uh”, creando una ninna nanna che sembrava il battito di un cuore calmo.
“Vieni con me,” sembrava dire Nuvola con il suo sguardo dolce.
Il sentiero ora era pronto. Era una strada di luce soffusa che partiva dal tuo cuscino e arrivava fino a un prato di velluto blu, dove i fiori non appassiscono mai e le fontane zampillano acqua fatta di sogni d’oro.
Nuvola si fermò proprio davanti alla tua nuvola preferita. La sistemò bene, la rese gonfia e morbida, e poi ci appoggiò sopra un piccolo bacio di luce.
“Buonanotte, piccolo tesoro,” sussurrò l’orsetto, sedendosi ai piedi del tuo letto invisibile per farti la guardia.
E mentre la Luna ti accarezzava il viso con un raggio sottile, i tuoi occhi diventavano sempre più pesanti. Il respiro si faceva lento, regolare, profondo. Il mondo fuori diventava un ricordo lontano e tu, guidato dalle stelle di zucchero di Nuvola, scivolavi finalmente nel regno dei sogni, al sicuro, amato e protetto.
Sogni d’oro.







