Se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello, il Padre non vi perdonerà.
Leggiamo ed ascoltiamo il Vangelo del giorno 10 marzo 2026
Martedì della III settimana di Quaresima
- S. John Ogilvie sacerdote S.J. e martire (1579-1615)
- S. Marie-Eugénie di Gesù vergine e fondatrice (1817-1898)
- Santo del giorno
Prima Lettura
Accoglici, Signore, con il cuore contrito e con lo spirito umiliato.
Dal libro del profeta Daniele
Dn 3,25.34-43
In quei giorni, Azarìa si alzò e fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse:
«Non ci abbandonare fino in fondo,
per amore del tuo nome,
non infrangere la tua alleanza;
non ritirare da noi la tua misericordia,
per amore di Abramo, tuo amico,
di Isacco, tuo servo, di Israele, tuo santo,
ai quali hai parlato, promettendo di moltiplicare
la loro stirpe come le stelle del cielo,
come la sabbia sulla spiaggia del mare.
Ora invece, Signore,
noi siamo diventati più piccoli
di qualunque altra nazione,
oggi siamo umiliati per tutta la terra
a causa dei nostri peccati.
Ora non abbiamo più né principe,
né profeta né capo né olocàusto
né sacrificio né oblazione né incenso
né luogo per presentarti le primizie
e trovare misericordia.
Potessimo essere accolti con il cuore contrito
e con lo spirito umiliato,
come olocàusti di montoni e di tori,
come migliaia di grassi agnelli.
Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti a te e ti sia gradito,
perché non c’è delusione per coloro che confidano in te.
Ora ti seguiamo con tutto il cuore,
ti temiamo e cerchiamo il tuo volto,
non coprirci di vergogna.
Fa’ con noi secondo la tua clemenza,
secondo la tua grande misericordia.
Salvaci con i tuoi prodigi,
da’ gloria al tuo nome, Signore».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 24 (25)
R. Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza. R.
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore. R.
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. R.
Acclamazione al Vangelo
Gloria e lode a te, o Cristo!
Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
perché sono misericordioso e pietoso. (Cf. Gl 2,12-13)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Vangelo di oggi 10 marzo 2026
Se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello, il Padre non vi perdonerà.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,21-35
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi.
Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”.
Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato.
Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore.
Il Perdono senza Misura: L’Eredità di Luce di Eugenio
Il brano si apre con la domanda di Pietro: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». La risposta di Gesù è spiazzante: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette». Il perdono non è una questione di calcolo, ma una condizione del cuore.
Gesù illustra questo concetto con la parabola del re che condona un debito enorme a un suo servo. Questo stesso servo, però, uscendo, non ha pietà di un suo compagno che gli deve una somma irrisoria e lo fa gettare in prigione. Il re, venuto a sapere l’accaduto, punisce severamente il servo spietato, perché non ha saputo usare con gli altri la stessa misericordia che aveva ricevuto.
Questa riflessione tocca nel profondo il cammino che sto facendo dopo la “partenza” del mio Eugenio. In questi anni, ho dovuto imparare che il perdono non è un sentimento, ma una scelta quotidiana. Non si tratta solo di perdonare gli altri, ma anche di perdonare se stessi per non aver potuto fare di più, o perdonare la vita per averci strappato via un pezzo così grande di cuore.
Il perdono che Gesù ci chiede è un atto di libertà. Eugenio non ha mai portato rancore verso nessuno, nemmeno verso la malattia che lo stava consumando. Il suo sorriso era un atto di perdono verso il mondo, una testimonianza che l’amore è più forte del risentimento. Lui ci ha lasciato un’eredità di luce e di pace, che possiamo onorare solo se sappiamo perdonare “di cuore”.
Oggi, nelle mie preghiere, chiedo la grazia di non tenere il conto delle offese, ma di imitare la misericordia infinita del Padre. Chiedo, per intercessione di mio figlio, di poter liberare il mio cuore da ogni peso, per poter vivere la pace che lui ha già trovato nella pienezza di Dio. Aiutaci, Signore, a non essere “servi spietati”, ma testimoni gratuiti del tuo amore che non conosce confini.
IL MAGISTERO DEI SUCCESSORI DI PIETRO
Ascoltiamo le parole dei Papi su questo difficile e fondamentale comandamento:
- Papa Leone XIV: «Il perdono è il capolavoro della fede. Chi non sa perdonare, non ha ancora capito il Vangelo. Cristo sulla croce ha perdonato i suoi carnefici, mostrandoci che l’amore non si arrende mai. Non si tratta di dimenticare l’offesa, ma di non lasciarsi avvelenare dal risentimento. Chi perdona, spezza le catene del male e apre le porte alla pace. Nelle prove della vita, specialmente nel dolore della perdita, il perdono diventa l’unico balsamo che può guarire le ferite del cuore. Siate gratuiti nella misericordia, perché gratuiti siamo stati nell’amore di Dio.»
- Papa Francesco: «Non dimenticate: sette volte, ma settanta volte sette. Sempre dobbiamo perdonare! Il perdono non è un diritto, è un dono che noi riceviamo da Dio e che dobbiamo dare agli altri. È l’unico modo per spezzare la spirale dell’odio e della vendetta.» (Angelus)
- Benedetto XVI: «La parabola del servo spietato ci insegna che non possiamo pretendere il perdono di Dio se non siamo disposti a perdonare i nostri fratelli. La misericordia divina è la misura del nostro agire. Solo chi ha sperimentato l’abbraccio del Padre può donarlo agli altri.» (Cfr. Gesù di Nazaret)
- San Giovanni Paolo II: «Aprite le porte a Cristo, che è il volto della misericordia del Padre! Il perdono è la condizione per l’autentica pace nel mondo e nel nostro cuore. Non abbiate paura di mostrare le vostre ferite a Dio, perché è lì che Lui viene a guarirvi con l’olio della Sua consolazione.» (Cfr. Misericordia)
- San Giovanni XXIII: «Ho sempre cercato di essere un uomo di pace e di riconciliazione. La bontà e il perdono sono le chiavi per aprire ogni cuore. Non stancatevi mai di sperare nel bene, perché Dio è più grande di ogni nostra colpa.» (Cfr. Il Giornale dell’Anima)







